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  1. Stefano Rispondi
    E’ già ufficiale che l'aliquota IVA agevolata passerà, nel 2018, dal 10% all’ 11,5% , nel 2019 al 12% e dal 2020 al 13% e per l’aliquota del 22%, dal 2018, al 25% e poi nel 2019 al 25,4% ?
  2. Henri Schmit Rispondi
    Molto interessante e preciso. Non mi convince tuttavia l'argomento centrale contro un aumento dell'aliquota standard della proposta IBL perché implicherebbe, secondo l'autore, un rischio di maggior evasione e quindi di maggiore VAT gap. Dubito perché la DK e la SE (paese inventore dell'IVA) hanno l'aliquota standard più alta del campione, ma presentano stabilmente un VAT gap fra i più bassi (la DK in linea con la media virtuosa, intorno al 10%, la SE miglior performer incontestato) e un ottimo "actionable exemption gap" (allegato p. 53). Non è l'aliquota ma la VAT politicy il fattore principale del VAT gap: l'IVA italiana è un giungla, le frodi sono tante e l'erario perde ogni anno introiti ingenti - in parte per colpa propria, per aver creato lui stesso i presupposti dei comportamenti illecti - mentre i furbi e i loro complici spesso rimangono impuniti.
    • Dario Rispondi
      Premesso che a pagare l'IVA sono sempre i soliti. Un aumento ulteriore premierebbe solamente gli evasori. Perchè non si pubblicano degli studi sui maggiori introiti da un incremento dei controlli o della loro efficacia? L'IVA va presa da chi non la versa, non è giusto tartassare sempre i soliti. Il 25% è veramente tantissimo. Considerate anche che in molti settori i punti prezzo al pubblico dovranno rimanere gli stessi. Quando un consumatore fa un acquisto ha già in mente un budget di 10-15-20-50€ (non 11, 21,50 o 52...) molti negozianti saranno vincolati a rispettarli comunque facendosi carico della maggiore imposta e di fatto impoverendosi. Perchè non studiate dei meccanismi che generino un sistema premiante per chi fattura/scontrina e versa regolarmente? Volete aumentare al 25%? A fine anno ridate alle imprese o ai liberi professionisti il 2-3% esentasse a rimborso. Così si incentiverebbero le pratiche sane e oneste.
      • Giorgio Rispondi
        è vero che da un lato i commercianti si impoverirebbero perchè, come dice lei, dovrebbero farsi carico della maggiore imposta sul valore aggiunto, tuttavia andrebbero ad arricchirsi grazie all'aliquota irpef più bassa. Quale dei due effetti vada a prevalere io non sono assolutamente in grado di dirlo, ma magari qualche economista può provarci.
      • Henri Schmit Rispondi
        Concordo: un'IVA più alta è ha effetti negativi che un'IVA più bassa ha meno, e soprattutoo un aumento dell'IVA è sempre doloroso e dannoso. E concordo con lo spirito dell'articolo. Dico solo che a giudicare dai dati di confronto fra paesi UE (Svezia e Danimarca, inparticolare) forniti dall'autore in allegato si evince che la conclusione circa la causa dell'evasione (VAT gap) non è il tasso dell'IVA , ma il VAT policy gap, cioè la giungla delle regole e contro-regole, un certo arbitrario nell'applicazione, una discreta inefficienza nei controlli e nelle sanzioni. Il VAT gap non è creato solo dall'evasione degli artigiani, dei commercanti e dei professionisti, ma anche da mega-frode organizzate da grandi operatori. In Italia (VAT gap 30%) sono purtroppo molto numerose, in Svezia (IVA 25%, VAT gap meno del 2%) non esistono. Dovrebbe far riflettere.