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  1. Luigi Rispondi
    Non mi pare che la May con la sua posizione intenda che la laurea sia inutile. Se lamenta costi troppo alti da parte delle Università è, invece, a favore della laurea. Se intende adottare una politica di incentivazione per le lauree scientifiche (come qualche anno fa accadeva agli iscritti a Chimica ed ad altre discipline scientifiche a Milano) imprime un legittimo orientamento scolastico del Governo, che deve farsi carico delle esigenze del lavoro nell’interesse di tutti: giovani, famiglie e aziende.
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Il costo di uno studente, nalla contabilità interna delle università è tra 8.000 e 20.000 sterline (le scienze costano di più, per ovvi motivi). Prima delle rette, questo veniva pagato dal contribuente. Una riduzione delle rette, non accompagnata da aumento del contributo statale (ciò che sospetto Madam May vuole fare) porterà inevitabilmente ad una riduzione dei fondii disponibili. Le università, penso, ridurranno la spesa in ricerca, visto che ridurre quella per insegnamento ridurrebbe il numero di studenti.
  2. Marcello Romagnoli Rispondi
    Cosa dovremmo dire allora noi docenti delle università italiane che abbiamo visto una continua diminuzione dei fondi, un blocco stipendiale e una limitazione del ricambio che ha portato ad un aumento dell'età media dei docenti/ricercatori e un peggioramente del rapporto studenti/docente? Non parliamo poi della crescita degli adempimenti burocratici inutili (di quelli necessari non mi lamento, ma di quelli unutili al limite del vessatorio si). Un dipartimento NON E' una aziernda. Pensare di poter applicare a tutto il concetto di efficienza di mercato è un segno di non aver compreso bene che il mondo non è tutto un mercato. Fa specie sentire che anche il mondo anglosassone, tanto portato a esempio, ha i suoi bei problemi. Detto ciò ritengo che una nazione che taglia la ricerca e l'istruzione non ha visione del futuro. Non si capisce perchè chi crea valore sociale, culturale, scientifico-tecnologico e anche economico debba guadagnare di meno di chi non produce nulla, anzi distrugge (denaro, posti di lavoro, diritti ecc.). IO STO CON I DOCENTI INGLESI
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Sono d'accordo sull'assenza di "visione del futuro" dell'attuale elite politica inglese. Sia il governo sia l'opposizione sono introversi, populisti, insulari. May è il primo PM dalla guerra che è davvero "little England". Per giunta imperversa un'opposizione anti-intellettuale e anti-esperti, che ovviamente non rende popolari gli accademici, né da valore e orgoglio alle università. Il mio articolo non voleva confrontare la situazione in UK e in Italia, ma piuttosto la situazione in UK oggi e quella in UK vent'anni fa.