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  1. Carmelo Catalano Rispondi
    Ma il dubbio che la BCE non abbia, nelle attuali condizioni dell'eurozona e stante il divieto di finanziare spese in deficit, alcun controllo sull'inflazione, non sfiora nemmeno la mente dell'autore dell'articolo?
  2. Savino Rispondi
    Troppo riduttivo pensare che l'uscita dalla crisi sia solo una questione di manovre di politica monetaria e finanziaria. Draghi fa il suo da parecchi anni, ma anche tutti gli altri protagonisti dovrebbero fare il loro. Occorrono scelte sia terapeutiche che di lungimiranza. Nuove politiche fiscali, nuove politiche di abbattimento del debito e di riduzione delle spese inutili, nuova costruzione dei sistemi di welfare, nuove politiche per la creazione di posti di lavoro, che mettano al centro sia la dignità della persona che l'obiettivo collettivo della produttività, nuove politiche per i giovani, le famiglie di nuova istituzione, per chi si propone di eseguire nuove mansioni o per chi deve lavorare saltuariamente. Oltre a rimedi per le povertà crescenti e per l'integrazione ai nuovi flussi migratori. La crisi dura da 10 anni circa, corrispondente al periodo delle due guerre mondiali del '900 messe assieme. Non mi capacito all'idea di come abbiamo fatto a ridurci in queste condizioni di stato brado. Per quanta umana pazienza si possa avere, non è accettabile continuare ad assistere alla declassificazione dei problemi.