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  1. Savino Rispondi
    Finchè le imprese, per assumere, continueranno a puntare la loro simpatia su una generica "esperienza", rispetto al fattore apprendimento e competenza non funzionerà mai nulla e ne risentirà la produttività. Certe maestranze, infatti, sono a bassa qualifica e non hanno alternato scuola e lavoro semplicemente perchè a scuola non ci sono mai andati. Però le imprese preferiscono testardemente questo tipo di lavoratori a quelli scolarizzati, con alfabetizzazione tecnologica e con altre competenze. Insomma, questa discriminazione verso i curricula dei giovani deve finire, sennò il sistema Paese non si rialza.
  2. Gianpiero Dalla Zuanna Rispondi
    Caro Brunello, non si possono utilizzare a tale scopo i dati raccolti dalla FDondazione Agnelli, che costruisce le performance lavorative e universitarie di gran parte delle scuole superiori italiane? Incrociando questi dati con quelli Indre, si dovrebbe riuscire ad avere i "CASI" e i "CONTROLLI". o mi sbaglio?