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  1. toninoc Rispondi
    Da chi o da cosa dovrebbe difenderci “ l’avvocato difensore del popolo Italiano” Giuseppe Conte? Più che agire in “difesa” dovrebbe andare in “offensiva” contro i nemici del Popolo . In primis gli EVASORI FISCALI che depredano il Popolo di quelle risorse economiche che sono necessarie e sarebbero più che sufficienti ,senza elemosinare nulla a Bruxelles, per rilanciare l’economia con importanti investimenti pubblici su infrastrutture e riordino del territorio Italiano disastrato ad ogni pioggerellina di marzo? Come si può conciliare con l’esigenza di maggiori entrate, un nuovo sistema fiscale come la Flat tax che fa sconti fortissimi ai più ricchi che sono i maggiori evasori fiscali? Se il difensore del popolo Italiano non ha neppure l’autonomia di difendere se stesso dalle interferenze di Salvini sulla nomina di un ministro( compito del Presidente della Repubblica), non può difendere gli Italiani dai ladri fiscali. Non ne sta dimostrando l’autorevolezza. Potrà fare anche il Pres. Del Consiglio ma contemporaneamente dovrebbe abbandonare l’incarico della difesa dei suoi assistiti per manifesto conflitto di interessi.
  2. PIERFRANCESCO PIERANGELINI Rispondi
    Con il libro dei sogni ( programma) non vi in paradiso. Premesso chei precedenti governi hanno compiuto moltissimi errori, che l'europa ce l'ha messa tutta per farsi odiare con scelte idiote e controproducenti, non si può pensare che con spese a tutta manetta si risovono i problemi. Si possono fare alcune cose altre no bisogna scegliere, fare una lista di spese è facile, mancano le priorità non vedo molto relativo alla crescita, al lavoro, alle imprese e su univerità e ricerca solo buone intenzioni come su altro, speriamo che Conte sia meglio del programma.
  3. Federico Cattaneo Rispondi
    Lo studio dell'avvocato dovrebbe anche riconciliare quanto detto in campagna elettorale dai suoi sostenitori con quanto esso si leghi con la finanza che entrambe le forze di governo continuano ad ignorare. Le misure del contratto (in cui, tendo a precisare, continuano a mancare stime e numeri significativi, parimenti al 90% i programmi prima delle elezioni) presumono più reddito sia per le fasce più basse che quelle più alte, pensioni prima...ergo nessuna categoria sociale (al cui cospetto, ad esempio, i costi della politica sono briciole) andrebbe a coprire le maggiori spese (e non vorrei che si finisse col tagliare alla sanità). Il cambio di paradigma, tanto auspicato da Siri e soci, richiede tempo ed effetti non sempre immediati, ed assolutamente incerti. Gli unici paesi avanzati con la flat tax hanno un avanzo assurdo nel trade di materie prime, in modo tale da poter coprire una fiscalità necessariamente in deficit (Russia, Arabia Saudita)... rischiamo di ritrovarci tra un paio d'anni nella situazione di un 6-7 anni fa, nella quale ci si rese conto che le generazioni successive avrebbero pagato per quanto fatto in passato... sarebbe la stessa cosa. Posto che a mio avviso di quanto dichiarato si farà poco e nulla.
    • Luigi spinello Rispondi
      Concordo Che su quanto dichiara si farà poco o nulla, tuttavia pensò che tutta questa situazione sia stata creata con lo scopo di poter dare la colpa a qualche istituzione (UE) per poter fare il pieno di voti alle prossime imminenti elezioni. Altra cosa che mi amareggia da questa situazione è che nessuno fa nulla per contrastarla in modo serio.
  4. Henri Schmit Rispondi
    La quasi flat tax non è una misura da tribuno degli interessi del popolo, ma da demagogo (cf. l'ottimo fact checking Guzzi & Janiri del 22 maggio). La promessa di risarcire equamente gli obbligazionisti subordinati truffati sarebbe meritevole se non mancasse l'individuazione del soggetto che pagherà: escluso il debitore insolvente rimangono i responsabili, aziendali (solventi?) e istituzionali, a meno che ci pensi il generoso avvocato con i soldi pubblici. L'articolo di Ichino di ieri mostra quanto la posizione post-elettorale di chiusura del PD sia stata strategicamente sbagliata: bisognava insistere con orgoglio sul mantenimento delle principali riforme della precedente legislatura (riforme delle pensioni e del contratto di lavoro) come condizione sine qua non di una trattativa con il M5s. Nonostante tutto Di Maio ha capito che Lavoro e Mise sono le leve delle riforme più importanti. Se su questi temi il nuovo governo avesse qualche successo, il PD ultimo formato non avrebbe più ragione di esistere. Intuitivamente, ma forse anche statisticamente, il deficit incide positivamente sulla crescita nel brevissimo termine ma ha l'effetto opposto nel tempo. Alla fine un buon giudice è lo spread, non espressione della speculazione globalizzata, ma misura bene il rispetto da parte di chi sta al timone degli interessi a lungo termine del "popolo italiano" chiamato in causa. Siamo a più 70. Chi sta per avviare nuovi investimenti produttivi lo sente già.
  5. walter Rispondi
    Ci starebbe anche come avvocato difensore rispetto ai nemici interni (altroché esterni!): corruzione, sprechi, conflitti di interesse, abusi, malagestione della cosa pubblica...
  6. Savino Rispondi
    Perchè il popolo italiano è dovuto entrare nello studio dell'avvocato? evasione fiscale e contributiva economia sommersa corruzione di funzione pubblica abusi edilizi bilanci falsi atti pubblici falsati procedure di gara e di concorso pubblico truccate bancarotte fraudolende truffe e frodi speculative varie Il tutto, in un assetto istituzionale che ha filato liscio per 70 anni e cui, oggi, vengono posti i bastoni tra le ruote con la partitocrazia a guida m5s-lega che indebolisce in un colpo solo le istituzioni Quirinale, Palazzo Chigi e Camere. Il tutto, ancora, in un contesto sociale di sopraffazione delle generazioni adulte su quelle giovani, laddove si ripudia ogni sviluppo economico in grado di dare opportunità, in favore dell'assistenzialismo illusionista del reddito di cittadinanza e dell'abolizione della Legge Fornero. Conte (magari senza volerlo o magari no) rischia di essere l'avvocato difensore dei vizi italiani. Non mi pare che sia esattamente il concetto di Governo del cambiamento. Mentre mi pare che sia esattamente il concetto gattopardesco di cambiamento che piace agli italiani. Perchè per gli italiani il cambiamento è il mantenimento dello status quo. Perchè bisogna cominciare a dire che i ribellisti del 4 marzo non sono i veri poveri, ma solo rancorosi e bramosi di guadagno facile e di soluzioni facili. Bisogna avere il coraggio di dire che il 4 marzo il popolo ha intrapreso una strada sbagliata e l'ha intrapresa per mero egoismo.
    • LUCIA FERRARI Rispondi
      Temo che il sig. Savino abbia ragione. Poi temo anche che quello che resta del PD abbia commesso un grossolano errore strategico tenendosi fuori da qualsiasi governo e che abbia una enorme responsabilità politica. Staremo a vedere cosa faranno, ma mi pare che la nuova classe politica non sia all'altezza di quella vecchia e decadente di prima.
    • Amegighi Rispondi
      Il concetto che il popolo "ha deciso" e "ha ragione", è un tipico concetto populista. Sotto certi aspetti si riaggancia al concetto comunista. In entrambi i casi i leader politici "lanciano" i loro slogan e dalla risposta (ovvia, vista l'ovvietà della risposta agli stessi slogan) del popolo ricavano un "parademocratico" consenso per imporre dall'alto le loro reali idee. Chi critica è variabilmente additato come un estraneo, un vecchio bubbone del vecchio sistema che tenta di resistere e va eliminato. Una dialettica che poco ha di democratico e molto di antidemocratico, nonostante il termine "democratico" sia usato spesso. Ho vissuto più di Salvini e Di Maio e ho visto cosa ha portato questo modo devastante di concepire la cosiddetta democrazia, negli Stati dell'Est Europa dopo la guerra, nella Cambogia di Pol Pot, nell'Argentina di Peron, nell'Unione Sovietica. C'è in tutti questi esempi un'impressionante similarità a quello che sta accadendo in Italia, indipendentemente dall'opinione politica dei cosiddetti leader. E come sono finiti poi questi esempi storici, male, a volte tragicamente, dovrebbe essere di monito per tutti. Proporre, a volte anche duramente, sulla base della fondatezza logica e fattuale, le proprie idee ed opinioni in modo pacato, così come riuscire con questo a trovare un punto di accordo pragmaticamente favorevole, è il patrimonio etico morale che rivendica e deve rivendicare l'Europa dei quasi 50 milioni di morti per la seconda guerra mondiale.