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  1. Andrea Rispondi
    È poco rilevante ai fini dell'analisi, ma l'idea che Farinetti spesso non sappia di che cosa parla è data dal riferimento alla biodiversità. Grottesco. Nel mondo c'è una cosa che si chiama foresta amazonica. Paesi come Brasile, Colombia, Ecuador, Venezeula, quanto a biodiversità, sono inavvicinabili. Poi, ci sono Indonesia, Cina, Stati Uniti, ecc. Non so dove Farinetti trovi certe informazioni. A volte mi ricorda Totò: facciamo vedere che abbondiamo.
    • Luca Ba Rispondi
      Per quanto possa sembrare strano Farinetti non ha tutti i torti. La biodiversità del bacino mediterraneo è altissima e paragonabile a quella amazzonica ed ovviamente l'Italia che è nel mezzo è la culla di questa varietà di specie. Ovviamente stiamo parlando di flora e fauna prevalentemente marine ma comunque abbiamo molto anche a livello terrestre. Quanto poi il suddetto sapesse cosa stesse dicendo non è dato sapere però dire che ha totalmente sbagliato è improprio. Se vuole approfondire basta cercare in inglese "Mediterranean Biodiversity Hotspot".
  2. Umbe Rispondi
    Sempre bello raddoppiare, triplicare, quadruplicare. Peccato manchi il dettaglio sul come dupl i care...triplicare...
  3. bob Rispondi
    Farinetti prima di tutto fa il venditore di se stesso! Come per Uniero sta cercando di fare "massa critica" ( leggesi n° di punti vendita) per quotarsi in Borsa e vendere! Altra cosa sono le strategie e i progetti per fare crescere un sistema-Paese. L' illusione degli ingenui che un americano parta dagli USA per visitare solo le Dolomiti è solo ingenua stupidità. Il turismo delegato alle singole Regioni una follia di sprechi che non porta a nulla. Riguardo il discorso dell' export alimentare non siamo così esportatori come si vuol fare credere una miriade di piccoli esportori di nicchia che poco inci dono come presenze e fatturato sui mercati esteri ( provate a leggere una lista di vini a Londra o ad entrare in qualsiasi supermercato di una capitale estera). Il progetto di Farinetti è molta immagine poca sostanza per mille motivi uno su tutti gli altissimi costi di gestione dovuta a presenza sporadiche sul territorio e non diffusa come possono essere le catene Carrefour o Auchan
  4. Danilo De Martin Rispondi
    Qui di base c'è un problema semantico. In ambito statistico (quindi non colloquiale) il turista è il viaggiatore che pernotta, mentre l'escursionista è il viaggiatore che non pernotta (quindi la sera torna alla propria dimora). Nel 2016 i turisti (t-u-r-i-s-t-i) stranieri in Italia furono 52,5 milioni (vedi tav. 4 della citata pubblicazione Bankitalia). Gli escursionisti furono 33,0 milioni per un totale - turisti + escursionisti - pari a 85,5 milioni. Tuttavia è chiaro che confrontare turisti con escursionisti è come confrontare mele con pere (mentre la cosa si può fare, ovviamente con la spesa media delle due categorie). I vostri 70 milioni derivano dal fatto che avete considerato (in tav. 7) il numero di viaggitori totali (pernottanti ed escursionisti) in vacanza per motivi personali; avete insomma sommato mele e pere. Il ganassa Farinetti, in questo caso, con i suoi 47,5 milioni di turisti è più vicino alla verità (52,5) dei vostri 70.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Danilo, la ringraziamo molto per il contributo che abbiamo verificato con Bankitalia ed è risultato corretto. Abbiamo modificato il pezzo.
  5. Donato Berardi Rispondi
    Non è azzardato un valore di 2 del moltiplicatore keynesiano associato all'aumento della domanda aggregata, ed è sull'attivazione di Pil che si misurano gli occupati... ergo la previsione di Farinetti rimane molto ottimistica ma un po' meno azzardata
    • Fabio Bottto Rispondi
      Concordo con il Sig. Berardi, si trattarebbe per l'interno importo di un aumento di reddito netto che arriva dall'estero, caso di scuola per il moltiplicatore keynesiamo. Si arriva a 140 mld €, non la cifra asserita dal Farinetti, ma una manciata di finanziarie si.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Bisognerebbe però precisare che sparare ciffre approssimative o gonfiate per difendere una causa è più scusabile per un promotore-imprenditore quanto lo sarebbe per un responsabile di finanza pubblica e a più forte ragione per un ricercatore. Il teorema di Farinetti è incompleto (esistono altre eccellenze da sviluppare oltre l'alimentare e quello che lo rende possibile, il turismo e quello che lo attira) e formulato in modo superficiale (i numeri), ma è condivisibile, è superficiale e esagerato, ma sostanzialmente non ingannevole.
  7. Gian Luca Moncalvi Rispondi
    Che Farinetti, in questi suoi interventi affabulatori in tv, le spari spesso grosse è un'impressione che ho anch'io. Ma appunto un'impressione. Ora gli autori del pezzo ce lo confermano in un caso specifico di una certa importanza. Ma che la conduttrice e gli ospiti in studio dovessero essere in grado di confutare al volo le cifre, beh forse è pretendere troppo, visto che anche gli autori di questo pezzo, hanno dovuto studiarsi bene la faccenda...Comunque bravi.
  8. Giovanni Rispondi
    commento iniziale su Alitalia fuori contesto ed inutilmente offensivo
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Giovanni, non intendiamo offendere nessuno. Che Alitalia non sia più ritenuta un simbolo nazionale è una fortuna per i conti pubblici dello Stato italiano, che per salvaguardare tale status ha speso miliardi di euro dei contribuenti. Se Alitalia tornerà allo splendore di un tempo stando sul mercato ne saremo ben felici.
  9. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    Non tutti i siti UNESCO sono patrimonio culturale in senso stretto, vale a dire luoghi di grande valore storico-artistico, alcuni sono siti di grande interesse ambientale che, però, probabilmente sono meno attraenti per il turismo internazionale.