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  1. Savino Rispondi
    Per poter tornare ad assumere in modo stabile bisogna poter cominciare a licenziare chi non è produttivo e chi non ci tiene al proprio posto di lavoro, sia nel pubblico che nel privato. Inaccettabile, di fronte a tanta disoccupazione continuare ad assistere a furbetti del cartellino, maestre che maltrattano bambini, infermieri che maltrattano anziani e malati, medici che fanno il doppio lavoro o che fanno quello che gli pare, furti nelle aziende da parte di dipendenti, sindacalismo spregiudato. Chi non si comporta bene va via e lascia il posto ad un disoccupato da tempo in attesa.
    • roberto Rispondi
      dimentica che renzi ha cancellato l'art. 18 e lo statuto dei lavoratori.. ora le aziende possono licenziare ed assumono solo con contratti a termine....
    • Vittorio Rispondi
      Sarebbe bello anche avere una strategia di lungo periodo, un piano industriale, ordini e commesse da clienti in Italia e nel mondo, questo spingerebbe un'azienda ad assumere, altrimenti se la produzione non aumenta cosa mi spinge ad assumere più gente?
  2. Michele Rispondi
    Interessante articolo che conferma diagnosi note e prognosi che stentano ad affermarsi. I driver a lungo termine della TFP sono noti: scelte strategiche delle imprese, capacità imprenditoriale e organizzativa, capitali ed effetto sistema. Tutte risorse che scarseggiano nelle imprese italiane che ben più volentieri si dirigono verso settori protetti dove quello che conta è il rapporto con il regolatore.
  3. Paolo Gelain Rispondi
    Articolo molto interessante. Sarebbe anche interessante valutare l'impatto delle produttivitá dei singoli fattori. Mi sembra che sia quella del lavoro la produttivitá che maggiormente ha impattato sul PIL (Daveri ha scritto su tale argomento). Mi sembra poi che ci sia un typo nella frase "Il crollo nella capacità di impiegare efficientemente i propri output sperimentato dall’economia...". Intendeva INPUT?
    • Aldo Mariconda Rispondi
      Condivido e mi domando: cosa sarebbe l'economia italiana se avessimo un governo possibilmente di legislatura, un parlamento più agile e una selezione della classe politica almeno come in Francia, poche leggi ma chiare (ora 10 volte la Germania e 5 gli UK), burocrazia snella e manageriale più che giuridico/formale, meno tasse e vincoli all'impresa, Mercato, Concorrenza e Merito a 360°, Ricerca maggiore. Wishful thinkong?
      • bob Rispondi
        ...quello che lei sostiene forse, con tutte le storture che ci sono state, lo abbiamo avuto nel dopo guerra fino agli anni '60. Comprendo che i periodi storici sono diversi. Ma oggi parlare di "economia italiana" in un sistema-Paese che non esiste più credo sia inutile. La memoria italica si sa quanto è labile, non ci ricordiamo neanche di quello che abbiamo cenato ieri sera. Dimentichiamo 30 anni di favole dove i"miseri bidelli" hanno preso il posto di discreti professori, curando e facendo crescere "l' orticello locale" unico spazio nel quale si sanno muovere . Adesso con la bacchetta magica si vuole pensare a progetti, politiche di lungo termine. Un patetico Paese chiuso su se stesso, ridicolo e quindi inutile pensare " cosa saremmo se avessimo"