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  1. Carmine Lo Surdo Rispondi
    Si continua a sostenere che il debito pubblico e lo spread sarebbero condizionati da un'eventuale riduzione dell'età pensionabile. Il rischio continuando a ragionare in termini puramente numerici è quello di bloccare lo sviluppo. Io penso che dopo 40 anni di contributi effettivamente versati un lavoratore dovrebbe essersi meritato la pensione. La scelta dovrebbe essere volontaria indipendente dall'età se il lavoratore potesse optare per il calcolo interamente con il sistema contributivo collegato all'aspettativa di vita : ad un'età più giovane corrisponderebbe una rendita inferiore. Occorre consentire il ricambio generazionale e favorire l'occupazione giovanile che si traduce in possibilità di creare nuove famiglie che acquistino case e favoriscono lo sviluppo dell'edilizia che é trainante. Nuove famiglie significherebbe anche favorire la natalità (siamo a crescita zero da anni) e l'aumento dei consumi, perché sono le famiglie ed i giovani che consumano. Se si proseguirà ritardando il ricambio generazionale, mantenendo alta la disoccupazione giovanile e la contrattualistica vigente (cococo) oppure l'assenza di contratti si determinerà uno squilibrio economico enorme, perché é una favola che i giovani di oggi pagheranno le pensioni con i loro contributi con lavori intermittenti o senza contratto ai pensionati di domani.
  2. paolo Rispondi
    Allora, da quello che vedo, sia Ferro che Balduzzi riescono a conoscere capire e spiegare molteplici argomenti e questo mi mette molta paura. Già ne abbiamo viste di figure simili in questi ultimi anni pontificare sul tema delle pensioni per poi vedere i risultati catastrofici per i lavoratori. Chiunque, e dico chiunque, apra bocca sul tema delle pensioni deve sapere che compie sciacallaggio nei confronti di milioni di contribuenti previdenziali che per decenni hanno versato contributi a go-go nelle casse dell'inps che poi, con una manovra ai confini del fascismo, sono stati confiscati e diliuti in 40 poi 42, 45 anni di contribuzione per arrivare alla pensione. So bene quando la Fornero non era la Fornero che conosciamo che lanciava strali dalle pagine del Sole 24Ore demonizzando i lavoratori che osavano andar via a 60 anni, che incuteva terrore ai giovani dicendo che i padri si stavano prendendo tutto... ecco Balduzzi e Ferro stanno ricominciando a compiere la medesima operazione perchè loro o chi per loro gli dice di scrivere in un certo modo (poteri forti? banche? assicurazioni?), non paghi di aver distrutto la previdenza italiana nata, ricordo, con il fascismo e morta con il fascismo moderno, ormai non mandando più in pensione nessuno prima dei 67 anni e più e con oltre 45 anni di contributi (solo mandrake riesce a tanto...) stanno infierendo con sadica perspicacia per raggiungere l'obbiettivo di far pagare le attuali pensioni retributive con il contributive retroattivamente.
  3. Alberto49 Rispondi
    Sento parlare di aggravio dei costi per ilsistema pensionistico di 140 miliardi. Vorrei i numeri con cui è stato calcolato questo aumento, io non ci credo fino a quando non mi si spiega come è stato calcolato. Vorrei far presente che il sistema pensionistico (dati 2014) prevede circa 211 miliardi annuio di pensioni (al netto di GIAS e GPT) e 190 miliardi di contributi (al netto stato) e 45 miliarsi di ritorno per tasse sulle pensioni. Siamo ad un avanzo di 24 miliardi a favore del sistema INPS-STATO. Pertanto mostrate i conti che avete fatto; questo dovrebbe essere fatto da un sito che dice di essere scientifico.
  4. Savino Rispondi
    La politica non sia così abietta e agisca pensando alle giovani generazioni. Anche altri aspetti del welfare, come le esenzioni di terza età sui ticket sanitari, vanno adeguati all'aspettativa di vita.
  5. Mara Gasbarrone Rispondi
    Se la vita si allunga di cinque mesi ed io vado in pensione cinque mesi più tardi, l'effetto sulla spesa previdenziale sarà zero. Se però il coefficiente di trasformazione, incorporato nel sistema contributivo, riduce l'importo della pensione in funzione della maggiore durata del periodo nel quale la percepirò, mi troverò ad aver pagato due volte per l'allungamento della speranza di vita: il che è obiettivamente iniquo. Ben venga una redistribuzione del carico necessario per la "neutralità attuariale" fra i due canali (età pensionabile ed importo della pensione), ma mi permetto di suggerire all'Autore di valutare anche l'attuale sovrapposizione fra i due meccanismi, e le conseguenze che essa esercita sui rendimenti pensionistici. http://www.neodemos.info/articoli/una-tassa-sulla-speranza-di-vita/ (articolo in cui si spiega l'agire del sistema contributivo, scritto quando la legge Fornero era ancora di là da venire).
  6. Aldo Rispondi
    L'età della pensione va adeguata, ma al ribasso. http://www.lastampa.it/2016/04/26/scienza/benessere/dovete-sapere/laspettativa-di-vita-degli-italiani-in-calo-per-la-prima-volta-nella-storia-5ftKF8X441dJtYOPxQk5BK/pagina.html
    • Andrea Rispondi
      Caro Aldo non funziona così. Non è l'aspettativa di vita che bisogna guardare ma l'età media della popolazione che continua a crescere. Esempio semplificato: Una popolazione ha individui che vanno da 0 a 10 anni poi muoiono. L'aspettativa di vita è 10. Dal 7o anno ricevono pensioni di 1 prima lavorano. Facciamo finta che nella popolazione ci siano 1 persona per ogni anno di età e 10 con 6 anni. e ora fai finta che l'anno successivo l'aspettiva di vita scenda a 9 (si muore a 9). Il primo anno l'età media è (99/19)=5,21 il secondo è (108/18)=6. Le pensioni da pagari il primo anno sono 3. il secondo 12. In Italia il problema è demografico,ovvero la struttura della piramide demografica rovesciata, non medico e di aspettativa di vita (la cosa di cui parla l'articolo). L'aspettativa di vita può subire fluttuazioni, e tra l'altro non credo crescerà più di tanto, ma stai sicuro che l'età media continuerà a salire in Italia. Spero di averti aiutato a capire un concetto per nulla intuitivo
      • Alberto49 Rispondi
        Facci vedere caro Andrea, i conti che portino a 140 miliardi di aggravio. Ovvero, dicci quante pensioni sarebbero risparmiate all'anno, il costo per lo stato al netto delle tasse che i pensionati verserebbero e facci sapere, secondo la dinamica dell'aumento della speranza di vita, a quale età fra 20 anni si andrebbe in pensione (ammesso che si abbiano i contributi necessari).
        • Aldo Rispondi
          Dati Istat - Rapporto 2016: dal 2003 al 2014 la quota di coloro che percepiscono la pensione di vecchiaia DA MENO DI 10 ANNI passa dal 37,4 al 45,9 del totale dei percettori (riferito al settore privato). se i numeri dicono qualcosa questo semplice dato cosa ci dice? vogliamo far salire questa percentuale al 100%? ce la possiamo fare di questo passo...