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  1. Henri Schmit Rispondi
    E molto interessante il confronto delle tre "soluzioni", Limitando il discorso ai primi due casi, ultimi nel tempo, c'è da chiedersi perché né Intesa né un altro istituto abbia inizialmente voluto comprarsi una o più delle quattro (popolari e casse) più due (venete) banche locali in dissesto. Non saprei giudicare (ignorando le circostanze e le condizioni delle subordinate, delle sofferenze e delle altre rischiosità spagnole), ma ho il sospetto che una ragione determinante per non considerare una tale soluzione sia stata la situazione esplosiva delle subordinate (emesse in parte dopo l'inizio della crisi mondiale del debito, in conflitto d'interesse, presso la propria clientela retail, per tamponare/occultare la situazione pregressa). Se ci fosse qualcosa di fondato nel mio sospetto, sarebbe gravissimo per il sistema e per la vigilanza italiana. Sarebbe comunque opportuno chiarirlo piuttosto che procedere all'ennesimo occultamento della realtà. La serie è pressoché la seguente: crisi mondiale sub-prime e debito, sofferenze italiane, stato patrimoniale, emissioni subordinate fraudolenti, rivalutazine delle sofferenze, dissesto, soluzioni ibride (privato-pubblico) Atlante, liquidazione fallimentare, intervento pubblico in particilare attraverso le garanzie a Intesa.