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  1. Oscar Piazza Rispondi
    Riguardo all'offerta dei 15 euro, non era offerta a tutti ma era condizionata allle a zioni acquistate in un determinato periodo cordiali saluti
  2. Lucia Rispondi
    Qualcuno mi spiega all'atto pratico cosa succederà a chi possiede azioni di Veneto Banca? Se ho ad es. 1000 pezzi è vero che il valore è azzerato ma contiunuerò ad avere 1000 pezzi o adesso svaniranno? C'è speranza in futuro che riprensa valore?
  3. Pier Giorgio Visintin Rispondi
    I possessori di subordinate de di azioni DEVONO sapere che corrono seri rischi. Invece non si è agito a sufficenza contro gli amministratori delegati e colleghi che sono stati fraudolenti.Sembra non si possa far nulla di serio perche queste parsone sono diventate NULLATENENTI! Tutto da ridere. Poi il bail-in sembra che coinvolga anche tutti i detentori di FIDI (imprese grandi/ piccole e artigiani) che dovrebbero rientrare con i Fidi. Cioè chiudiamo tutto nell'Italia nord orientale! ? Sarebbe stata la soluzione migliore?
  4. Henri Schmit Rispondi
    Testo corretto: Non mi sembra corretto assimilare le azioni alle subordinate. La vendita di una quota di capitale o un aumento di capitale, sottoscritto magari da un imprenditore indebitato con la banca (libero di finanziarsi altrove, magari a costi più alti, cioè di mercato), sono cose ben diverse dal collocamento presso la propria clientela retail, senza le sufficienti informazioni, con un pricing fuorviante, sotto la doppia benedizione di Consob e di Banca d'Italia, da parte di un istituto in gravi difficoltà ben occultate, in un periodo di anni posteriore all'inizio della crisi mondiale del debito iniziata alla fine del 2008. Con una subordinata (non convertibile) si può guadagnare solo la cedola, con un'azione il guadagno è illimitato. Sarebbe quindi giusto che anche il rischio di perdita fosse differenziato. Qua è possibile solo ragionare in termini generici, mentre quello che alla fine conta è quello che caso per caso è successo concretamente. Mi domando se per i subordinati non si dovrebbe chiamare in causa le autorità di vigilanza, quali co-responsabili solventi.
  5. Henri Schmit Rispondi
    Non mi sembra corretto assimilare le azioni alle subordinate. La vendita di una quota di capitale o un auSarebbe quindi giusto che anche il rischio di perdita fosse differenziato. mento di capitale, sottoscritto magari da un imprenditore indebitato con la banca (libero di finanziarsi altrove, magaria costi più alti, di mercato), sono cose ben diverse dal collocamento presso la propria clientale retail, senza le sufficienti informazioni, con un pricing fuorviante, sotto la doppia benedizione di Consob e di Banca d'Italia, da parte di un istituto in gravi difficoltà ben occultate, in un periodo di anni posteriore all'inizio della crisi mondiale del debito iniziata alla fine del 2008. Con una subordinata (non convertibile) si può guadagnare solo la cedola, con un'azione il guadagno è illimitato. Qua è possibile solo ragionare in termini generici, mentre quello che alla fine conta è quello che caso per caso è successo concretamente. Mi domando se per i subordinati non si dovrebbe chiamare in causa le autorità di vigilanza, quali coresponsabili solventi.
  6. Michele Rispondi
    Il decreto di salvataggio delle banche venete suscita parecchie perplessità. Perché non si è voluta applicare la BRRD? per motivi essenzialmente politici e di gestione del consenso? Vedremo in futuro la tenuta legale e costituzionale del decreto a cui seguiranno per anni parecchi strascichi legali.
    • Marco Rispondi
      il solito articolo scritto da qualcuno che non ha letto il decreto. Gli obbligazionisti subordinati innanzitutto dovrebbero avere precedenza nel rimborso rispetto agli azionisti. Secondariamente verranno rimborsati solo pochissimi risparmiatori in quanto il decreto pone dei vincoli stringenti per il rimborso.,...la tipica farsa all'italiana
      • giovanni spaliviero Rispondi
        Marco, non sono d'accordo con l'incipit del tuo commento. Questo articolo è l'unico che ho trovato finora che riassuma esattamente le conclusioni a cui sono giunto io dopo avere letto il decreto legge 25.6.17 n. 99: viene prodotta una gravissima disparità di trattamento tra azionisti "a loro insaputa" (io seguo un caso dove una persona ultra ottantenne, incapace di intendere e di volere sin dall'adolescenza, anche se non "certificata", si è vista addebitare, ovviamente a sua totale insaputa, una ingente somma in cambio di azioni di una delle due banche venete dal 2012 al 2015) e altri soggetti sottoscrittori "consapevoli" di bond senior o subordinati o degli stessi titoli azionari delle due banche venete. La stampa mainstream non è mai scesa così in profondità nel denunciare tale disparità di trattamento, creata con norme – quelle del DL 99/17 - in totale deroga alle leggi vigenti (prime fra tutte, la legge fallimentare e il testo unico bancario). Grande merito, pertanto, all'autore dell'articolo Andrea Zorzi, a cui vanno i miei complimenti. Giovanni Spaliviero