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  1. Maurizio Cocucci Rispondi
    Condivido l'analisi degli autori, la riforma presenta luci ed ombre però nel complesso è un passo avanti per migliorare il sistema bancario italiano.
  2. Marcomassimo Rispondi
    Il solito siluro dalla Germania a cui la vivacità manifatturiera italiana, che resiste nonostante tutto, deve andare proprio di traverso
  3. Matilde Strippini Rispondi
    La parola d'ordine è gradualità! Se la BCE ha avuto il merito di far uscire da dietro le tende la fragilità di diverse banche italiane, con questa ulteriore manovra molti non la pensano piu cosi. Non mi sembra condivisibile né il contenuto né la tempistica. Manovra che si aggiunge ad altri "corridoi" di prossima introduzione. Non esiste una ricetta unica, risolutiva e immediata che valga per tutti i crediti non performanti. Ci vuole tempo e capacità di analisi, anche delle sfumature. Non è possibile recepire questa norma cosi "profonda" senza prevederne una gradualità . Vengono messi a rischio tutti gli attori economici, le banche, le imprese, i risparmiatori, lo Stato, aprendo il varco a sistemi deregolamentati del credito. Nello stesso tempo questa iniziativa sta riuscendo a mettere tutti d’accordo: sta diventando l’occasione per muoversi coesi verso un obiettivo comune che aumenti la consapevolezza dei propri margini di miglioramento ma anche di fare fronte comune nella necessità di protezione del nostro sistema in graduale uscita dalla crisi. Che almeno però non si neutralizzi questo sforzo!
  4. Piero Rispondi
    Giusto: ma perchè Bce e Vigilanza Europea in FrancoForte continuano a non veder la Bolla Derivati DeutchBank ed altra roba nelle Banche dei Landers ? Ed anche molte Francesi continuano a non esser Stranamente viste. Inoltre quando serve modificano pure gli Ias Ifrs sui Derivati in senso anti-prudenziale. Un giorno ci penserà il cosí detto Mercato a spazzare la regola (nn solo ingiusta ma pure inefficiente) dei "2 pesi 2 misure". Cosí parló SpeculaThor
  5. Rino IMPRONTA Rispondi
    Egregio Prof. le volevo porre una domanda: perché l'ABI o altra autorità competente in materia (tipo Banca d'Italia), non impone alle banche di consegnare la lista dei clienti assegnatari di fidi e ancora oggi risultanti inadempienti? Sarebbe un bel servizio a favore della clientela e del sistema. Grazie e cordiali saluti, Rino Impronta.
    • bob Rispondi
      ...fatto questo? Poi risultato effettivo e risolutivo?