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  1. bob Rispondi
    caro Borga maneggiare le statistiche e i dati che ne conseguono è come maneggiare la nitroglicerina. Si dovrebbe per onestà intellettuale sostenere che la statistica non è una scienza esatta almeno in termini puramente numerici, ma una scienza " che raccoglie dati" per indicare un processo, una proiezione, una strategia. Quindi il problerma non è la statistica di per se, ma di come questa scienza viene utilizzata. Quando un sommo ingegnere progetta nei minimi particolari un palazzo ci sarà sempre un modestissimo muratore che lo riporterà con le sue modifiche con i piedi per terra...in pratica i dati non sono la realtà...mai!
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Tuttavia i dati sono uno dei modi migliori per leggere la realtà, se ben interpretati. E Sgarbi non ci va nemmeno vicino: per questo il fact-checking.
  2. Savino Rispondi
    Facciamola finita con questo giochino, che non fa ridere, del fatto che aumenti la disoccupazione e, allo stesso tempo aumentino i disoccupati. Una giornata di lavoro con annessi contributi è solo 1/365 annui e non può valere un conteggio ai fini statistici su base annua. Finiamola di prendere in giro la gente.
  3. ALESSANDRO Rispondi
    SGARBI HA SEMPRE RAGIONE
  4. Fabio Rispondi
    A me invece sfugge perché una "voce" che dimostra coi fatti di essere autorevole, studi le dichiarazioni di un signore condannato per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato. Sono peraltro noti i casi di plagio quando scrive di arte. Non si può fare di tutt'erba un fascio, perché un personaggio è pubblico, anche perché sono decine le dichiarazioni nelle quali invita a non pagare le tasse, perché immorale.
    • francesco daveri Rispondi
      Il video di Sgarbi ha avuto 500 mila visualizzazioni. Solo una parte di chi ha visto il suo video legge lavoce.info. Comunque spiegare nel dettaglio dove e perché Sgarbi sbaglia ha un suo perché.
  5. enrico Rispondi
    Ricordato brevemente che ai numeri si può far dire tutto ciò che si vuole, segnalo che alcuni studenti, non tutti, si iscrivono alle liste dei disoccupati non perché stiano cercando un lavoro, ma per ottenere agevolazioni nelle future assunzioni. Come faccia l'Istat a sapere se io stia cercando un lavoro oppure no, proprio non lo so.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Enrico, ecco la spiegazione dal sito di Istat: "Le informazioni vengono raccolte dall'Istat intervistando ogni trimestre un campione di quasi 77 mila famiglie, pari a 175 mila individui residenti in Italia, anche se temporaneamente all'estero. Sono escluse le famiglie che vivono abitualmente all'estero e i membri permanenti delle convivenze (istituti religiosi, caserme ecc.). Negli anni l'indagine è stata più volte rinnovata per tenere conto, da un lato, delle continue trasformazioni del mercato del lavoro, dall'altro, delle crescenti esigenze conoscitive degli utenti sulla realtà sociale ed economica del nostro paese. L'ultima modifica è stata avviata all'inizio del nel 2004 in linea con le disposizioni dell'Unione Europea. L'attuale rilevazione campionaria è continua in quanto le informazioni sono raccolte in tutte le settimane dell'anno e non più in una singola settimana per trimestre."
  6. Savino Rispondi
    Avere l'ISTAT sotto l'egida della Presidenza del Consiglio lo rende meno credibile ed obiettivo. Calcolare solo chi è iscritto ai CPI o solo chi cerca attivamente il primo lavoro o un nuovo lavoro esclude intere categorie, dai neet agli studenti universitari, agli specializzandi a chi tenta la fortuna dei concorsi pubblici. Sgarbi non è una capra, ma è il sistema delle politiche attive del lavoro ad essere incapace persino di contare le sue pecorelle.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Savino, in realtà l'organizzazione di Istat è più complessa e, a mio parere, non può essere definita nei fatti "sotto l'egida della Presidenza del Consiglio". Qui trova qualche informazione: http://www3.istat.it/istat/organizzazione. Grazie del suo contributo!
      • Savino Rispondi
        http://presidenza.governo.it/AmministrazioneTrasparente/EntiControllati/RappresentazioneGrafica/Istat.pdf
  7. Aldo Di Fabrizio Rispondi
    Faccio solo una precisazione: esiste una differenza non ISTAT tra gli inoccupati ed i disoccupati: l'inoccupato è chi non ha mai lavorato; il disoccupato è chi ha lavorato ed ora è senza lavoro. Inoltre ci sarebbero anche i sottoccupati. Anche se queste definizioni esulano dagli scopi ISTAT sono importanti per capire. Giusto sig. Borga?
  8. Rainbow Rispondi
    Non e'la prima volta che Il tuttologo Sgarbi dice sciocchezze in materia Economica,che non e'proprio il suo campo. Nessun analista serio prende in considerazione le sue opinioni in materia economica tranne Lilli Gruber che continua ad invitarlo ad Otto e Mezzo per parlare anche di politica economica.
  9. Moreno Rispondi
    Se i due tassi (occupazione e disoccupazione) hanno lo stesso denominatore (forza lavoro) che secondo quanto indicato corrisponde alla somma dei due numeratori, perché la somma dei due tassi non fa 100%?
    • Paolo Rispondi
      Forse c'è un refuso: tasso di occupazione ed il tasso di inattività hanno come denominatore la popolazione di riferimento, non la forza lavoro.
      • Lorenzo Borga Rispondi
        Gentili Moreno e Paolo, vi ringrazio per la segnalazione. Ora il testo è corretto.
  10. Paolo Gelain Rispondi
    Caro Lorenzo, come sempre un bell'articolo. Si potrebbe "rincarare" la dose sul buon Sgarbi facendo un fact-checking sulle sue dichiarazioni in merito al prezzo dei ghiaccioli (si trovano per esempio in un intervento a piazzapulita) che egli usa per criticare l'euro. È chiaro che Sgarbi confonde il prezzo di un singolo bene con il livello generale dei prezzi.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Paolo, grazie degli apprezzamenti. Secondo un meccanismo di rotazione ed alternanza cerchiamo di non verificare le dichiarazioni di un unico personaggio più volte in un solo mese. Di certo in futuro non mancheremo di verificare nuove dichiarazioni dubbie, anche di Sgarbi.
  11. Emanuele Improta Rispondi
    Credo che lei non abbia capito il concetto sotteso al video di Sgarbi: il quesito che si pone è come sia possibile che ci siano minorenni che cerchino lavoro ma sopratutto come sia possibile che fino ai 24 (età alla quale ci si dovrebbe laureare) ci siano così tante persone che cerchino attivamente lavoro. Il dato che andrebbe analizzato è il tasso di disoccupazione tra i 25 e i 30 anni, questo farebbe capire qual è il polso della situazione lavorativa giovanile.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Emanuele, Sgarbi dice "molti giovani che studiano sono disoccupati". Lo prendiamo alla lettera.