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  1. Michele Rispondi
    La liquidazione coatta amministrativa delle due banche venete è stato un escamotage per non applicare la BRRD, che a tutti i costi non si voleva applicare con motivazioni unicamente politiche di gestione del consenso. Questo mette una pietra tombale sull'idea dell'Unione bancaria. Chi si fiderà più di un paese che prima approva la BRRD, immediatamente dopo ne chiede modifiche sostanziali e al momento di applicarla fa di tutto per trovare scappatoie alla sua applicazione?
  2. Ciaone Rispondi
    I problemi delle banche venete sono stati il credito a pioggia per gli amici e, in seguito, il disegno criminale di gonfiare il capitale forzando i debitori a esporsi ulteriormente comprando azioni con altro denaro prestato senza garanzie. Tutta roba italiana. L'Europa non c'entra niente e fa benissimo a lasciarci nella palta finche' continuiamo a provare a fare i furbi. Dopo aver letto questa velina di regime, saluto lavoce.info e mi disiscrivo.
    • Henri Schmit Rispondi
      Critica in parte condivisibile, ma eccessiva perché mis-management, mis-lending e mis-selling nelle banche italiane oltre ai controlli nazionali inadeguati non escludono la possibilità di incongruenze europee.
  3. Savino Rispondi
    Cominciamo a caricare sulle spalle del Serenissimo Stato veneto indipendente le malefatte dei manger veneti d.o.c. di Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza.
  4. Marcomassimo Rispondi
    Non sono solo le banche, è tutta la finanza che è sregolata e tutti sanno che se non è lo Stato che regola bene la Finanza poi è la Finanza che regola lo Stato acquisendo potere ed influenza sostanziale; è quello che è successo negli ultimi vewnt'anni come vediamo tutti; la vera soluzione per le banche in difficoltà è solo una : "NAZIONALIZZARE"; si rileva una banca, la si risana e dopo qualche tempo la si rivende sul mercato; se la cosa è fatta bene gli azionisti ci perdono poco, i correntisti nulla e lo Stato magari ci guadagna pure sulla rivendita finale.
  5. Savino Rispondi
    Bisogna cominciare a pensare a forme alternative agli istituti per erogare credito. La fiducia nelle banche è persa, con la cattiva distribuzione del credito, in favore degli amici, con i titoli tossici e con l'infedeltà tra quanto comunicato ai clienti dagli sportelli e quanto realizzato. Considerato che la ricchezza c'è (sotto il materasso), si possono ipotizzare formule negoziali bilaterali o trileterali per prestare questa ricchezza soprattutto ai giovani che vogliono intraprendere nuove attività o comprare casa.
  6. Henri Schmit Rispondi
    Interessante e convincente. Un'osservazione sul problema delle obbligazioni senior vendute alla clientela retail della banca emittente, in periodo sospetto, in conflitto d'interesse e forse senza la dovuta informativa sul rischio effettivo: a prescindere dall'onere della prova (che con certi indizi può essere rovesciato), presumo che il punto contestato dall'UE sia il debitore pubblico del risarcimento; a priori spetterebbe ai colpevoli pagare i danni; all'interno della banca divisa fra acquirente e bad bank non ci sono però per definizione (burden sharing) più disponibilità; perché nessuno ha pensato di chiamare in causa gli organi vigilanza, che sono solo indipendenti (Banca d'Italia ha un patrimonio privato separato dall'erario), ma non irresponsabili? Si dovrebbe dimostrare il nesso fra presunta colpa di non aver vigilato adeguatamente e danno subito.
  7. gerardo coppola Rispondi
    il costo dell'intervento del fondo sarebbe stato di 10 miliardi ma non e' un costo il fondo si surroga ai depositanti fino ai 100000 euro ed entra nella liquidazione dell'attivo nella LCA del Tub. Invocate l'assicurazione dei depositi europei quando quella domestica abbiamo deciso di non applicarla alle due venete. Lunedi' Fubini su corsera ha illustrato l'enorme aleatorieta' della liquidazione inventata per le due popolari. Questo mi pare l'unico dato certo.