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  1. Roberto Taranto Rispondi
    Berlusconi ha sempre dimenticato nella sua narrazione che , iniziando a stringere la cinghia verso i governi regionali e locali , è fortemente aumentata nei suoi periodi di governo , tale tassazione locale. Ai cittadini non interessa chi li tassa, ma quante tasse pagano in totale!
  2. GR Rispondi
    Di berlusconi forse un giorno sapremo quali somme ha racimolato stringendo amicizia con i dittatori delle materie prime energetiche e scaricandoli direttamente in bolletta agli italiani. Accumulando somme enormi (altro che >Mediaset) a Singapore da cui continua ad amministrare il Milan e tutti gli altri specchietti per questo popolo di sempliciotti.
  3. Lucio Malfi Rispondi
    La pressione fiscale non è un buon indicatore per verificare se c'è stato un aumento della tassazione, cioè un aumento delle aliquote delle imposte esistenti o l'introduzione di nuovi tributi. Infatti il gettito fiscale posto al numeratore del rapporto può aumentare anche in costanza del regime fiscale se, ad esempio, la lotta all'evasione e all'elusione è diventata più efficiente
  4. Guiko74 Guido Rispondi
    Nell'autunno 2011 Berlusconi fu costretto a dimettersi perché paventò un piano di uscita dall' euro; le banche tedesche, per evitarlo (visto le ingenti linee di credito verso Paesi Med) andarono short di btp e comprarono CDS (oggi non si può più fare) portando spread a 570 bp. In realtà il rapporto debito/pil nel 2010-2011 crebbe più lentamente che in passato e meno dei partner europei. Nel momento migliore di Berlusconi venne deciso di farlo fuori perché ritenuto un pericolo per Europa e Euro. Personaggio discutibile su altro ma era l'unico ad alzare la voce con la Germania e la Francia, oggi Europa = asse Germania - Francia -Olanda (vedi Agenzia Farmaco ieri). Non contiamo più nulla in Europa. Lungi da me difendere Berlusconi e tutta la classe politica e dirigenziale degli ultimi 35-40 anni, incapace e inetta, efficiente solo per salvaguardare propri interessi e spartirsi la torta ognuno nel sua sfera di competenza. Il problema è 1) la pressione fiscale totale alta in Italia 2) la dispersione e inefficienza nell'utilizzo delle risorse raccolte, spesso utilizzate per pagare gli interessi sul debito e non per finanziare investimenti e sviluppo (= crescita e consumi). Oggi ci Governa direttamente l'Europa. http://www.tradingroomroma.it/italia-batte-europa-austerita-boomerang-doloroso/
    • Luca Ba Rispondi
      Dubito che avesse un piano di uscita dall'euro altrimenti lo avrebbe presentato pubblicamente con grande pubblicità come ha sempre fatto. A dimostrazione di questo anche dopo la destituzione niente è stato proposto. Che fosse l'unico ad alzare la voce direi quando mai! Era uno zerbino come tutti i presidenti del consiglio italiani escluso forse Monti che è da dimenticare per altri motivi. Noi non abbiamo mai, dico mai, contato qualcosa in Europa fin dalla sua fondazione. Aggiungo anche che siamo dentro perché non avevamo scelta altrimenti saremo rimasti fuori senza se e senza ma.
  5. Savino Rispondi
    Vorrei tanto vedere "il Giornale" titolare "Le tasse di Berlusconi", come ha fatto con Prodi, Ciampi, Monti, Amato, D'Alema, Letta, Renzi, Gentiloni.
  6. serlio Rispondi
    Putroppo anche Berlusconi ha partecipato al massacro fiscale perpetrato da un signore, che verrà pagato per tutta la sua vita per avere lavorato solo 18 mesi, che ha fatto il lavoro sporco per conto dei partiti e di tutti gli statalisti che vivono della ricchezza prodotta da altri. Una classe politica degna di questo nome non avrebbe avuto bisogno di un "capitano di ventura milanese" per, ripeto, massacrare il paese con tasse vergognose, ma se ne sarebbe assunta la responsabilità e sopratutto avrebbe cominciato il rientro del devbito pubblico, vero ostacolo alla crescita di questo paese. In piena fase recessiva il capitano di ventura (o di sventura per tutti tranne che per i partiti politici e se stesso, ovviamente) ha tolto altro denaro dalle tasche degli italiani, aumentando la recessione stessa, dalla quale non siano ancora usciti e forse non usciremo mai se continua il massacro fiscale unito alla demagogia da 80 €/mese.