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  1. gianfranco valtorta Rispondi
    il paradosso è a cosa serve costruire auto di cilindrata superiore a 1600 cc superpotenti ,quando la maggior parte dei percorsi giornalieri che si fanno sono di qualche decina di km, per altro in mezzo al traffico e a velocità da passeggio
  2. Matteo Rispondi
    "Oggi, la principale preoccupazione legata all’uso di veicoli alimentati a gasolio è quella relativa alle emissioni di ossidi di azoto". Per quanto le emissioni di ossidi di azoto siano un problema serio, le auto diesel sono sempre state sotto i riflettori piu' per le loro emissioni di particolato (PM). Rimango perplesso dal fatto che nell'articolo non si accenni alle emissioni di PM, soprattutto considerando che i veicoli diesel con standard emissivi precedenti all'Euro 5 emettano una quantita' enormemente piu' elevata di particolato. Basta guardare i dati dell'EEA per scoprire che persino un Euro 4 emette 15 volte piu' PM rispetto ad un Euro 5, e 21 volte rispetto ad un Euro 6. Se poi consideriamo che piu' del 60% delle auto attualmente circolanti ed immatricolate in Lombardia sono di standard inferiore all'Euro 5, siamo davvero sicuri che impedire l'accesso ai vecchi diesel non cambi le cose?
  3. FRANCO PECCHIO Rispondi
    l principio “chi inquina paga” è fondamentalmente corretto, ma chi inquina è colui che usa l’auto e quindi “emette”, non chi la possiede. L’applicazione corretta sarebbe di far pagare per la circolazione all’interno del comune, esattamente come si sta prospettando in sede europea per il nuovo bollo auto. Avendo un controllo dei portali di accesso alla LEZ e il chilometraggio dell’auto sarebbe molto più ragionevole e progressiva una tariffa sulle emissioni che non mettesse al bando alcun mezzo se non quelli che effettivamente circolano nel comune di Milano, inquinando. In seconda battuta l’orizzonte temporale dell’iniziativa: buona la programmazione ma si ferma al 2030 con una generica dichiarazione di "niente motori termici dal 2030". Ora, dovendo programmare un acquisto in sostituzione del mezzo attuale e pensando di mantenerlo per 15-20 anni (se uno percorre pochi km/anno) sarebbe auspicabile avere maggiori specifiche sulle politiche post 2030. In particolare le auto a tecnologia ibrida hanno motore termico: saranno autorizzate nella LEZ? Altro punto da esaminare sulla tecnologia sarebbe identificare le auto in base alle emissioni e non al tipo di motore, ad esempio, sempre a motore endotermico ci sono anche auto a metano e a GPL: queste potranno circolare nel 2030? sembra un provvedimento più propagandistico che efficace, sicuramente inefficiente (a parte per i produttori di veicoli).
    • FRANCO PECCHIO Rispondi
      ma, se andiamo sulle emissioni di NOx invece che sulla CO2 i recenti studi a valle del Dieselgate danno numeri spaventosi: http://www.iiasa.ac.at/web/home/about/news/170918-diesel-nox.html
  4. Savino Rispondi
    I disoccupati in bicicletta o a piedi, i bauscia e i cumenda per le vie della moda col macchinone rigorosamente Euro 6
  5. Ruggero Revelli Rispondi
    le emissioni di biossido di carbonio sono molto più elevate per le auto a benzina che per quelle diesel. Perchè il sindaco Sala non vieta anche in pari data la circolazione alla flotta di bus di ATM, passando a benzina o all'elettrico, previsto invece solo per il 2030?
  6. fabio Rispondi
    Salve dr Ramella. Articolo molto interessante. Le volevo chiedere se oltre ai parametri da lei indicati ve ne sono altri (ad es. : polveri sottili) per determinare se il diesel è più o meno iquinante. Inoltre , tutti gli scandali recenti che hanno interessato varie case automobilistiche non fanno dubitare degli effettivi livelli di emissioni rispetto a quelli "dichiarati" ? Infine, secondo lei, perché questa (più o meno sostanziale) demonizzazione dei diesel ? Grazie. Saluti
    • FRANCO PECCHIO Rispondi
      Il contrasto ai diesel inquinanti è la priorità? «Il Pm10 è prodotto al 45-50 per cento dal riscaldamento delle case e di questa quota la stragrande percentuale si deve alle stufe a legna o a pellet. La rimanente quota si divide a sua volta a metà tra smog da traffico e da emissioni industriali.Solo per un quarto delle polveri dunque la responsabilità è delle auto. E, dato ancora più sorprendente, solo la metà di questa quota è ascrivibile agli scarichi. Morale: potremmo anche avere tutte auto elettriche in strada, ma in Lombardia ridurremmo il Pm10 solo del dieci per cento. Sul fatto insomma che la soluzione definitiva per contrastare l’inquinamento sia la lotta ai diesel ho diverse perplessità. In ogni caso il problema non è fare la guerra alle auto ma a quelle inquinanti. Ha senso quindi favorire la sostituzione di motori diesel con quelli nuovi. Anche se, come dicevo, lo smog da auto è solo una piccola parte del problema dell’inquinamento». da un intervista del Corriere all'assessore Raffaele Cattaneo (https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_maggio_07/regione-smog-stop-600-mila-vecchie-auto-diesel-due-anni-969c949c-51ba-11e8-b9b9-f5c6ed5dbf93.shtml?refresh_ce-cp)
  7. Riccardo Rispondi
    Mi sono sempre chiesto perchè questo tipo di provvedimenti non venga tarato sulla potenza del motore. Questo servirebbe a salvare le macchine con motori piccoli che (i) inquinano meno a parità di tecnologia e (ii) è molto più probabile siano possedute da persone che non hanno possibilità di cambiare veicolo.
  8. stefano antoniutti Rispondi
    Io vivo nell'area di Mestre (VE), qui i blocchi al traffico sono legati ai microgrammi/mc di PM10, non agli ossidi di azoto. Durante i mesi invernali spesso ho dovuto lasciare l'auto (Euro 3) a casa, mi chiedo però perchè in estate, con lo stesso circolante, i limiti non si sforino. La sensazione è che per il particolato siano determinanti i sistemi dfi riscaldamento "ecologici" come stufe a pellet e caminetti (!) molto molto e sempre più diffusi dalle mie parti. Ma perchè, allora, penalizzare le auto diesel e non i proprietari di stufe a pellet ? antoniutti
    • Mario Vernari Rispondi
      Anch'io vivo nella sua zona e le confermo che ha perfettamente ragione: durante il periodo invernale circa il 40% delle emissioni inquinanti è dovuto proprio ai riscaldamenti domestici. C'è da osservare, tuttavia, che in città l'uso di stufe a pellet (molto inquinanti) è relativamente limitato ed è più diffuso nelle aree esterne e nelle campagne. Non è difficile intuire, anche se si trovano dati a riguardo, come la quantità di inquinamento emesso pro-capite sia molto più elevata fuori città piuttosto che nel centro. Per finire, si renderà conto che la favola della "grandi navi" non ha praticamente nulla a che vedere con questi problemi.