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  1. serlio Rispondi
    Qualsiasi imputazione a carico del sig. Monti è comunque opportuna, anche se infondata. Si dichiarava liberista ed ha perpetrato un massacro fiscale statalista senza precedenti pur di salvaguardare un sistema parassitario (quello dei partiti) in cambio dei privilegi senatoriali. Ben fatto il fact cheking, ma Monti rimane comunque da disprezzare per essersi prestato ad una politica scellerata. Così la responsabilità del massacro sarà per sempre la sua mentre, la codardia dei politici verrà così premiata. Una classe politica degna di questo nome se ne sarebbe assunta la responsabilità e ne avrebbe rivendicata la paternità.
    • Henri Schmit Rispondi
      La politica fiscale del governo Monti ha salvato il paese da uno scenario da tragedia greca. Conoscere, capire, prevedere e prevenire il rischio bancario spetta in primis all'autorità di vigilanza.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Analisi impeccabile. La conclusione è solo che (anche) in quest’occasione Renzi ha alterato a suo favore la rappresentazione della realtà, non che tutta la (presunta) colpa (o l’ipotetico merito) della direttiva BRRD n. 2014/59/UE sia sua. Colpe e meriti sono molto più ampi. Inutile insistere sugli evidenti meriti dei singoli governi e della commissione UE. La colpa NON SOLO DI RENZI è di non aver previsto l’effetto che questa riforma avrebbe avuto sulle banche molto più deboli di quanto si voleva farci credere ai tempi dei governi Monti e Letta. Renzi si è trovato davanti un problema immenso (BRRD più dissesto bancario) nato, ignorato e quindi causato prima della sua presidenza del consiglio. Le colpe sostanziali di Renzi sono di aver temporeggiato sfruttando il dissesto bancario (MPS) nella campagna per le riforme istituzionali. Visco, forse sollecitato a prendere posizione, ha solo dichiarato che c’era da aspettare un aumento della volatilità ... E se il rancore fosse nato a quell'occasione?
  3. Savino Rispondi
    I politici italiani sono quelli che hanno fatto finta di votare il pareggio di bilancio e continuano ad esercitarne il rinvio a discapito delle generazioni future. Da questi qui non si può ricevere nessuna lezione.
  4. RENATO ANGELONI Rispondi
    Se si tratta di una regola europea mi spiegate quali sono le responsabilità di chi l'ha soltanto trasferita in Italia pena la perdita di potere decisionale in Europa? In questo caso mi sembrate molto semplicistici e troppo di parte perchè affermare totalmente FALSA è un'affermazione totalmente sbagliata...
    • Gabriele Guzzi Rispondi
      Ciao Renato, noi svogliamo la verifica della dichiarazione partendo dal senso della dichiarazione stessa. In questo caso, Renzi dichiara che la responsabilità politica è stata di Monti. Noi abbiamo verificato che la firma dell'accordo, che può equivalere a una certa forma di responsabilità politica, non è stata fatta sotto Monti. Se vuoi maggiori informazioni puoi controllare come facciamo il fact-checking, puoi consultare questo link http://www.lavoce.info/fact-checking-de-lavoce/
  5. Virginio Zaffaroni Rispondi
    Ferma la regola che il Governo Monti va giudicato nel contesto del 2011 e non nel contesto del 2017 (ma gli italiani hanno come noto memoria corta), appare chiaro dunque che l'ex premier Renzi, come spesso gli capita, ha mentito. La responsabilità del bail-in è dunque del suo governo e del governo Letta. Ma è davvero questo il nocciolo della questione? Cioè, davvero è da esecrare il bail-in? Davvero devono essere i contribuenti a pagare sempre e tutto, moral hazard degli speculatori da bar inclusi? Io vedo solo un vero errore nel bail.in, un errore dalle conseguenze disastrose, e cioè l'aggredibilità dei depositi oltre 100.000 euro. I depositi dovrebbero essere sempre garantiti,se necessario anche dai contribuenti. Tutto il resto è una questione di trasparenza bancaria e responsabilità individuale. E in ciò il bail-in ha ragione.
    • Gabriele Guzzi Rispondi
      Ciao Virginio, grazie per il commento. Come è scritto all'inizio del fact-checking noi non entriamo nel merito della normativa, che tra l'altro è stata lungamente discussa anche su questo sito, ma verifichiamo solo la dichiarazione di Renzi. Gabriee
      • Virginio Zaffaroni Rispondi
        No, certo! La mia voleva essere una domanda retorica che andava oltre il fact-checking e quindi un po' fuori tema. Era chiarissimo lo scopo del vostro fact-checking e la vostra conclusione appare utilissima per dipanare la querelle Renzi-Monti.
  6. Fabrizio Rispondi
    Peccato che la cronaca non registri queste "imprecisioni", e che se ne occupino soltanto le testate specializzate. Queste hanno molti meno lettori, e dunque la disinformazione ha la meglio e impera tra i cittadini. Oltre tutto nel merito non sembra una cattiva legge. Propaganda e informazione: due nodi cruciali per la democrazia.
    • Amegighi Rispondi
      E' questo il grave limite della democrazia occidentale odierna (ed italiana in particolare). I leader hanno superato il limite dell' "omettere di dire" entrando nel campo del "dire falsità". Noi elettori, paradossalmente, pur avendo a disposizione una massa enorme di dati su cui leggere e informarci (Internet; vedi i link a Eurolex e ad altri siti dell'articolo) ci asteniamo molto più di prima dal chiedere la "responsabilità" ai leader, limitandoci, semmai, a criticare chi critica o ad addossare partigianamente le colpe agli altri, quasi (o forse non "quasi") la colpa stia solo nell'avere un'idea differente. Questo è un gravissimo errore nella Scienza. Popper diceva che un risultato va criticato analiticamente, non giustificato. Ma, purtroppo, la Politica non è Scienza, e la sua distorsione sta facendo diventare fondamentale la "propaganda" rispetto ai "contenuti". Un qualcosa che nelle grandi Dittature del Novecento era stato ben compreso, portando al disastro