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  1. Nicolò boggian Rispondi
    Le partecipate dovrebbero avere organizzazione e regole assolutamente diverse dalla PA altrimenti non hanno senso di esistere. La legge deve dare orientamenti generali e non fare micromanagement altrimenti toglie valore e autonomia a manager e personale. Al limite si può prevedere una diversificazione che premi con più autonomia le realtà virtuose e punisca con più limiti quelle meno virtuose. Sui limiti alle assunzioni penso che bisognerebbe innanzitutto incentivare l'uscita dei dipendenti e manager non adeguati e sostituirli con profili che vengano da mercato e dalle precedenti procedure selettive, se fatte bene. Sbagliato pensare di contenere i costi eliminando il turn over. Un corpo grasso che deve dimagrire non lo fa smettendo di alimentarsi. I concorsi pubblici vanno profondamente rivisti così come le regole di approvvigionamento che ad oggi portano a scegliere i meno peggio e non i migliori
  2. fabio gino Capocaccia Rispondi
    domanda: è stato codificato il principio per la PA che l'approvazione di due livelli diriganziali è necessaia-sufficiente per la validità di una delibera? e per lo scarico di responsabilità per il terzo livello?
  3. Marinella Sichi Rispondi
    Non siamo in mezzo al guado, siamo in mezzo alle rapide, con il risultato che da ogni parte si imbarca personale ad eccezione di chi ha vinto un "Concorso": prove preselettive ecc. Il personale reclutato in base a regole poco trasparenti é meno preparato e quindi più duttile alle esigenze del politico o del dirigente. Il buon andamento della PA lo possiamo rinviare ad un prossimo futuro.