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  1. Michele Buonerba Rispondi
    L'analisi è pertinente e penso che sia necessario intervenire affinché si possa rivedere il sistema contrattuale semplificandolo sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. A mio parere dovremmo cercare di introdurre un sistema che permetta di rendere la contrattazione territoriale di primo livello. i contratti nazionali, seppur dando risultati migliori rispetto ad altri paesi, mediamente vengono rinnovati con 36 mesi di ritardo dalla scadenza. Secondo lei, per rendere la contrattazione più semplice e quindi esigibile, sarebbe necessario dare attuazione all'art. 39 della Costituzione attraverso una legge? Nel caso lo ritenesse importante, quali dovrebbero essere i parametri da prendere a riferimento per misurare la rappresentatività?
  2. Luigi Morandi Rispondi
    Le vie per diminuire il costo orario e aumentare il netto sono diverse. Alcune vanno per la maggiore. Ne segnalo una che va per la maggiore: la cd "trasferta italia"- sotto la voce trasferta, che è detribuita e defiscalizzata, vanno quasi tutti gli straordinari con l'accordo aziende e lavoratori. Accordi che valgono fino al licenziamento e dimissione quando vengono spesso richiesti dal lavoratore all'azienda. Per quanto riguarda il sotto inquadramento, fenomeno diffuso nelle piccole e medie aziende del sud, e non solo, é così difficile per l'inps verificare i dati difformi dalla media nelle denunce retributive coì come eventuali scatti di anzianità non retribuiti ? l'uso di buone analisi dei big data dell'inps con l'ausilio di esperti hr permetterebbe almeno di capire il fenomeno per poi avviare controlli e cercare soluzioni.
  3. Marco Esposito, giornalista Il Mattino Rispondi
    Occhio al potere d'acquisto regionale L'Istat da alcuni anni calcola le soglie di povertà differenziandole per potere d'acquisto ma lo fa attingendo ai medesimi dati utilizzati per l'indice di prezzi. Misurando cioè i prodotti più venduti in ciascun territorio per ciascuna tipologia. Ma il prodotto più venduto è sovente il più economico in un'area a basso reddito e il più di moda in un'area agiata. Quindi i confronti territoriali sono viziati. Inoltre i percettori di reddito al Sud sono molti di meno in rapporto alla popolazione e quindi devono sostenere spese maggiori (con l'aggravante dei minori servizi pubblici erogati). Non dico che ciò infici tutto il ragionamento, ma...
    • Andrea Garnero Rispondi
      Grazie, il confronto va sicuramente fatto cum grano salis e nell'analisi ha solo un valore descrittivo (nessuna implicazione di policy in sé e per sé) che ritengo verosimile.L'indice di Kaitz (la terza mappa nel primo grafico) è una misura diversa ma dà lo stesso messaggio.
  4. Enrica Baccini Rispondi
    interessante prospettiva. Professore lei ha un dato aggiornato sul tasso di copertura dei contratti collettivi sul totale dei lavoratori in Italia ? su i 25,7 milioni di persone che lavorano quanti sono coperti da un contratto collettivo ? grazie !
    • Andrea Garnero Rispondi
      A seconda della fonte che si usa, la copertura formale rimane tra l'80 e quasi il 100% (principalmente grazie all'interpretazione dell'articolo 36 della Costituzione che di fatto estende a tutti i lavoratori la copertura degli accordi). Questi dati mostrano però che siamo ben lontani da una copertura effettiva a quei livelli.