logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    L'idea di governance dei CPI attraverso un organo federale gestito dalle regioni, è interessante, ma rischia di essere inefficiente. Invece di gestire le agenzie come centri di potere (e di sistemazione dei clienti) contesi fra autorità locali e nazionali, bisogna garantire che siano gestiti in modo efficiente, con organigrammi piatti, con le figure professionali adatte, con salari moderati, in un'ottica di efficienza e di risultato, come nel mondo dell'impresa, e che siano controllati non (solo) da organi terzi indipendenti, ma dalla propria struttura direzionale. Chi garantisce questi risultati? 20 direzioni regionali, l'organo federale o un responsabile nazionale? L'on. autore sembra pure insinuare che è colpa di coloro che hanno fatto fallire il referendum costituzionale se la soluzione di massima efficienza non è disponibile. La lamentela esplicita è stata formulata dal presidente dell'ANPAL all'indomani del referendum (Del Conte, La Repubblica7 dicembre 2016). È tutt'al più una questione di punto di vista attribuire la colpa della bocciatura di una modifica valida impacchettata in una riforma truffaldina a coloro che hanno votato contro o a coloro che l'hanno escogitata. Quel che è vero è che è un peccato che non sono stati ricentralizzati alcuni poteri resi concorrenti nel 1999.
  2. Savino Rispondi
    L'italiano medio è tenuto a cambiare mentalità, da entrambe le parti della scrivania. Non si deve più trovare lavoro tramite il solito giro di conoscenze, raccomandazioni e favori. Il CPI deve, quindi, essere l'istituzione pubblica cui ci si rivolge. In questo senso, le politiche attive del lavoro devono essere quella parte di diritto del lavoro che rientri in pieno nell'ambito pubblico. I selezionatori e gli operatori hanno un ruolo con responsabilità che incide sul futuro delle persone. Si deve, quindi, trattare di gente molto qualificata e assai fedele ai criteri di obiettività, perchè c'è da scegliere in base al percorso formativo e professionale delle persone. Intollerabile un mondo del lavoro che continua a far passare avanti i meno qualificati.