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  1. Maurizio Cocucci Rispondi
    Bisogna fare un po' di chiarezza. Intanto il richiamo espresso dalla Corte di Karlsruhe sulla prevalenza delle leggi europee rispetto a quelle nazionali era una premessa che riguarda tutte le nazioni facenti parte dell'Unione Europea e la stessa nostra Corte Costituzionale lo ha sentenziato. In ogni caso occorre fare attenzione al fatto che si parla di conflitto tra leggi, non tra leggi (o direttive) europee e norme costituzionali le quali hanno la priorità ed è qui a mio avviso che Giorgia Meloni può aver fatto confusione sulla posizione tedesca, la quale è la stessa nostra tranne quando una proposta come quella degli eurobond non può essere presa in considerazione a livello europeo in quanto in contrasto con la loro Legge Fondamentale o Costituzione che dir si voglia. Il secondo punto riguarda il fatto che alla Corte Costituzionale tedesca erano stati presentati due ricorsi: uno di incostituzionalità del programma della BCE di acquisto di titoli sovrani in larga scale per far fronte alla crisi finanziaria, l'altra in cui si ipotizzava che la BCE stessa con questa misura andasse oltre il proprio mandato. Sul primo punto Karlsruhe ha sentenziato che la misura della BCE non contrasta con la Legge Fondamentale (lo stesso avvenne in precedenza per ricorsi contro i fondi salvastati) mentre per l'altra ha rimandato per competenza alla Corte di Strasburgo la quale ha respinto il ricorso sentenziando che il porogramma di acquisto della BCE rientra nel proprio mandato.
  2. Salvatore Rispondi
    La dottrina della Corte tedesca non è poi molto dissimile da quella italiana dei c.d. controlimiti. Risalente almeno alla sent. 183/1973. La stessa corte tedesca d'altronde ha però interpellato la CGUE prima di decidere sull'OMT. Questi confronti tra giurisdizioni nazionali e europea sono fisiologici, come detto dalle stesse corti costituzionali, sono dovute anche al deficit democratico dell'UE nel cui superamento sta la vera soluzione al problema.
  3. Savino Rispondi
    Si tengano pure i loro "patrioti" corrotti, collusi ed evasori. La verità è che la "gente", sempre più ignorante al cospetto di un mondo che cambia veloce, sa usare soltanto la rabbia, l'odio, la violenza fomentata da certi influencer sui social network. Questa società ha bisogno di imparare a stare al mondo e di imparare a stare anche con i diversi da noi.
  4. Albertino Rispondi
    come al solito si vuole far passare il messaggio che non ci sono alternative e non si può tornare indietro. per fortuna che NON E' VERO !
    • Henri Schmit Rispondi
      Giustissimo! Abbiamo pure la prova tangibile che il ripristino della piena sovranità è possibile: la Brexit. Invito ad immaginare un Italexit cioè Brexit + più debito pubblico fuori controllo + lira non sterlina + fiscalità non competitiva + immigrazione africana e mediorientale + dipendenza energetica etc Aggiungerei la debolezza istituzionale e l'instabilità governativa, ma sotto questo profilo il differenziale con l'UK si è fortemente ristretto da quando hanno celebrato il loro referendum. Quindi possibile si, ma forse poco praticabile.
  5. Marcello Romagnoli Rispondi
    1) La Corte costituzionale tedesca non ha alcuna giurisdizione sugli altri paesi. Può dire della Germania e basta. Accettare supinamente quello che dice la CCT è tradire la Costituzione Italiana. 2) La Corte Costituzionale Italiana ha ribadito più volte che qualunque legge proveniente dalla UE o da qualunque organismo internazionale trova un invalicabile muro nei principi fondamentali della Costituzione Italiana(Sentenza CC nr. 238/14). O prima si annulla la Costituzione Italiana oppure NON SI PUO' andare contro di essa. Io ovviamente sono contro l'annullamento della Costituzione Italiana.
  6. Francesco Rispondi
    L'articolo e` interessante e veramente utile. Credo, nonostante tutto, che sarebbe opportuno imitare i tedeschi, perche' un italiano veramente amante della democrazia in Italia non puo` non ritenere che nella inalienabile identità costituzionale italiana rientra anche il potere di bilancio e questo obbliga a ritenere che “le decisioni sulle entrate e le spese pubbliche sono una parte fondamentale della capacità di uno stato costituzionale di dare forma a se stesso in maniera democratica”.
  7. Henri Schmit Rispondi
    Condivido pienamente questo bell'articolo su un tema importante, anche per capire e (ri-)definire la democrazia. L'odierno sovranismo rivela una certa ignoranza sia della realtà europea e internazionale di cui l'articolo, sia delle difficoltà logiche che la nozione stessa implica. Gli inglesi stanno riscoprendo entrambi questi elementi. La loro volontà di liberarsi dal giogo di Bruxelles cozza con le conseguenze reali che qualsiasi tipo di separazione implica. Hard o soft Brexit, rimanenza nel mercato unico o addirittura nell'unione doganale, lentamente scoprono che tutte le soluzioni sembrano avere più svantaggi che vantaggi. Ma stanno anche riscoprendo i fondamentali della teoria della sovranità (popolare e statale). L'assolutismo di Hobbes porta direttamente a delle aporie indecidibili Locke capisce invece l'inevitabilità del paradosso e l'incongruenza della teoria del sovrano assoluto; evita quindi di parlare di sovranità e si accontenta della nozione relativa di potere superiore: sopra ogni autorità positiva c'è sempre un potere virtuale che lo può sfiduciare. Per i sovranisti di oggi e di ieri (anni 20 del 900) tre secoli sono passati invano.
  8. Savino Rispondi
    Il sovranismo è idea gretta che ci fa tornare indietro di almeno 100 anni. Salvini e Meloni rimangano pure addormentati sul Piave credendo di combattere per un fazzolletto di terreno col vicino di casa. Il mondo è cambiato, la tecnologia ha aiutato gli scambi e la mobilità, aprendo nuovi orizzonti. Sveglia!
    • Mario Angli Rispondi
      Il sovranismo sarà vecchio, ma il globalismo è passato di moda. Siamo alla fine della ''fine della storia''. La globalizzazione ha ucciso la classe media occidentale, non solo quella italiana, perché come da narrativa globalista gli italiani sono un popolo di incapaci. Basta vederlo nei media: nel momento in cui i media occidentali, via tecnologie e globalizzazione si sono trovati a fare i conti con i nuovi media online, spesso provenienti da paesi emergenti, ecco che è scattata la domanda di protezionismo da parte dell'elite globalista con la scusa della ''fake news''. Ma pensa un po', quando si inizia a perdere terreno si vuol protezione alla fine? I globalisti non vogliono capire che il loro sostegno dipende dalla prosperità della classe media occidentale? E sia. La storia va avanti, i globalisti verrano spazzati via. Neanche voi riuscite a tenere il passo della vostra costruzione.
      • Savino Rispondi
        Sono l'ignoranza e l'omologazione alle fesserie dei soliti influencer ad aver ucciso la classe media occidentale. Se ancora tanta gente è convinta che la povertà si sconfigga mettendo al potere il più ricco di tutti, così diventiamo come lui, io questo atteggiamento lo chiamo stupidità. E ne vedremo tanta di stupidità della gente il 4 marzo.
        • Mario Angli Rispondi
          Quindi in quei paesi occidentlali in cui la classe media è crollata, ma non c'è stato ''il più ricco al potere'' la colpa di chi è? https://www.socialeurope.eu/europes-shrinking-middle-class Germania, Svezia, Spagna, paesi abbastanza diversi dall'Italia, notoriamente spazzatura perché gli Italioti sono cattivi. Anche in quei posti ''ignoranza ed omologazione''? Le suggerisco anche di leggere gli studi di Branko Milanovic su chi sono i vincitori (elite globalista occidentale e classe media asiatica) ed i perdenti (classe media europea ed americana) della globalizzazione. Magari poi la si smette di fustigarsi, si vede che è una problema sistemico e si cercano soluzioni. Altrimenti si continua su questa strada, finché non diventa necessario impedire alla gente di votare per sfasciare tutto, a quel punto i ''liberali'' diventano dittatori, e la tendenza già si vede e l'unica soluzione rimane la rivoluzione.
          • Savino
            Juncker: Per l'Italia ci stiamo preparando alla situazione peggiore. Continuando ad avere la testa dura la pagheremo davvero cara e la pagheranno cara le nostre prossime generazioni