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  1. Giuseppe Pistilli Rispondi
    È davvero singolare che nel paragrafo "Aspetti non ancora studiati" ci siano guarda caso le principali preoccupazioni di coloro che temono politiche più lasche in materia d'mmigrazione. Non sarà mica che coloro che si dilettano con le regressioni lineari hanno già una ben precisa idea politica sul l'immigrazione e vanno a studiare solo i dati da cui attendersi supporto alle loro convinzioni? Non ci sarà un po' di Bias? Che dite?
    • Stefano Rispondi
      Cosa probabile visto che i paper sull'immigrazione normalmente si occupano esclusivamente dei lati positivi senza mai guardare quelli negativi, concludendo poi che il quadro è positivo. Tra l'altro anche se considerassero i lati negativi, i modelli di regressione e distribuzioni normali sono inefficaci a descrivere la realtà. Il terrorista tra gli immigrati è un outlier, magari anche uno su un milione, ma l'impatto negativo sulla società è abnorme, onde fermarsi al dire "è uno su un milione, è improbabile" è deduzione fallace. Questa è la famosa lezione di Taleb sui Black Swans che nessuno nella comunità intellettuale ha imparato. Anzi, si è raddoppiato sugli stessi modelli che si focalizzano su valori medi e ignorano gli outlier. Le "fat tails" esistono, ma a nessuno importa finchè non crolla il mondo.
  2. Michele Rispondi
    Peccato che paesi più progressisti tipo GB, Francia, Svezia abbiano più problemi di integrazione dell'Italia, ma hanno lo Ius Soli. L'idea che lo Ius Soli favorisca l'integrazione è smentita dalla realtà. Ghetti (tipo Rosengaard, Molenbeek, La Chapelle a Parigi), alta disoccupazione e criminalità sono problemi molto maggiori nei paesi dello Ius Soli rispetto all'Italia. Per non parlare del terrorismo. Lo Ius Soli è inversamente proporzionale all'integrazione. Il PD vuole solo accalappiare voti. Ennesimo tradimento alla classe operaia. Voglio un referendum.
  3. Al Rispondi
    L'articolo sembra ribadire scientificamente quello che il 90% degli italiani intuisce anche senza dati: - Giusto accorciare i tempi per i figli di immigrati regolari (ius soli temperato) - Inutile (l'articolo non lo approfondisce nemmeno) lo ius culturae Pur essendo un sostenitore della cultura, e degli sforzi che richiede (sia io che mia moglie ci siamo laureati come studenti-lavoratori nei tempi previsti), non mi faccio prendere in giro neanche minimamente dalle sciocchezze dei buonisti. Ius culturae = Italia sala parto del Mediterraneo. Brutto da dire, ma è la realtà. Al contrario, agli stranieri che rispettano le regole e si integrano attraverso il lavoro regolare, va il mio rispetto e il desiderio di chiamare "italiani" i loro figli.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Oltre a, e forse prima di interessare l’economia politica o la sociologia, la cittadinanza e la naturalizzazione sono questioni di diritto. Le costituzioni liberali riconoscono alcuni diritti (DU) ai tutti gli uomini, residenti, rifugiati, turisti, e altri, quelli politici (DP), solo ai cittadini. Che cosa dà diritto ai DP? 1. Essere figlio di cittadini, magari nato e vissuto sempre all’estero? Se si, allora solo per effetto casuale dello ius sanguinis, o per errore. 2. Essere figlio di stranieri, nato in Italia? 3. Essere immigrato e residente stabile in Italia da 10 o più anni? A chi è nella situazione 2. o 3. l’ordinamento nazionale DEVE (in virtù di DU) riconoscere il diritto di poter chiedere la naturalizzazione per godere dei DP; sarebbe INIQUO non permetterlo o porre delle condizioni di sostanza o di procedura vessanti. È invece giustificabile esigere che l‘interessato 2. o 3. chieda espressamente la cittadinanza e dimostri certe conoscenze linguistiche, civiche e eventualmente culturali. Un’altra questione importante riguarda l’eventuale doppia cittadinanza sempre più diffusa, più accettata. Pochi anni fa il Lussemburgo ha cambiato la normativa sulla cittadinanza. Basta poca immaginazione e ricerca empirica per capire quanto in uno stato così piccolo e aperto la questione sia delicata, esplosiva. A LX tutti (?) trovano normale che chi sta nel paese da anni abbia il diritto di chiedere i DP. Numerosi cittadini, deputati e ministri hanno cognomi italiani e portoghesi.
  5. Marco Crippa Rispondi
    Praticamente un articolo inutile. Senza contraddittorio. Molto sotto il vostro standard.
    • Paolo Pinotti Rispondi
      Ben venga il contraddittorio ma non possiamo farcelo da soli ... attendiamo quindi Suo articolo in risposta al nostro.
  6. Celso Saresani Rispondi
    Per meglio conoscere gli effetti dell’immigrazione e della cittadinaza agli immigrati, ritengo molto utile per tutti (studiosi, politici, elettori) la lettura del recentissimo e ottimo rapporto del National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine: The Economic and Fiscal Consequences of Immigration. (2017) Washington, DC. The National Academies Press. doi: https://doi.org/10.17226/23550. L’indagine e le conclusioni riguardano gli Stati Uniti, ma i risultati della ricerca e le considerazioni finali mi sembrano valere anche per i paesi dell’Ue, Italia compresa, particolarmente per i quanto riguarda il positivo contributo alla crescita economica e alle entrate fiscali.