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  1. Savino Rispondi
    Il Bitcoin più che una bolla è una balla. Quando le condizioni economico-sociali fanno terminare le banconote reali dalle tasche, la speculazione transazionale e transnazionale si aggrappa al portafoglio virtuale. La cattiva educazione finanziaria dei singoli, delle banche e delle istituzioni fa il resto.
  2. Edoardo Borgioli Rispondi
    Il bitcoin è mera speculazione, lo stanno comprando coloro che vogliono fare tanti soldi e alla svelta. Essendo sulla bocca di tutti capita anche su quella di chi, vedendo un trend enormemente positivo, compra senza reale motivo. Non vedo a cosa possa servire una moneta globale se non basata su trattati internazionali, con scadenza di quantità e senza applicabilità sul commercio off-line, dove ancora gira la maggior parte del mercato. Può esistere un futuro con criptovalute e/o monete globali, ma il bitcoin non è adatto, per costituzione e in quanto in larghissima parte è in mano a personaggi di dubbia onestà o riciclatori. Il bitcoin è un oggetto ancora piuttosto complicato, messo in mano a chi non lo sa usare. O cambia o così non può che essere una gigantesca bolla.
  3. Daniele Rispondi
    Che qualsiasi moneta sia una "bolla" e' un affermazione alquanto discutibile. Le valute che hanno uno Stato dietro non sono "bolle", dato che lo Stato impone tasse in tale valuta, e impone che vengano accettate per la risoluzione dei debiti. Bitcoin lo e' (seguendo la definizione di Monacelli) perche' non ha uno Stato alle sue spalle. L'Euro, il Dollaro, lo Yen, eccetera, non lo sono perche' sono necessarie a pagare le tasse e utili a estinguere i debiti.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Mi associo al primo comento. Il più importante criterio dell’analisi ‘scientifica’ non è la quantità dei dati statistici né la complessità degli algoritmi, ma la chiarezza dei concetti. Bravo!
  5. GB Rispondi
    La teoria della bolla è parzialmente sostenibile dato che, il mercato delle criptovalute, che sono oltre 1000 al momento, molte dele quali nate solo per speculare sulla scarsa cultura finanziaria degli investitori. Il boom delle monete virtuali, con capitalizzazione di circa 145 miliardi di $ e scambi medi giornalieri di circa 5 miliardi di $, assomiglia per molti aspetti alla crescita sconsiderata della new economy (es fallimento ENRON nel 2001). Di fatto le oltre mille valute di cui sopra costituiscono l’evoluzione della rete e di terminali informatici che, con la loro potenza di calcolo, permettono di scambiare informazioni, denaro e molto altro senza il benestare di organi nazionali o sopranazionali; dunque essa costituisce una nuova forma di economia, di cui si sottovalutano gli effetti (positivi o negativi) sull’economia reale. Nei molteplici articoli apparsi in questi giorni su riviste nazionali e internazioni, il fenomeno in questione non viene classificato (a torto) come nuova forma di democrazia digitale, dove persone residenti in continenti diversi scelgono di scambiare merci e servizi con una valuta comune non classificata/gestita da nessuna banca centrale. Infine segnalerei il ritardo culturale delle banche nel tentare di gestire il fenomeno e trarne vantaggi economici. Tali vantaggi sono stati invece colti da diverse società che offrono strumenti di pagamento, utilizzabili presso un qualsiasi ATM o POS, i quali offrono la possibilità di ricaricare gli stessi con Bitcoin.
  6. Moreno Rispondi
    Un'analisi assolutamente lucida. Il valore intrinseco di bitcoin è legato al suo essere la prima forma di registro dI pagamenti condiviso, universale, disintermediato e resistente alla manomissione. Si parla ancora poco di blockchain per il grande pubblico e forse non se ne parlera mai, ma potenzialmente è un'innivazione che potrebbe avere una portata simile a quella della partita doppia.
  7. Simone Ventura Rispondi
    Ok. Allora il mercato dell'oro è una volta che dura da più di 5000 anni. Non fa una piega.
  8. Massimo Matteoli Rispondi
    Non sono un economista, ma non mi pare che si possa definire il "bit coin" una moneta, Gli manca l'elemento fondamentale, cioè il "valore legale" di mezzo di pagamento garantito dallo Stato. La differenza non è da poco, perché significa che il bit coin valgono solo quello che chi li compra è disposto a pagare. E non mi dite che questo avviene anche per le monete ufficiali, perché a differenza dei bit coin i miei creditori (almeno sul mercato interno) quelle non le possono rifiutare. Le criptomonete rappresentano, perciò, la situazione perfetta per lo scoppio della bolla, non avendo alcuna utilità intrinseca che non sia il sostanziale anonimato dei pagamenti. Pregio che in tempi così agitati come gli attuali può facilmente diventare un peso insopportabile. Alla fine qualcuno rimarrà con il cerino in mano.
  9. Elvis Crespi Rispondi
    Eccelso articolo professore. Penso anch'io che una bolla non debba necessariamente scoppiare. Il problema del Bitcoin sarà che, essendo un asset limitato, non verrà visto come mezzo di scambio ma, piuttosto, come strumento sempre più prezioso e speculativo.
  10. Lorenzo Rispondi
    Trovo più interessante soffermarsi sulla dinamica di crescita davvero improbabile del Bitcoin. Come si spiega? A mio avviso 1. il QE, la madre di tutte le aberrazioni. 2. la teoria secondo la quale più una bolla è vicina / ha probabilità di esplodere più deve compensare con dei rendimenti elevati i suoi detentori. 3. i cripto-locker , che ne alimentano la domanda.
  11. Salvatore Ladu Rispondi
    Una domanda sull'offerta di Bitcoin (gioco di parole non voluto): è vero che, anche se completamente prevedibile, il tasso di crescita è descrescente nel tempo, fino a quando un giorno non sarà più possibile "stampare" Bitcoin? Cosa ci dice la teoria economica su una situazione del genere? Grazie.
  12. Andrea Rispondi
    Evidentemente non ha ben compreso l'innovazione: poter scambiare valore su internet con protocolli elettronici con controparti sconosciute e senza necessità di terze parti, nel rispetto della privacy è una innovazione senza precedenti. Bitcoin e la blockchain sono la rivoluzione che è in grado di cambiare il mondo. Il bitcoin è per la prima volta un bene digitale scarso e vivendo nell'era digitale come si può dire che valga zero. La proof of work sulla quale è messa in sicurezza, basata sulla blockchain consuma energia e da ciò deriva anche un valore di produzione intrinseco. L'unica cosa che vale veramente zero è la moneta fiat che abbiamo nel portafoglio mentre quella elettronica è di proprietà della banca avendo noi unicamente un diritto di credito. Non siamo più proprietari nemmeno dei titoli azionari che smaterializzati sono stati obbligatoriamente presi dalle banche. La blockchain consentirà nei prossimi anni di conservare valore e di scambiarlo senza necessità di intermediari parassiti e centralizzato. Chi non ha compreso questi concetti evidentemente perché parte di un sistema in via di dissoluzione tenta vanamente di fermare il progresso.
  13. Giuseppe Bresin Rispondi
    come sempre, riesce a fare un'analisi molto lucida usando un linguaggio accessibile anche ai profani. l'ho sempre considerata uno dei migliori docenti e ogni volta che la leggo me ne convinco sempre di piu'.
    • Alessandro Rispondi
      Ma siamo proprio sicuri che si tratti di una Moneta e non di un asset finanziario altamente speculativo? O una cosa o l'altra e certamente, di fatto, è più la seconda che la prima. Forse più che essere, voleva essere una Moneta.
    • Calogero Rispondi
      Prof. ma cosi' torniamo ai classici. D'altra parte anche il valore 'intrinseco' e' stocastico, non capisco in che senso possa essere assunto come valore di riferimento. Secondo me il bitcoin potrebbe crollare in qualsiasi momento e se lo avessi sulla mia piattaforma potrei fornirle dei segnali, in pubblico ovviamente.