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  1. carlo giulio lorenzetti settimanni Rispondi
    Nella vicenda delle crisi bancarie quel che si può rimproverare a Bankitalia non è tanto di non aver esercitato adeguatamente l'attività di vigilanza (le ispezioni in tutti gli istituti coinvolti sono state numerose e penetranti), quanto di non aver adottato con la dovuta tempestività le misure previste dal T.U. bancario per fronteggiare le situazioni di "mala gestio" e le gravi irregolarità emerse proprio nel corso delle ispezioni stesse. Un punto, a mio avviso, sottostimato nel dibattito in corso riguarda il placet concesso da via Nazionale alla nomina di molti esponenti bancari privi dei requisiti previsti dalla legge e rivelatisi in molti casi incompetenti o felloni. La nomina di buoni amministratori, dotati della necessaria esperienza e delle qualità morali e professionali per l'esercizio di compiti così delicati , che coinvolgono gli interessi di migliaia di risparmiatori, dovrebbe essere la prima garanzia per evitare il ripetersi di nuovi episodi scandalosi.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Non capisco come una Commissione parlamentare d'inchiesta istruita in campagna elettorale possa escogitare e formulare gli elementi per una riforma della vigilanza finanziaria. Non sembra nemmeno concentrata sugli errori e le omissioni dei controllori, ma più interessata alla gestione dei vertici bancari e alle iniziative presunte improprie di singoli ministri. I membri della commissione sono interessati a compiacere ai loro capi che stanno per decidere le liste e l'ordine di presentazione quindi di elezione delle elezioni politiche. Nemmeno i futuro legislatori saranno in grado di pensare e approvare una riforma effettiva della vigilanza finanziaria e della governance bancaria. Meglio abdicare e consegnare l'intero compito, la legislazione e i controlli all'UE.