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  1. Giacomo Cambiaso Rispondi
    Il termine fake news oggi giorno e' mediaticamente abusato. Le bufale spesso sono travestite da informazioni serie ed attendibili, un buon esempio e' lo studio citato proprio in questo articolo. Possiamo definirlo attendibile come non a prescindere dai dettagliati numeri che vengono snocciolati. Personalmente verifico sempre la fonte della notizia e non do mai per scontato che la notizia sia vera a meno che non ci sia una reale comprovata evidenza. Per esempio la mia assoluta mancanza di stima nei confronti della citata Boldrini e' basata sulle sue azioni e dichiarazioni, non su presunte notizie che rivelerebbero chissa' quale fatto scandaloso. Farei lo stesso esempio per la Clinton, non necessitava di essere infangata sui social media, la sua carriera era il vero palese biglietto da visita per la sua sconfitta. Le fake news che preoccupano i lettori intelligenti non sono quelle che circolano sui social media, ma quelle che vengono bombardate dai media ufficiali, quelle si che hanno un vero potere di manipolazione della realta'. Potrei citare decine e decine di casi, ma vista la scarsita' dei caratteri disponibili mi limito ad uno dei piu' clamorosi che ricordo, quello delle armi di distruzione di massa Iraqene. Come detto potremmo citarne milioni e per tutte le fazioni possibili. Come giustamente dice il primo commentatore il tragicomico tentativo politico di strumentalizzarle, dalla denuncia di Trump sono diventate il manifesto politico dei suoi avversari.
  2. Massimo GIANNINI Rispondi
    Il mercato delle "fake news" non è fiorente solo per l'informazione e la pubblicità (esempio il fenomeno di clickbaiting) ma soprattutto per il dividendo politico che genera. La "fake news" è diventata strumentale alla politica. Spesso non si tratta di false notizie o bufale ma qualcosa anche più sottile come vere e proprie fallacie di ragionamento che fanno leva anche sulla dissonanza cognitiva delle persone o elettori che siano.