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  1. ihavenodream Rispondi
    Gli inglesi non si sono mai fidati dell'Europa e di Schengen: infatti non ci sono mai entrati. La Gran Bretagna per essere considerata "in Europa" come la Francia o la Germania, dovrebbe infatti adottare l'euro, o per lo meno un cambio rigorosamente fisso tra l'euro e la sterlina, come fa la Danimarca per intenderci. Così come erano le cose invece gli Inglesi erano in Europa per finta. Pero' avevano (ed hanno ancora) tutta una serie di accordi commerciali con il resto dei paesi del Continente che sarebbe impossibile non avere al giorno d'oggi Europa o no. La Brexit quindi significa NON uscire da una Unione Europea nella quale gli Inglesi non sono mai entrati ma stracciare una serie di accordi economico/commerciali che francamente, non ha nessun senso ripudiare per poi rinegoziarli pari pari. Theresa May è la vittima sacrificale di questa colossale cantonata presa dagli elettori inglesi, a molti dei quali, occorre dire, bisognerebbe togliere il suffragio, quantomeno nei referendum, vista la facilità che han dimostrato nel farsi manipolare dai farge e Johnson di turno
  2. Henri Schmit Rispondi
    L'UK è guidata da un PM debole, incerto e patetico che negozia (male) una Brexit che danneggia l'economia e rischia di marginalizzare ed impoverire il paese. Il PM britannico non osa dire pubblicamente come voterebbe nell'ipotesi di un nuovo referendum. L'errore non è stato di indire il referendum, ma 1. di perderlo e 2. di interpretarlo male: solo un partito diviso come i Tories poteva prima negoziare condizioni nuove con l'UE e sostenere poi la separazione. Purtroppo anche il Labour è diviso e poco chiaro sui punti cruciali dei rapporti con l'UE. L'UE è un equilibrio instabile: l'equivoco sulla sede del potere supremo crea incertezze alla lunga insopportabili: governance dell'€, coordinamento delle politiche fiscali, immigrazione, supremazia della normativa e della giurisprudenza, deficit democratico, sovranismo delle regioni etc. Manca una teoria coerente del potere supremo. Manca pure una risposta al dilemma fra mercto e potere pubblico. L'incertezza provoca immobilismo e favorisce conflitti; è forse anche la causa profonda della Brexit.
  3. Marcomassimo Rispondi
    Per quanto riguarda il congresso Labour le coreografie hanno semplicemente ripreso le loro naturali e scontate configurazioni socialiste; è ritornato in auge il classico colore rosso, che Blair (e peraltro pure Renzi) vedono come il fumo negli occhi o meglio come il toro vede il drappo del torero; del resto almeno in Europa il blu fatica non poco ad esprimere lo spirito della sinistra perché ha una intrinseca tonalità espressiva di sapore più aziendalista ed efficientista che popolare o rivedicazionista; si è poi rivisto in abbondanza il pugno chiuso, antico e nobile simbolo la cui presenza può solo incoraggiare e far bene; per quanto riguarda Corbyn tutto può suscitare tranne che un culto della personalità; è un uomo modesto, serio, dal linguaggio misurato ed asciutto; più che un leader carismatico è un “umile operaio della vigna del partito” per parafrasare una locuzione ecclesiastica; per quanto riguarda la cosiddetta “filosofia anti mercato” non credo che Corbyn ce la abbia; tutt’altro, come tutti gli inglesi al mercato ci tiene un bel po'; il fatto è che c’è mercato e mercato; se il mercato suscita una crescita economica equilibrata per tutte le classi sociali ed in tutti i territori, bene; se invece i frutti arrivano “ai pochi” e non “ai molti” vuol dire semplicemente che nel mercato qualcosa si è sfasato e va rimesso a punto, anche perché così è socialmente insostenibile e rischia prima o poi di schiantarsi spontaneamente.
    • Gianni De Fraja Rispondi
      Un paio di correzioni. Il colore rosse è sempre stato in auge al congresso dei laburisti. Qui: https://i.pinimg.com/originals/1c/02/89/1c02893bb5b634b273ed603df93dd9c9.jpg si vede una foto di Tony Blair che saluta anche con il pugno alla fine del suo discorso. Il congresso del Labour si chiude storicamente con tutta la sala che canta: quando invece di Bandiera Rossa, We shall overcome, o Things can only get better, il coro è l’ossessiva ripetizione del nome del leader, la definizione culto della personalità è corretta, e Corbyn la incoraggia. Corbyn non crede nel mercato: l’ha detto più volte, e le sue proposte, quali il blocco degli affitti, sono antimercato.