logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Ottima informazione su questo fondo di solidarietà UE di cui l'Italia ha finora beneficiato della metà delle risorse. Sarebbe interessante come esattamente sono stati spesi questi contributi, chi decide e chi controlla. Il paese è terra prediletta dell'abusivismo, ma le calamità naturali ci saranno sempre, anche se tutto fosse costruito a regola. L'Italia è purtroppo anche un territorio molto esposto ai sismi e alle frane e mi domando perché non si è pensato di sviluppare per esempio con i fondi UE un centro di expertise, per es. a Aquila, per tutto quello che riguarda il lavoro post-calamità, coprendo numerose professionalità. Meglio investire soldi pubblici in una struttura di studio, di gestione e di controllo che disperdere gli stessi mezzi in numerosi mini-progetti di cui spesso non si sa se usano il vantaggio in modo appropriato.
  2. Savino Rispondi
    L'Italia non ha mai fatto la sua parte: nè come società civile, nè come Stato. Cittadini anarchici, col desiderio di sentirsi superiori ad ogni regola, politici - assetati di consenso e potere - pronti ad assecondarli, burocrati smaniosi di possedere solo lingotti d'oro e bustarelle di danaro. Le sempre più rare mosche bianche vivono isolate e sono, spesso, costrette a lasciare il Paese.