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  1. Luigi Rispondi
    Buona sera, fino ad oggi, oltre ai 900 milioni di Euro del prestito ponte, quanti milioni di Euro lo Stato italiano ha regalato/dato alla compagnia aerea? Grazie dell'info.
  2. shadok Rispondi
    Dal 2008 sono passati ormai 10 anni di "terapie", costosissime, senza che il paziente Alitalia mostri segni di guarigione. Francamente da contribuente sarei stanco di mantenere in vita una azienda assurda. Mia modesta opinione: vendere (in realtà si tratta regalare) subito!
  3. alberto constantini Rispondi
    Certo che questa analisi, cosi' precisa nel trovare le fonti di spreco di Alitalia, pone un quesito piuttosto rilevante. Sapendo che Alitalia privatizzata nasce il primo gennaio 2009, quindi 9 anni fa, e che da allora si sono alternati parecchi amministratori delegati e presidenti, espressi da soci del calibro di Air France e KLM, Etihad Airways, aziende del settore riconosciute universalmente come aziende di successo, nonche' da soci italiani del calibro di Unicredit, Banca Intesa, Pirelli, IMMSI, Atlantia, e molti altri dello stesso peso. La domanda e': come mai in 9 anni questo popo' di soci e manager non ha mai prodotto un bilancio in utile ed anzi il bilancio e' sempre andato peggiorando? A mio avviso le risposte possibili sono due: 1) Sono una massa di incapaci che avrebbero fatto meglio ad assumere il dott. Arrigo a dirigere l'azienda. Oppure: 2) Al dott. Arrigo sfugge qualcosa, l'analisi e' da cestinare, e bisogna accettare che il mercato unico europeo contiene dei meccanismi che fanno si' che non ci sia spazio per tutte le vecchie compagnie di bandiera. Io la mia risposta me la sono data, ognuno si dia la sua.
  4. Armando Carnevale Rispondi
    Ad integrazione del precedente commento, proporrei umilmente la seguente soluzione per Alitalia, vista la necessità di operare per programmare la successiva stagione invernale, espansione del lungo raggio, etc Premesso che la vendita a Lufthansa creeerebbe il serissimo problema Skyteam- Staralliance, vedrei più vantaggiosa l'ipotesi Celebrus con ingresso massiccio di Cassa Depositi e Prestiti. Quest'ultima giaà opera con investimenti di centinaia di milioni di euro nel turismo, in Italia o all'estero. Sarebbe un grande affare per lo Stato Italiano, affiancato da un socio che sa benissimo come risanare una compagnia aerea, avendolo già fatto in precedenza in Canada. Poca fiducia nella nostra politica.
    • Corrado Rispondi
      CHIUDETELA e basta... regalatela il più possibile gratis. L'ideale è così come l'aveva venduta Prodi ai francesi: si pigliavano tutta quanta la compagnia, debiti compresi, e ci davano persino un euro. BASTA "privatizzazioni" farlocche con casse integrazioni da anni e anni (pagate da noi) per far star buoni i dipendenti intanto che si continua l'unica opera nota e realizzabile da certa dirigenza: lo spolpare l'osso. SIg. Carnevale, starei abbastanza tranquillo che se ci sarà un sufficiente numero di businessmen e turisti "di livello", disposti a pagare un prezzo economicamente congruente, l'offerta dei vettori aerei si adeguerà senza alcun problema.
  5. Armando Carnevale Rispondi
    Ringrazio il Prof. Arrigo per questa analisi meritoria, dati parlano chiaro. Mi domando: 1. Contratti sul carburante sfavorevoli: con quale banca erano stati fatti? Possibile col socio Unicredit? Un gioco allo sfascio, quindi. 2. Nuove uniformi, dirigenti, contratti di codesharing, destinazioni, etc.Sembrava che i commissari straordinari si preparassero a proseguire da soli ed a rendere la gestione economica ed efficiente. Che senso aveva se Alitalia verrà svenduta a Lufthansa? Tap Airportugal, più piccola di Alitalia, va avanti senza problemi, quindi non c'è necessità di far parte di uno dei tre grandi gruppi Europei. Credo che i nostri politici si illudano di ottenere la benevolenza dei tedeschi quando avranno problemi di bilancio in sede Europea. Disastro, non avremo sufficienti collegamenti verso l'Italia, business e turismo di livello, non quello portato dai vettori low-cost.
    • Stefano Spada Rispondi
      TAP va avanti da sola senza problemi ? Sembra la favola del sovranista. L’opzione “stand alone” non è fattibile per una “legacy airline”. Innanzitutto TAP è membro della STAR ALLIANCE (alias Lufthansa & co). Frutto degli accordi con l’UE, Nel 2015 un consorzio Brasiliano (Air Azul/Jet Blue)-Portoghese “Atlantic Gateway” acquista il 61% di TAP per soli 10 milioni di Euro investendo EUR 338m nel rinnovamento della flotta. Capitali privati (con imprenditori del settore aviation)a fronte di severe riduzioni di costo (EUR 227 milioni nel solo 2016) e razionalizzazione. Il consorzio nel 2016 con il governo Costa riduce la quota al 50% con la garanzia per iscritto del non intervento dello stato portoghese (detentore del 45% di TAP) nel management di TAP. Se TAP nel 2015 sembrava la nostra Alitalia oberata da debiti e affossata da costi esorbitanti , nel 2016 la cura del consorzio “Atlantic Gateway” funziona con un aumento dei ricavi (EUR 2,4 miliardi) ed un ritorno al profitto (EUR 36 milioni). TAP aumenta i suoi passeggeri migliorando soprattutto la sua rete nelle ex colonie portoghesi (Brasile in primis, Angola, Capo Verde, Angola, Guinea Bissau, Mozambico , São Tomé, ecc). Una rete internazionale che Alitalia si sogna. Ergo non è vero che una compagnia può valutare l’opzione “stand alone” che significherebbe la morte della compagnia stessa . Specie la nostra cara Alitalia.