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  1. Roberto Rispondi
    Dunque: all' idraulico che incassa una fattura di 122euro di pura manodopera resteranno, tolti contributi e irpef, 50€ da spendere per una cosa sulla quale dovrà passarne altri 22% allo stato. Se aumenteranno ancora le aliquote prevedo che andremo al collasso.
  2. DDPP Rispondi
    Questo articolo continua, come tanti altri, a concentrare l'attenzione sulla evasione fiscale. E sin qui nulla da eccepire. Il problema sono i numeri. Scrivere che l'evasione IVA è pari al 33,7% vuol dire schienarsi in modo acritico sui dati di Agenzia delle Entrate la quale fa marketing fiscale (chiamata anche disinfomazione...?) e non certo informazione e trasparenza. Il valore indicato al 33,7% è assolutamente arbitrario e viene desunto da altri ordini di grandezza non fiscali: malavita, prostituzione, corruzione.
  3. angelo rota Rispondi
    finchè sarà sempre l'ultimo utente a pagare l'intera quota del'iva avremo sempre una possibile evasione. .mi chiedo perchè una persona che già paga l'irpef deve pagare un'altra tassa per evitare un'altra possibile evasione? Ma iva non significa imposta sul valore aggiunto? Quindi nella filera ciascuno dovrebbe pagare la sua quota.
  4. Mauro Peveri Dottore Commercialista Rispondi
    Continua dibattito su come recuperare evasione IVA quando con una semplice riforma UE il problema sarebbe in larga misura risolto: introdurre la sales tax modello USA . Con questo metodo finirebbe evasione IVA tra imprese (false fatture e altro), non ci sarebbe buco di chi non versa IVA perché in crisi d'impresa: fallimenti e altro o perché si finanzia a danno dello Stato, enorme risparmio burocratico per imprese è stato. Studi parlano di 17 mld di aumento gettito.
  5. Savino Rispondi
    La Corte dei Conti, di recente, ha richiamato l'Agenzia delle Entrate ad un utilizzo effettivo delle banche dati anagrafiche trbituarie, da poter incrociare, alcune delle quali istituibili fin dal 1991 e, per cui, non ci si è degnati neanche di trasmettere alla stessa Corte dei Conti le relazioni annuali sullo stato di funzionamento. Questo tipo di anagrafi consentono l'indagine su movimentazioni bancarie e sulla tracciabilità, utili al fine della lotta all'evasione. Se ci sono gli strumenti, perchè manca la volontà di utilizzarli? Quali interessi si coprono nel manifestare apertamente la volontà di non utilizzare questi strumenti? Perchè mai nessuno è responsabile e va a finire che l'Iva la paga solo il consumatore finale?
    • DDPP Rispondi
      Credo che la sua riflessione sia giusta, ma, a mio parere, la domanda è mal posta. L'agenzia delle entrata utilizza e stra-utilizza tutte le banche dati tributarie disponibili, ma non vuole dare rendicontazione dei risultati che ottiene. Tutta la struttura "poliziesca" che è stata costruita in questi anni contro i contribuenti, si tiene in piedi sull'assunto "evasione fiscale". Se i dati che il marketing di AdE millanta dovessero essere sottoposti a verifiche di terzi, temo che il castello "evasone fiscale - eccezione Italia" cadrebbe miseramente. I dati di AdE sono spesso assurdi e non descrivono correttamente il fenomeno.