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  1. Giorgio Rispondi
    Cosa si intende dire quando si afferma che il governo continua a limitare l'autonomia impositiva fiscale dei Comuni (a vantaggio di chi?), quando è noto che una buona parte, se non la gran parte, dei tributi locali (in termini di entrate) è posta a carico dei non residenti con IMU e Tasi in genere alle massime aliquote e Tari pagata anche in presenza di nulla o scarsa produzione di rifiuti, ed essendo del tutto esentati i residenti che ne usufruiscono in massima parte (visto che gli immobili A1 in Italia sono una rarità)? Senza contare che coloro che, unici, pagano le imposte sugli immobili, non possono nemmeno votare in quel determinato Comune perché non residenti. Vogliamo forse aumentare ancora le aliquote IMU e Tasi e, magari, le tariffe Tari per chi non gode se non in misura minima dei servizi a livello locale? Non sarebbe il caso di avere il coraggio di chiedere la reintroduzione delle imposte sulle prime case (come ci sono in tutta Europa) invece che lasciare eventualmente mano libera ai Comuni di aumentare indiscriminatamente l'imposizione fiscale? Sarebbe questa l'autonomia fiscale o il cosiddetto federalismo?
  2. Giorgio Rispondi
    Aggiungo: i servizi locali (anche la Tari, me n'ero dimenticato, pagata anche a tariffa piena in genere a fronte spesso di nulla o scarsa produzione di rifiuti) pagati dai non residenti a vantaggio dei residenti. E si vorrebbe lasciare ai Comuni lapossibilità di utilizzare maggiormente la leva fiscale. Il mondo alla rovescia...in Italia. All'estero (ovunque) si pagano a livello locale le imposte anche sulle prime case...
  3. Giorgio Rispondi
    Cosa si intende dire quando si afferma che il governo continua a limitare l'autonomia impositiva dei Comuni (a vantaggio di chi?), quando è noto che una buona parte, se non la gran parte, dei tributi locali (in termini di entrate) è posta a carico dei non residenti con IMU e Tasi in genere alle massime aliquote, ed essendo del tutto esentati i residenti (visto che gli immobili A1 in Italia sono una rarità)? Senza contare che coloro che, unici, pagano le imposte sugli immobili (che magari si vorrebbero sbloccare da parte di qualcuno) non possono nemmeno votare in quel determinato Comune perché non residenti. Sarebbe questa l'autonomia fiscale?
  4. david berera Rispondi
    Quindi, riassumendo brevemente, "male" perché non è prevista la possibilità di aumentare la tassazione a livello locale per fare più spesa pubblica?
  5. serlio Rispondi
    Al solito; gli intellettuali statalisti prestano il loro operato a sostegno del massacro fiscale del contribuente, dimenticando una semplicissima regola; "i soldi degli altri, (i contribuenti), non bastano mai. Già l'IMU sulle seconde case è una bestialità giuridica, per cui si estorce denaro a chi non vota, in nome di una pretesa perequazione, mentre gli sprechi dei Comuni non finiscono mai e su questi non trovate mai niente da dire. Troppi dipendenti, troppe partecipate, poche responsabilità dirette, troppi comuni microscopici e via dicendo. Basta tasse!
  6. Pietro Negri Rispondi
    Il Forum per la finanza sostenibile ha elaborato un interessante e completo documento: http://finanzasostenibile.it/wp-content/uploads/2017/09/manuale-sviluppo-locale-WEB.pdf