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  1. Marco perotti Rispondi
    10 anni sono pochi affinché un soggetto si senta completamente italiano e non abbia legami o simpatie per altri paesi come quello d'origine. Servirebbero almeno 3 o 4 generazioni.
    • Henri Schmit Rispondi
      Da almeno mezzo secolo gli Italiani all'estero ricevono la cittadinanza dopo appena 10 anni in media, divengono imprenditori, deputati, ministri. Perché? Perchè è giusto così. Quindi comportiamoci di conseguenza.
  2. Gianni Macchia Rispondi
    No grazie. 10 anni sono un modo per valutare il comportamento idoneo alla nostra società per chi viene, lavora e dimostra di volersi integrare. Gli esempi scelti, Regno Unito, Francia e Germania hanno problemi di integrazione enormi se comparati all'Italia, a dimostrazione che l'integrazione è inversamente proporzionale alla cittadinanza facile. No alla sostituzione etnica. Adesso basta.
  3. Cincera Rispondi
    IUS SOLI : SUGGESTIONE : CHI ENTRA IN ITALIA E' CITTADINO ITALIANO A TUTTI GLI EFFETTI DI LEGGE APPENA PASSATA LA FRONTIERA : QUANDO LASCIA L'ITALIA PERDE IMMEDIATAMENTE LA CITTADINANZA - CHI NASCE IN ITALIA E' AUTOMATICAMENTE ITALIANO AL COMPIMENTO DELLA MAGGIORE ETA' - TUTTI GLI STRANIERI RESIDENTI LEGALMENTE IN ITALIA CON FISSA DIMORA E CON UN LAVORO STABILIE HANNO DIRITTO DI RESIDENZA MA NON DI CITTADINANZA - SALVO CASI PARTICOLARI - E GODONO DEGLI STESSI DIRITTI E DOVERI DEGLI ITALIANI CON L'OBBLIGO DI PARLARE LA LINGUA ITALIANA
  4. Piero Borla Rispondi
    In ogni caso occorre rinforzare il personale addetto a queste pratiche; si può iniziare da questo, senza bisogno di una legge apposita. così come ammettere la presentazione anticipata della domanda, in modo che il decreto di concessione possa venir emesso appena compiuto il tempo richiesto dalla legge. Non vedo trattato il fenomeno della doppia cittadinanza; la rinuncia alla cittadinanza di provenienza dovrebbe consentire una corsia preferenziale per la concessione di cittadinanza italiana.