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  1. francisco quintay Rispondi
    Dal grafico 2 si evince che il porto sicuro più vicino al luogo del soccorso era Lampedusa, per cui per le ragioni dette nell'articolo la dichiarazione è vera e il fact checking è fallato.
  2. ALEX Rispondi
    Prenderei in considerazione interessi un poco più “venali” della “questione di prestigio internazionale” che avrebbe indotto Malta ad esigere una zona SAR palesemente sproporzionata rispetto alla dimensione geografica dell’isola. Alla zona SAR infatti corrisponde normalmente una uguale FIR (Flight Information Region), spazio aereo nel quale un FIC (Flight Information Centre) fornisce – a tariffa - il Servizio Informazioni Volo finalizzato alla sicurezza del traffico aereo, secondo la normativa ICAO. Ad una ampia SAR corrisponde quindi un ampio ammontare di “diritti economici” sul traffico aereo di attraversamento, a beneficio dell’ente controllore del Paese responsabile dell’area; che nel caso di Malta diventa però “irresponsabile” nel momento in cui, per la frequente necessità di salvataggi in mare, è chiamata a fornire (anziché incamerare) le sue preziose risorse. Trovando in Italia la comprensione delle troppe incompetenti “anime belle”, anche istituzionali, che sono la fortuna dei paesi nostri vicini nel naturale perseguimento dei loro interessi. Forse gli Stati non sono Agenzie Umanitarie.
  3. FRANCO BPRGHI Rispondi
    Intanto che voi fate disquisizioni appuntine su chie e come debe scegliere il porto di sbarco per i migranti, quesri si trovano in condizioni drammatiche ed anche a rischio fi morire o di infortuni. Si tratta dim persone umane, come noi, come voi. Immaginate se tra di essi ci fosse un vostro parente carissimo, che fareste?
  4. Katia Mitrovich Rispondi
    Scrivono Leanza e Caffio in un PDF sul SaR Mediterraneo disponibile online: "(...) va sottolineato che la coo- perazione SAR tra Italia e Malta non è stata mai istituzio- nalizzata da alcun accordo, nonostante ciò sia raccomandato dalla Convenzione di Amburgo e nono- stante irapporti tra i due Paesi siano stati sempre eccellenti a livello politico. Il disaccordo con Malta riguarda anche l’estensione delle rispettive zone SAR (l’enorme zona maltese, coincidente con la sovrastante FIR, si so- vrappone con quella italiana in più aree, compresa quella delle acque territoriale delle Isole Pelagie) e la nozione di place of safety (7) in cui trasportare i migrantisalvati nella propria SAR (Malta sostiene essere non Valletta ma Lam- pedusa, se più vicina al luogo del soccorso)." Il fatto quindi che Malta non abbia recepito completamente la convenzione in tutte le sue parti può avallare l'affermazione del sindaco? Sono stati inoltre sollevati in passato anche notevoli dubbi all'accoglienza maltese che pone dei dubbi sulla qualità di tale accoglienza che non la qualificherebbero secondo alcune ONG come luogo idoneo.
  5. giorgio ponzetto Rispondi
    Articolo molto interessante ed utile. Infatti al caso Acquarius sono stati dedicati tantissimi articoli, ma neppure i grandi quotidiani hanno dato un quadro di riferimento giuridico preciso e completo come fatto da La Voce. La maggior parte dei commentatori hanno sostenuto sui mezzi di informazione che coordinando i soccorsi, l'Italia aveva anche l'obbligo giuridico di accogliere i profughi nei propri porti Altra questione che andrebbe approfondita è quella citata nell'articolo per cui è solo per una prassi che l'Italia gestisce gli interventi nella zona di mare che sarebbe di competenza libica.Se cosi è, occorrerebbe superare questa situazione di fatto, trovando a livello internazionale o almeno europeo un accordo formale che regoli l'intervento nella zona marina della Libia attraverso il coinvolgimento non solo dell'Italia, ma anche di altri Stati Auspico che La voce continui ad approfondire gli aspetti giuridici di questa problematica, spesso strumentalizzati nel dibattito politico.
  6. Roberto S. Rispondi
    Articolo interessante, ma in altre fonti trovo argomentazioni a favore di Malta: "nel 2004 il governo italiano (Berlusconi 1-Lega, FI, AN) approva due emendamenti alle convenzioni SAR e Solas secondo i quali l’obbligo di fornire un luogo d’approdo sicuro per i naufraghi "ricade sul Governo contraente responsabile per la regione Sar in cui i sopravvissuti sono stati recuperati”. Ratificano, e probabilmente nessuno spiega loro che il fatto che la piccola isola di Malta non ratifichi sia in realtà un problema enorme, perché la sua area SAR è immensa, rispetto alla sua superficie. Tradotto: quel che si recupera in prossimità delle coste maltesi - come i naufraghi salvati sull'Aquarius - sbarca comunque in Italia, e sbarca col foglio di richiesta di asilo politico, perché solo così si può entrare, e tocca all’Italia occuparsene, perché così hanno deciso Berlusconi, Bossi e Fini. O se preferite, Forza Italia, la Lega e Alleanza Nazionale".
  7. serlio Rispondi
    Il punto è che questi immigrati vengono "tratti in salvo" all'interno delle acque territoriali libiche e quindi andrebbero sbarcati, nel porto sicuro più vicino, cioè quello libico e non certo italiano o maltese. Se dalla Libia sono partiti non deve essere un porto così insicuro, altrimenti sarebbero partiti da altri porti. Le ong contribuiscono di fatto al traffico di uomini... e come tali devono essere bloccate, trattenendo le loro navi nei nostri porti e privandole di qualsiasi finanziamento governativo italiano (qualora presente).
  8. enzo chioini Rispondi
    Diversi organi d'informazione, all'inizio della vicenda, hanno raccontato che oltre 400 profughi sono stati inizialmente soccorsi e fatti salire su navi della Guardia Costiera e della Marrina Militare ITALIANE: quindi i profughi sono saliti su suolo italiano. Solo successivamente è stato chiesto ad Acquaris di poterli trasbordare sulla nave della ONG, per farli arrivare in un porto sicuro, italiano. Non si è tratato di un'espulsione bella e buona, senza il rispetto delle leggi che regolano il diritto d'asilo?
    • Gabriele Guzzi Rispondi
      Caro Enzo, la gestione del salvataggio non è direttamente collegata all'accoglienza nel porto. Anche se l'Italia ha gestito per intero il salvataggio e il trasbordo su Aquarius, poteva scegliere Malta come porto sicuro più vicino. Un caro saluto. Gabriele Guzzi