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  1. Savino Rispondi
    Nessuna riflessione può cominciare se non si parte dalla considerazione che il 4 marzo il popolo italiano ha sbagliato a votare in quel modo furente e non opportuno.
  2. Savino Rispondi
    Se c'è stato un errore da parte di Mattarella è stato quello di mancata impronta decisionale iniziale dell'avvio di un nuovo Governo. In punta di diritto e prassi costituzionale avrebbe, ad esempio, potuto non formalizzare le dimissioni "di cortesia" presentate da Gentiloni all'insediamento delle Camere, facendo in modo che le dimissioni del vecchio Governo fossero si accettate, per dare avvio alle consultazioni, ma formalizzate solo e soltanto dopo la risoluzione della crisi. Ciò avrebbe, al massimo, comportato una diversità di prassi non traumatica per la controfirma dei decreti di nomina (di solito il nuovo premier controfirma la sua nomina, lo avrebbe fatto il vecchio premier) e, al massimo, in caso di mancata soluzione della crisi avrebbe comportato la necessità, per ragioni di opportunità, di sostituire Minniti con un Ministro tecnico per la sola fase di ordinaria amministrazione. In Germania un problema del genere neanche si pone perchè vige la sfiducia costruttiva, per cui, semplificando, il vecchio Governo non va via fino a quando non sono stati trovati la maggioranza e l'accordo programmatico per formare il nuovo.
  3. Raniero Rispondi
    io capisco solo una cosa, la difesa del Risparmio non la può fare Mattarella. O meglio la può fare se si fa eleggere e poi si fa nominare Ministro dell'Economia. Preferisco Savona. Ora, chi ha il potere in mano, Cottarelli e i suoi Ministri, a chi risponderanno? A loro stessi?
  4. Stefano M. Rispondi
    Personalmente, non ritengo che vi siano le condizioni giuridiche per procedere alla messa in stato di accusa del Presidente della Repubblica per la decisione adottata con riferimento alla lista dei Ministri presentata dal Presidente del Consiglio incaricato Conte. In primis, perché la Costituzione stessa attribuisce prerogative specifiche al Capo dello Stato in materia di nomina dei ministri. Poi, perché il Capo dello Stato è garante della Costituzione tesa a garantire il rispetto delle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. Al di là delle opinioni personali sulla decisione del Capo dello Stato, io credo che sia più pericoloso il conflitto istituzionale tra diversi poteri dello Stato che si è venuto a determinare. Ritengo più discutibile il comportamento di chi, richiamando i risultati elettorali, vuole di fatto essere libero da quei pesi e contrappesi che la Costituzione comunque prevede. Sto parlando peraltro di chi in passato, contro la riforma proposta da Renzi, ha difeso la Costituzione del 1948. In conclusione, se è possibile discutere sull’opportunità della decisione del Capo dello Stato, non credo sia possibile richiedere ed ottenere l’impeachment dello stesso, a meno che tutta questa baraonda non abbia una finalità di campagna elettorale, come credo.
  5. Henri Schmit Rispondi
    La questione trattata ha vari aspetti, uno di legittimità costituzionale, uno comparativo storico e internazionale, uno di opportunità politica sia nell'immediato sia nel medio termine. L'aspetto costituzionale è fondamentale; tocca il cuore del pensiero politico occidentale, diciamo dal Secondo Trattato sul Governo di Locke (1689) in avanti. Solo un'interpretazione formalistica della Costituzione permette di riconoscere al Presidente della Repubblica un potere di veto sul primo ministro e su singoli ministri contro la scelta della maggioranza parlamentare, mentre la teoria classica dai costituenti ad oggi nega questo potere (cf. LaCostituzione.it, articoli degli ultimi giorni). Da questo punto di vista la situazione creata con la decisione del Presidente della Repubblica, gradita nel merito ma molto contestabile sotto il profilo della legittimità e della opportunità, crea forse più rischi di quanto ne risolve. Da campione delle riforme vere e del rigore nei conti Carlo Cottarelli rischia di diventare l'emblema dell'establishment che con tutti i mezzi, leggi elettorali, revisioni costituzionali e ora pure veti presidenziali compresi, prova a mantenersi al potere. Le previsioni per l'evoluzione politica e economica del paese sono pessime, preoccupanti.
  6. Savino Rispondi
    Si tratta di un istututo antistorico (ricordiamoci, la Costituzione nasce dopo il ventennio e ha bisogno di certezze), caduto sostanzialmente in disuso e che in una riforma seria della Costituzione andrebbe abrogato. Il m5s propondendo questa inizitiva dimostra, dopo gli errori e le gaffes pre e post 4 marzo, la sua essenza antistorica. Chi vuole far nascere la terza Repubblica dovrebbe proporci una dimensione innovativa, propositiva e autorevole della democrazia, non fatta di solo web, come fece, ad esempio il buon Pannella dei tempi d'oro (mai ricordato fino in fondo).