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  1. Andrea Rispondi
    Se un debito viene riconvertito in lire, rimane in lire. Quello che cambia è il tasso di cambio verso l'estero e potrebbero crollare i titoli in lire. Esempio: Ho un debito da riconvertire in lire a 120 euro che paga cedole al 2% a 10 anni. Si riconverte a 120 lire e pagherà sempre 2% a 10 anni. Quello che cambierà è il prezzo che scenderebbe a 100 lire, ma continuerebbe a rendere 2% l'anno. L'oscillazione riporterebbe solo i tassi di mercato intorno al 2% da zero, e l'italiano medio non se ne accorgerebbe nemmeno. Probabilmente il denaro tornerebbe in Italia. Molti disinvestirebbero titoli americani rivalutati del 20% che pagano il 2% in lire italiane con rendimenti tornati a livelli normali. L'economia ne beneficerebbe perché rientrerebbero i capitali in Italia.
  2. Andrea Rispondi
    I debiti vanno riconvertiti in lire semplicemente perché come mi disse un mio amico ebreo, se mangi e bevi acquistando merci in lire, quale è secondo te la giusta valuta in cui indebitarti? Sceglierne una diversa, visto che esiste la lex monetae dai tempi dei romani, deriva da un degrado culturale che ci impedisce perfino di capire la realtà attraverso l'eredità della saggia cultura latina. ereditata.
  3. fatti neri Rispondi
    è corretto far tornare il debito in lire per un motivo basilare: in euro non viene oggi garantito quindi siamo in balia della bce e delle agenzie rating
  4. bruno puricelli Rispondi
    A mio avviso, pie illusioni. Cosa ne direbbe se a partire da domani o, meglio, dal 2018, riducessimo di 50 mlds l'anno per 8 anni la richiesta di finanziamento al mercato? Dati i precedenti e l'italico "buon cuore", sarebbe certamente molto pericoloso spenderli senza ridurre il debito, ma se sostenessimo investimenti produttivi con riduzione tasse, obbligatoria frequenza scolastica, maggior sicurezza in strutture e infrastrutture, sicurezza nelle città con aumento del grado di "civiltà comportamentale" a partire da alcune zone del paese, fra 30 anni risolveremmo il problema a condizione che non si sollevino questioni per serio controllo del territorio necessariamente più pervasivo. Altro bisogna aggiungere ma sarebbe un programma politico. Se si potesse fare, voglio sottolineare che tra 30 anni, la restituzione dei 400 concessi (50 mlds equivalenti per 8 anni) costerebbe la metà lasciandoci il 50% gratis. Il tutto andrebbe parallelamente all'euro. Da accennare che l'operazione comincerebbe a generare IVA che darebbe ogni anno ca. il 6% medio. Sempre "a bocce ferme"! Magia? Non per me ma probabilmente non faccio i conti co l'oste europeo.