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  1. mauro zannarini Rispondi
    Se si volesse effettivamente liberalizzare il costo dell'energia elettrica si dovrebbe ridiscutere tutte le componenti del prezzo finale, non solo quella di produzione. E' assurdo parlare di contenimento degli sprechi ed incassare il 10% dei consumi, come perdite di rete. C'è molta strada da fare e comodi monopoli da mantenere.
  2. Francesco Di Giano Rispondi
    Interessante articolo. Desidero raccontare brevemente la mia scelta energetica: da circa un anno ho scelto come fornitore una piccola cooperativa di fornitura di energia elettrica che mi certifica che la fornitura proviene tutta da enwrgia rinnovabile. Perché questa scelta? In Italia siamo ancora dei pionieri (circa 1400 soci), in altri paesi europei come la Spagna no (la più cooperativa di questo tipo ha circa 40.000 utenti che sono anche soci). Dopo un anno di questa scelta mi trovo molto bene e il prezzo risulta essere competitivo rispetto anche alle grandi società energetiche. Certamente la mia scelta è stata soprattutto orientata su un'ottica che tenga conto dei cambiamenti climatici che il nostro pianeta sta vivendo e anche perché votare, con il portafoglio può orientare scelte consapevoli nel mercato dell'energia.
  3. Claudio Zocca Rispondi
    La cassa di compensazione temo sia altrettanto se non più costosa delle garanzie: per me potrebbe funzionare solo se venisse alimentata da TUTTI i clienti finali con un deposito cauzionale obbligatorio. Meglio sarebbe dare strumenti ai venditori strumenti più efficaci di gestione della morosità: oggi staccare la luce a un cliente moroso richiede circa tre mesi, quindi il venditore si trova con un'esposizione di circa 1/3 del fatturato con margini che sono 1/30 se va bene. Inoltre andrebbero rese disponibili più facilmente informazioni prima della stipula del contratto sulla solvibilità del cliente.
  4. Andrea Russo Rispondi
    Articolo pienamente condivisibile. Anche l'Associazione dei Grossisti Energia e Trader ribadisce da tempo questi concetti: https://www.aiget.it/it/stampa.html Riguardo al rating, segnalo un approfondimento: https://www.linkedin.com/pulse/energia-elettrica-e-rating-non-solo-le-banche-andrea-russo/
  5. Andrea Russo Rispondi
    Purtroppo la concorrenza non è proprio nelle corde del regolatore italiano. Tante delibere in questi anni e annunci lo dimostrano chiaramente https://twitter.com/guidobortoni/status/931919331163860993 Inoltre riguardo al rating creditizio, non è sicuramente un mercato per piccoli. Il regolatore italiano ammette solo quello dei big, escludendo invece quelli ammessi dal regolatore europeo.
  6. Andrea Baroni Rispondi
    Le aziende che hanno problemi di bilancio, e pure grossi, non sono solo quelle piccole, ma per contro anche quelle molto grosse, spesso aiutate dai partiti politici, con il supporto di banche che a loro volto hanno bisogno di aiuto. Un vero circolo vizioso che danneggia il mercato libero e le società piccole o medie che potrebbero garantire un buon servizio ai clienti, con il giusto prezzo. Attenzione alle società che in questi mesi fanno molta pubblicità, spesso sono quelle che hanno scheletri nei bilanci e cercano una redenzione sbrigativa per fare volumi a scapito del mercato, e nei casi peggiori della collettività.