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  1. Matteo Rispondi
    Concordo in generale quando si parla di riduzione della pressione fiscale in un Paese supertassato come l'Italia, ma non ritengo corretto abbassare le imposte nel trasporto su gomma. Mi riferisco in particolare alle tasse sui carburanti, in quanto una loro riduzione andrebbe contro alla realizzazione di una "Environmental Tax Reform" nel nostro Paese e, di conseguenza, sarebbe contraria alle politiche ambientali che l'Italia si e' impegnata ad implementare in futuro.
  2. Savino Rispondi
    Professore, per un giovane neolaureato o creativo delle zone interne del sud, impedito nella mobilità e nella libera circolazione (libertà comunitaria e costituzionale) dalla carenza di infrastrutture viarie, ferroviarie, aeree e tecnologiche, la perdita è sia nella qualità della vita che nel potenziale di crescita. Non ha fatto nulla di male a nascere in certe aree eppure non è stato dotato nemmeno di ali di cartone per illudersi di poter volare.
    • Riccardo Rispondi
      Non ha tutti i torti. Poter arrivare a Salerno in 3 ore e mezza piuttosto che a Reggio Calabria in 12 ore incide sullo sviluppo economico di una città. Per esempio, posso programmare un weekend a Salerno, ma non posso far lo stesso a RC. Posso andare in giornata per lavoro a Salerno, molto più difficile far lo stesso a RC. Immagino che anche i costi di trasporto per una azienda siano ben diversi, così come la possibilità per la gente locale di spostarsi per lavorare. E questo vale anche per i treni regionali, non solo per l'AV: io tutti i giorni faccio 80km in treno per andare a lavoro, una infrastruttura funzionante e un costo sussidiato dalla regione sono requisiti indispensabili. In caso contrario non potrei spostarmi per lavoro. Come si monetizzano tutti questi benefici in una cost-benefit analysis?