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  1. Rino Rispondi
    Chi ha scritto questo articolo evidentemente non ha mai fatto impresa e ne conosce poco. La verità è che quella "evasione" è solo il ritardo con cui si riescono ad avere i rimborsi, nel frattempo finanziati dalla banche, con oneri a carico delle imprese. Per colpire i disonesti si rende la vita difficile agli onesti. E si frena lo sviluppo. perchè caricare di costi "impropri" le aziende le rende meno competitive, e quindi si frena sviluppo e occupazione. E' una profonda ingiustizia che lo stato scarichi le proprie inefficienze, in questo caso nel perseguire gli evasori, sulle spalle dei cittadini.
  2. Paolo Rispondi
    lo splyt pyment serve solo a costringere le imprese a rivolgersi in banca per avere la liquidità necessaria; la mia piccola impresa genera ogni trimestre 20/30 mila euro di credito iva: gli enti versano l'iva il mese successivo, ma alle aziende il rimborso arriva dopo 6 mesi: e le aziende per andare avanti sono costrette ad aumentare i fidi in banca. Scendete dalle vostre cattedre e venite nelle aziende.
    • Zanardi Rispondi
      Mi scusi, ma una volta "superati" i 6 mesi di ritardo nel rimborso (che non sono pochi, certamente, nessuno lo nega), i rimborsi mensili entrano a regime e quindi non vi dovrebbe più essere necessità di ricorrere a specifici fidi.
  3. Stefano Rispondi
    Il problema dell'abolizione dello split payment si inserisce secondo me su una logica politica più ampia nella quale rientra la riforma fiscale della aliquota unica che, secondo me, è come al solito tesa a favorire certe categorie di soggetti cosi come l'abolizione dello split payment.
    • Giovanni Carlo MANNU Rispondi
      Caro amico la mia impresa deve avere ancora iva del 2016, il 2017 e la parte trimestrale del 2018, il mio problema che quando lavori per la P.A. perdi il 22%, invece quando lavori per i privati solo 8% sul 10% di iva. come vedi la rotazione e solo per lo STATO, perche se sei debitore devi pagare gli interessi, se invece sei creditore sol il TEMPO
  4. Henri Schmit Rispondi
    Non contesto lo split payment ma condivido la perplessità espressa da 'Asterix'. Non c'è legame diretto con l'evasione iva. Il nesso indiretto sono gli abusi iva creati dallo stato stesso a proprio vantaggio. È lo stato italiano che viola "la logica dell'iva" non rimborsando prontamente i crediti iva. Non solo, pretende pure che sia versata l'iva su operazioni esenti generando lui stesso a proprio vantaggio enormi crediti che poi è reticente a rimborsare e che nel paese dei furbi favoriscono abusi e frode. Durante la crisi importi immensi incassati da venditori insolventi (e/o fraudolenti) sono spariti nel nulla, nei buchi neri delle procedure fallimentari, con lo stato che negando il rimborso si è rivalso sugli operatori onesti che avevano versato l'iva non dovuta su operazioni esenti. È il bizantinismo dell'attuazione italiana della normativa iva che è la prima causa delle proporzioni vertiginose dell'evasione iva; la causa seconda sono controllori conniventi e commentatori interessati o ignoranti; gli operatori disonesti sono metà causa metà effetto.
  5. Asterix Rispondi
    Buongiorno Professore, Le vorrei chiedere delucidazione sul legame split payment e lotta all'evasione fiscale. Perché se non ricordo male lo split payment consente allo Stato di incassare anticipatamente delle PA l'IVA che dovrebbero pagare ai loro fornitori. Di fatto si tratterebbe di una anticipazione finanziaria per lo Stato che dovrà poi rimborsare ai fornitori delle PA i crediti IVA generati dallo split payment. Non comporta alcune emersione di ricavi non dichiarati, premesso che le imprese fornitrici possano effettuare operazioni in "nero".. Quindi il superamento del meccanismo temporaneo dello split payment, che era già previsto negli accordi con l'UE, consentirà di restituire maggiore liquidità alle imprese ed al sistema economico.
  6. Michele Rispondi
    Libera evasione in libero “pseudo” stato. L”Europa sempre più lontana. Grazie alla Lega l’Africa (con grande rispetto) è molto più vicina.
  7. Gerardo Gaita Rispondi
    A quando invece una pubblica amministrazione onesta? (ANSA) - VENEZIA, 9 GIU - Tornano ad aumentare i tempi di pagamento della nostra Pa che 'privano' di 30 miliardi alle imprese. Lo segnala la Cgia la quale ricorda che dopo alcuni anni di progressiva diminuzione, dallo scorso gennaio ad oggi sono tornati a salire i tempi medi di pagamento della Pa. Se nel 2017 il compenso veniva corrisposto dopo 95 giorni dall'emissione della fattura - contro i 30 stabiliti dalla normativa europea che possono salire a 60 per alcune tipologie di forniture, come quelle sanitarie - nell'anno in corso la media è salita a 104 giorni. Nessun altra pubblica amministrazione (Pa) in Ue salda i debiti commerciali con tempi così lunghi. Rispetto alla media europea, ad esempio, in Italia i ritardi sono superiori di oltre due mesi (precisamente 63 giorni). Se in Italia i giorni medi necessari riferiti al 2018 sono saliti a 104, in Spagna e in Francia ci vogliono rispettivamente 56 e 55 giorni per liquidare i fornitori. In Germania, invece, il dato è salito a 33 giorni, mentre nel Regno Unito si è attestato a 26.
  8. Asterix Rispondi
    Prof. Santoro mi potrebbe spiegare il collegamento tra evasione fiscale e split payment. La misura si applica nei confronti di imprese che hanno rapporti con la PA (quindi già soggette a controlli preventivi per partecipare a gare pubbliche) le quali non incassano l'IVA sulle loro operazioni attive perché la stessa viene versata direttamente dalla PA all'Erario. Ciò dovrebbe portare le imprese che operano verso la PA in una situazione di credito verso lo Stato per l'IVA non incassata. Quindi non stiamo parlando di recupero di "evasione IVA", nel senso di ricavi non assoggettati ad IVA, ma bennì di una anticipazione finanziaria delle imprese a favore dello Stato. Il discorso sarebbe diverso se si dimostrasse che lo split payment, al netto dei maggiori crediti IVA sorti, ha comportato un effettivo recupero di gettito. Se ciò fosse verificato a consuntivo, varrebbe la pena capirne le ragioni (le imprese facevano ricorso in passato a sovra fatturazione passiva?) per calibrare meglio gli strumenti di controllo su tali cause di evasione, piuttosto che continuare ad utilizzare lo split payment che drena risorse finanziarie a tutti senza tutelare le imprese oneste. E' come amputare un braccio per sanare una ferita..
    • arthemis Rispondi
      Quanto chiede è spiegato nel citato articolo controfattuale: "Si può quindi concludere che lo split payment ha determinato un recupero di gettito di circa 2,2 miliardi, presumibilmente dovuto alla riduzione delle possibilità di omettere versamenti da parte dei fornitori della Pa."
    • Luca Amatori Rispondi
      Sono d'accordo per non parlare dei problemi che sorgono quando si hanno contratti con il pubblico ma poi si deve far fronte a spese per collaboratori o subappaltatori cui l'IVA (e la R.A.) va versata con evidenti problemi di liquidità spiccia... questo vale sia per le imprese che per i professionisti.
  9. Savino Rispondi
    Di Maio ha fatto la parte del classico democristiano, andando incontro alle lobbies che si oppongono a novità importanti per il futuro tributario e anninistrativo. A Di Maio interessa solo il provvedimento spot di garantire mezz'ora di internet gratis per navigare sui siti e sulle piattaforme della Casaleggio e associati (conflitto di interessi). Io continuo solo a meravigliarmi del segiuto popolare di questi governanti.
    • Rabadon Rispondi
      Quindi Sig. Savino Di Maio vuole abolire lo split payment in cambio di mezz'ora di internet gratis da utilizzare sulle piattaforme della Casaleggio: ma lei ci fa' o ci è? Porti Delle argomentazioni serie per favore!
      • Savino Rispondi
        Ho solo detto: alle lobbies gli interventi di favore (come nella prima e nella seconda Repubblica), ai poveri cristi (ma è, poi, così?) mezz'ora di internet gratis, perchè il decreto dignità è stato rinviato ed il reddito di cittadinanza è un miraggio senza coperture. Il conflitto di interessi di Casaleggio non è nemmeno più una notizia, tanto sia scontato. Continui pure a credere al babbo Natale genovese e al maghetto di Pomigliano. Tanti auguri
    • davide Rispondi
      Io continuo a meravigliarmi del megafono che stanno ottenendo dai principali giornali, Corriere in testa. Della disonestà e "furbizia" degli italiani non mi meraviglio più.