logo


  1. Savino Rispondi
    Non dobbiamo avere paura dell'euro forte. Più l'euro è forte, più siamo al centro dell'economia globale e più facile sarà risolvere i deficit degli Stati. Bisogna essere inflessibili sia verso il ritorno a monete statali, che verso l'introduzione di pseudo-monete virtuali, le quali, a mio avviso, inquinano l'economia ed il mercato, ponendo forti limiti di competitività a chi adopera le monete coniate.
  2. bruno puricelli Rispondi
    Desidero ringraziare il Prof. TERZI per la puntualizzazione circa l'osservazione del Presidente DRAGHI su altra moneta. Mi si è riaperta una speranza che da tempo consideravo persa.
  3. bruno puricelli Rispondi
    Colgo l'occasione per avanzare una mia vecchia idea datata gen 2011. Il limite di 1500 caratteri mi impone una sintesi che, spero, sia prodromica ad un approfondimento magari in occasione del convegno il 18 p.v 50 mlds/a gratis fino a 30 anni senza intaccare il debito è il richiamo necessario per il dibattito tra esperti, io sono un pensionato cl 1947. Ho la mia esperienza nel gestire il rischio mio e del mio team in settore operativi pericolosi. Aggiungo di operare sui derivati da 8 anni ed ho appreso a gestire le fasi di stress più di un normale lavoratore. La mia proposta è incentrata su un sottostante sul quale stampare titoli ad hoc che intesterei ai proprietari di immobili italiani(TDPII). Otterremmo i seguenti : SPUNTI RIASSUNTIVI Creazione gratuita di 50 mlds/a per 30 anni (1500 mlds in 30 anni); riduzione certa del debito pubblico di 13 mlds/a (400 mlds in 30 a); Temporanea ulteriore riduzione del debito di 10 mlds/a (300 in 30 anni) da restituire come premio ai proprietari cedenti il 10% della proprietà rapportato a 1/30° di proprietà per ogni anno; le società godranno di forte riduzione delle tasse (50 mlds in meno dopo il 5° anno); ci saranno almeno 12 mlds/a per investimenti pubblici aggiuntivi a quelli che il governo prevedrebbe senza codesta proposta; dal nono anno l’incasso dei 50 mlds/a risulteranno aggiuntivi subentrando ai 50 iniziali anno per anno (i 400 in circolazione manterranno gratis tale ritmo di autofinanziamento gr ..segue nella succesiva email
    • bruno puricelli Rispondi
      Seguito di " 50 mlds gratis/a per 30 anni"gratuito e quel che avanza/viene in più sarà manna); avremo un paese più sicuro e nuovi cittadini più acculturati e civili di oggi. Bisognerà prevedere un coinvolgimento dei 4 maggiori sindacati per un accordo salariale per un aumento di circa il 10 % da subito con dati certi (c’è parecchio grasso per gente che ha sofferto molto in tutti questi anni, ricordiamocelo) per almeno i primi 10 anni aggiornabili ogni 2 anni o in caso di particolari emergenze gravi. Deve apparire chiaro il vantaggio di chi lavora (qualunque lavoro) nei confronti di chi non lavora.
  4. Francesco Rispondi
    "Il presidente della Bce ha dissentito ricordando che la troppo bassa inflazione ha una causa precisa e congiunturale: la troppo bassa dinamica salariale, che potrà e dovrà accelerare con il consolidamento della ripresa": ecco appunto, qui si nasconde (e nemmeno troppo) la contraddizione: si sono fatte le famose "riforme" del mercato del lavoro proprio per dare maggior potere contrattuale alle imprese e abbassare il costo del lavoro (ritenuto troppo alto rispetto alla produttività nei paesi del sud europa) e ora ci si lamenta della bassa dinamica salariale ? Ci vuole un bel coraggio...che anni di riforme volte a precarizzare il lavoro avrebbero portato a questo risultato era ovvio...mettiamoci ora un bel po' di immigrazione e quindi maggiore concorrenza dal lato dell'offerta del lavoro e il gioco è fatto. Questa frase smaschera l'ipocrisia: la banca centrale non è e non è mai stata in grado di controllare l'inflazione specialmente nei periodi di crisi semplicemente perché non è vero che i prezzi sono determinati dalla massa monetaria in circolazione; l'unica cosa che controlla sono i tassi di interesse.
    • Virginio Zaffaroni Rispondi
      Penso che le riforme del mercato del lavoro abbiano inciso sul lato offerta (del lavoro) e sua flessibilità. Draghi invece auspica che a far da lievito agli aumenti salariali sia la domanda (di lavoro) messa in moto dalla ripresa. Spingere gli aumenti salariali dal lato offerta avrebbe forse significato più reddito per chi ha il posto ma tanti disoccupati fuori. Spingere i salari dal lato domanda può significare più reddito e meno disoccupati. Quanto all'inflazione, concordo parzialmente. Nel senso che vedo una asimmetria tra la politica monetaria restrittiva e quella espansiva. A me pare che funzioni meglio la restrittiva. Non potrò costringere il cavallo a bere (espansiva), ma di certo al contrario posso anche schiantarlo dalla sete (restrittiva).
      • Francesco Rispondi
        Sulla politica monetaria restrittiva sono d'accordo, un po' meno su questa storia della ripresa salariale dal lato della domanda di lavoro: una volta cambiate le regole in maniera smaccata a favore delle imprese, è illusorio pensare che la ripresa determini un aumento dei salari secondo me...il bacino di disoccupati a disposizione delle imprese, unito alla massa di immigrati che si vuole far entrare in Italia costituisce un grosso esercito di riserva a favore del padronato...la vedo molto molto dura...l'idea che una minor flessibilità avrebbe prodotto più disoccupazione è tutta da dimostrare e mi sembra che persino FMI, Blanchard e svariati altri economisti abbiano rivisto questa posizione, flessibilità e tassi di occupazione non sono correlate...