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  1. Michele Rispondi
    Ben difficile che la valutazione delle politiche pubbliche si diffonda in Italia. I primi a non volerne sapere sono proprio i regolatori pubblici: burocrazie pubbliche e politici. Le prime non le amano per l’ovvio motivo che meglio non essere controllati nella propria efficienza ed efficacia in modo da poter perseguire obbiettivi propri. I politici non amano le valutazioni delle politiche pubbliche perché vanno ad indagare sul rapporto clientelare che è il fondamento della politica in Italia
  2. Carlo Barone Rispondi
    Il requisito della valutazione controfattuale nel fondo per la povertà educativa era un'idea splendida. Purtroppo l'assenza di controlli fa si che nella maggior parte dei casi la valutazione si riduca ai soliti indicatori di monitoraggio; di controfattuale non si vede manco l'ombra!
  3. Andrea Goldstein Rispondi
    seguendo modelli continentali che hanno dato ottimi risultati, come il CPB olandese e France Strategie, questo ruolo potrebbe essere svolto dal National Conpetiveness Board che il Consiglio UE ha raccomandato di istituire entro il 20/03/18 (sic ...)
  4. Luciana Rispondi
    Veda il sito dell’impact assessment office del Senato iraliano. UVI. Ci sono pregevolissimi lavori su numerosi temi.