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  1. Carmelo Quartarone Rispondi
    Il concetto di monopolio associato ai bitcoin non è assolutamente corretto. Per definizione il monopolio è la concentrazione dell'offerta del mercato nelle mani di un solo produttore, un requisito questo mancante per i bitcoin e per ogni altra valuta digitale, in quanto la produzione dei bitcoin è demendata ad un algoritmo eseguito fra una moltitudine di nodi interconnessi su internet con peso sulla produzione quantificabile nella capacità di hash generabili nel tempo. La ragione per cui i bitcoin hanno più successo rispetto alle altre criptovalute è data proprio da questa distribuzione frammentata della capacità produttiva e dal costo più elevato di energia elettrica impegnata per produrla. Questi due requisiti rendono l'algoritmo sempre più robusto da ogni possibile minaccia di controllo umano aumentandone il grado di sicurezza e affidabilità e di conseguenza l'espasione della platea di utilizzatori, quindi del valore stesso dei bitcoin come risorsa scarsa. L'aumento del valore e della platea di utilizzatori, per le caratteristiche proprie dell'algoritmo fa si che il profitto per i produttori dipenda sempre più dal numero di transazioni e dalle fee pagate per essi, fino a che la il valore della produzione diventi irrisoria come previsto dalle regole dell'algoritmo (dimezzamento della produzione ogni 4 anni). Ogni altra criptovaluta, per quanto innovativa possa essere, non può controbilanciare la forza attrattiva acquisita dai bitcoin..
  2. Marco Tamanti Rispondi
    Monopolio: è una forma di mercato, dove un unico venditore offre un prodotto o un servizio per il quale non esistono sostituti stretti (https://it.wikipedia.org/wiki/Monopolio). Per completare l'analisi bisogna capire quanto il bitcoin possa essere "sostituito". Ragionando in maniera differente, proviamo a capire cosa succederebbe in un caso estremo: un unico soggetto che arrivasse a possedere il 100% dei bitcoin circolanti. A quel punto si avrebbe un monopolio assoluto, ma si capisce facilmente che così il bitcoin perderebbe interesse. Il bitcoin non è un bene consumabile, ma di scambio e dunque solo il fatto di essere scambiato lo allontana dalle condizioni di monopolio. Potremmo avere dei casi di semimonopolio, dove un soggetto può detenere grosse quantità, riducendo il circolante ed alzando il prezzo. Nel momento in cui il soggetto passa all'incasso, si attua l'effetto contrario. In generale il prezzo del bitcoin sarà determinato da quante persone lo useranno semplicemente per speculare. Il bitcoin ha un grosso pregio (comune a tutte le monete): essere frazionabile. Se anche il 90% fosse in mano agli speculatori, il 10% circolante può comunque essere sufficiente alle transazioni richieste. In fondo tutte le monete sono volatili, solo che solitamente perdono valore. Provate a pensare al Bolívar venezuelano, o alla nostra vecchia Lira. Per concludere, ritengo che il bitcoin viaggi su un binario che non si incontra con quello dei monopoli.