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  1. Francesco Coniglione Rispondi
    Grande Prof. Perotti, ce ne fossero come Lei. Senza considerare alcune sentenze , per me,scandalose, si evince una certa mancanza del limite. Non c'è più l'uso di nominare presidente della corte il più anziano ?
  2. roberto bacenetti Rispondi
    Grazie Perotti, e si capisce benissimo perchè non la vogliano alla spending review
  3. Edo Pradelli Rispondi
    Articolo interessante e chiaro. Conferma il proverbio "che il pesce comincia a puzzare sempre dalla testa". Il dramma è invece che solo una forza politica cerca di affontare e risolvere il problema.
  4. Maria Rosa Di Lallo Rispondi
    Non mi sembra che il prof. Perotti abbia espresso "invettive", ma ha soltanto condotto un'analisi circoscritta ad alcuni aspetti concernenti i costi della C.C. Certo, è sempre possibile fare del "benaltrismo", sostenendo che il problema è più ampio, che occorre esaminare anche altri elementi, fare paragoni con i costi di altre strutture, ecc. Ma vorrei ricordare che proprio la nostra disattenzione rispetto a comportamenti criticabili delle alte isituzioni ha contribuito a produrre il fenomeno grillino.
  5. Marinella Giovine Rispondi
    Ancor più delle scandalose retribuzioni e altri benefits mi urtano i miseri "sotterfugi contabili" con "l'oscuramento" di voci di bilancio. Bell'esempio!! Bravo Perotti come sempre
  6. Alberto Lusiani Rispondi
    Rigrazio R. Perotti per l'impegno civico che dimostra, per il tempo impiegato, e per l'accuratezza dei suoi studi che documentano alcuni degli aspetti indecenti e vergognosi presenti nelle istituzioni pubbliche italiane. Questo lavoro potrebbe essere la base per una riforma delle istituzioni italiana nella direzione degli standard internazionali di civilta'.
  7. giorgio ponzetto Rispondi
    Mi rammarico che le puntuali e documentate osservazioni del Prof. Perotti al bilancio della corte Costituzionale, alle sue spese, alla scarsa trasparenza non abbiano trovato una adeguata eco sui giornali e sugli altri mezzi di informazione che tendono ad occuparsi del funzionamento delle istituzioni solo quando questo diventa occasione di scontro politico -partitico.
  8. ector Rispondi
    Mi inchino al coraggio del Prof. Perotti una voce nel deserto dei potenti. QUanti giovani devono versare contributi per pagare gli stipendi e le spese dei Giudici
  9. MPMazzei Rispondi
    Bell'articolo che analizza e documenta le molte contraddizioni economiche della Corte Costituzionale. Ci sono dati puntuali su quanto spendono nell'area Meeting ed Eventi , Missioni ( viaggi e trasferte)? Tale area è molte volte critica nella P.A. poichè non molto regolamenta da travel policy.
  10. carlo giulio lorenzetti settimanni Rispondi
    lo scritto del prof. Perotti sui conti della Corte costituzionale e, in particolare, la sua replica alle precisazioni dell'Ufficio stampa, hanno un valore esemplare non solo per la chiarezza degli argomenti e il dettaglio delle voci prese in esame, ma per la testimonianza di un impegno civile che non si lascia intimidire e si sottrae alla palude del conformismo allineando fatti e commenti coraggiosi a fronte di comunicazioni burocratiche e poco trasparenti.
  11. Riccardo B Rispondi
    Grazie prof. Perotti. Faccio notare una piccolissima cosa che a mio avviso la dice lunga sulla logica che governa questo tipo di istituzioni. La dott.sa Stasio ammonisce e pontifica asserendo perentoria “l’informazione non si fa con manipolazioni, sospetti, insinuazioni, ma con i fatti". Bene, giusto, tutti d'accordo, ma adesso veniamo al dunque dico io. Tutto quello che riesce a dire la dott.sa Stasio è "Non intendo entrare nel merito del suo articolo". Ma allora, di cosa stiamo parlando?
  12. amadeus Rispondi
    Standing ovation per il Prof. Perotti. Io sarei assai favorevole ad una sua futura elezione a Giudice Costituzionale!
  13. Fabrizio Rispondi
    Gentile Prof.Perotti, è possibile confrontare "questi" stipendi pubblici con la media o la mediana degli stipendi paese per paese? Non sarebbe questo un metro adeguato per capire gli sbilanciamenti tra le stesse figure in stati diversi? Anche se mi sembra di capire che non si vuole ragionare nel merito, ma solo arraffare il possibile nel nome di un'autarchia fatta legge.
    • Roberto Perotti Rispondi
      Buonasera, il rapporto tra remunerazioni dei giudici della corte e remunerazione media di un lavoratore nei vari paesi si può calcolare facilmente ma sappiamo già che la differenza tra Italia e altri paesi quali USA Germania o Gran Bretagna sarebbe ancora più stridente, perché il numeratore è più alto in Italia e il denominatore è più basso.
  14. Flavio Martinelli Rispondi
    A me risulta che la CC italiana costa quasi il doppio di quella tedesca i cui giudici guadagnano circa 1/3 rispetto a quelli italiani. Molto brutta anche la prassi dei giudici della Consulta di farsi eleggere a turno tutti alla carica di Presidente pochi giorni prima della fine del mandato. Questo al fine di massimizzare i privilegi. Solo Sabino Cassese ha rifiutato di utilizzare questo sotterfugio
  15. Barbara Malipiero Rispondi
    "benefit che gridavano vendetta. usanza medievale. Scandalosi" Ormai il poraccismo grillino ha contaminato il linguaggio politico e pure quello accademico. Stiamo parlando della più alta corte del Paese, dei massimi giuristi incaricati di vagliare la costituzionalità delle leggi. Siamo così sicuri che all'estero sono pagati tanto di meno? Chi ci dice che i dati che provengono dall'estero siano corretti? Mi piacerebbe altrettanta attenzione agli stipendi, quelli sì scandalosi, dei manager privati, ai benefit, percepiti spesso anche in caso di bancarotta o poor performances. Valletta prendeva 12 volte più di un operaio FIAT, adesso il rapporto qual è? Ecco, lo scandalo si misura facendo delle proporzioni, tra il lavoro prestato, il suo valore aggiunto e così via. Mi aspetterei da un economista un modello di parametrazione, non delle invettive da grillino qualunque.
    • Roberto Perotti Rispondi
      "poraccismo grillino" ...mi piace questo neologismo, lo terrò presente. Qui sotto il confronto tra le remunerazione nette e lorde dei giudici italiani e statunitensi nel 2015. Naturalmente può darsi che i dati della corte suprema statunitense siano truccati. Se ne sa qualcosa mi faccia sapere per favore, e lo faccia sapere anche al New York Times, sarà certamente interessato allo scoop. Il compenso dei giudici italiani e statunitensi, prima e dopo le tasse (I valori in dollari sono convertiti in euro usando il tasso di cambio corretto per la parità di poteri di acquisto nel 2015). Italia, € USA, € Stipendio lordo 360.000 Stipendio lordo 181.951 IRPEF 147.970 Tasse federali 47.839 Addizionale comunale Roma 3.240 Addizionale regionale Lazio 11.645 Tasse sul reddito di Washington, DC 14.572 Totale tasse 162.855 Totale tasse 62.411 Netto 197.146 Netto 119.539
    • shadok Rispondi
      "Chi ci dice che i dati che provengono dall'estero siano corretti?" Mah, magari potrebbe verificare lei e quindi smentire i dati di Perotti, citando la fonte, invece di limitarsi a insinuare dubbi...
    • Antonio Santospirito Rispondi
      Dei manager privati se ne occupano gli azionisti, che li pagano. Analogamente noi cittadini dobbiamo esigere che lo Stato produca servizi di buona qualità ed a a costi ragionevoli, comparandoli con esempi apprezzabili (nel nostro caso Germania, UK, USA, ecc.). Questo è l'obiettivo di associazioni come Civicum (www.civicum.info).
    • Stefano Cianchi Rispondi
      Lei ha ragione a richiamare alla concretezza e alla realtà dei fatti. Giusto porre domande precise come le sue. Forse lei stessa potrebbe fornire qualche dato che dimostri la sua tesi comparativa. Come lei dice se non si danno risposte precise alle sue domande, il rischio è che i Cittadini comincino a pensar male, come diceva un noto politico dell'epoca di Valletta. In effeti lei ci porta qualche informazione quantitativa del vastissimo settore cosiddetto privato, ma credo che qui si stia dibattendo del delicatissimo compito sociale che fa parte concettualmente dell'Amministrazione della Giustizia, è assolutamente necessario che vengano mostrati dati che confermino la sua tesi, altrimenti potrebbe venire meno la fiducia dei Cittadini nella Giustizia con possibili effetti devianti molto pericolosi, forse anche del tipo al quale lei stessa accenna.
    • giorgio ponzetto Rispondi
      il prestigio e l'autorevolezza delle istituzioni non si difendono sottraendole alle critiche motivate e documentate ed al controllo dei cittadini ma pretendendo dalle stesse comportamenti rigorosi e massima trasparenza.
    • Antonio Santospirito Rispondi
      Dei compensi dei manager privati si occupano gli azionisti, che li pagano. I cittadini devono esigere dallo Stato - finanziato tramite le tasse - servizi di buona qualità ed a costi ragionevoli, comparandoli con esempi esteri virtuosi (nel nostro caso Germania, UK, USA, Canada, ecc.). Con questo obiettivo dedico parte del mio tempo libero all'associazione Civicum-Cittadini per uno Stato più efficiente.
  16. Sergio Beraldo Rispondi
    Bravo professor Perotti. Per la competenza, per il coraggio.
    • franco benincà Rispondi
      mi aggrego ai complimenti
  17. bruno puricelli Rispondi
    Complimenti per le puntualizzazioni chiare, semplici e dettagliate. Da tempo mi lamento per il fatto che le caste godano, a mio avviso impropriamente, del principio dei diritti acquisiti. Questo dovrebbe valere per i lavoratori in genere e non per quelli che sono molto vicini alle stanze del potere che, certamente in Italia. concede perchè gli sia concesso.
  18. armando todesco Rispondi
    Io ritorno alla osservazione del primo articolo e cioe' cosa facciamo dopo che lo studio delle remunerazioni di un organo dello stato sono state esaminate e dichiarate piene di deficit statistici e quindi politici. Non si può non esser allibiti e colpiti da tanto ardire nel difendere i propri confort benefit e altro di se stessi. Uno scandalo! E meno male che abbiamo ancora la voce di qualcuno che scandaglia e ci informa.
  19. VP Rispondi
    Se non lo conosce gia', segnalo al Professor Perotti il libro "Dentro la Corte" dell'ex giudice Sabino Cassese, dove vengono descritte e contestate molte usanze poco commendevoli da parte della Corte, tra cui la rotazione continua della carica di presidente e le modalita' di assunzione dei collaboratori piuttosto opache.
  20. Salvatore Celi Rispondi
    Ha condotto un dibattito con argomenti e fatti all'altezza della sua fama, mio caro professore. Ancillarmente, credo sarebbe interessante associare alle considerazioni intorno alle remunerazioni, anche valutazioni di produttività alle quali, essendo i signori in questione impiegati stipendiati dallo stato, non dovrebbe esser così scandaloso il porvi mano. Nell'ambito di un ordinamento giudiziario non precipuamente brillante, mi sembra che la Corte se la prenda particolarmente comoda. Infine, in questa nazione istituzionalmente ormai screditata, sarebbe ben il caso di scoperchiare altri intangibili pentoloni dai quali promanano effluvi sospetti: come quello della Banca d'Italia, per esempio...
  21. Bruno Rispondi
    Grandissimo Roberto: ci vuole coraggio per dire queste sacrosante verità. Il coraggio di sfidare istituzioni inefficienti, costose, ma molto, molto potenti. E sbuguardarle per quello che sono: non un una grande istituzione al servizio del paese, ma il solito gruppo di potere dentó lo stato che protegge con le unghie e coi denti i suoi privilegi ormai francamente insopportabili. Lei per me è un esempio di etica, perseveranza, onesta intellettuale.