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  1. and Rispondi
    é cambiato il mind set delle nuove generazioni e gli stati non l'hanno ancora capito
  2. Federico Leva Rispondi
    Trovo comunque piuttosto contraddittorio dire da un lato che Corbyn non ha meriti per il recupero elettorale, e dall'altro che avrebbe potuto, da solo, fermare Brexit. Ovviamente non ci sono voci sopra le parti in tutto ciò, ma i beninformati e gli stessi ex oppositori interni di Corbyn sono piú generosi sulle sue abilità organizzative/tattiche. https://www.theguardian.com/politics/2017/jun/13/i-was-wrong-about-jeremy-corbyn-leadership-says-harriet-harman https://www.theguardian.com/politics/2017/jun/13/permanent-campaign-mode-jeremy-corbyn-lays-plans-for-labour-victory "Who’s responsible for organizing the campaign? It is the tight group around Corbyn himself" https://jacobinmag.com/2017/06/jeremy-corbyn-labour-party-paul-mason-austerity-theresa-may
    • Henri Schmit Rispondi
      L'analisi (anche dell'autore) è più articolata. Serviva un'alternativa più centrista, più mediana, per battere i Tories. Non sarebbe bastato sostituire Corbyn con un Miliband un arrampicatore come Manuel Valls; è più credibile un uomo di convinzioni come appunto Corbyn. Per battere l'arrogante, ignorante, poco affidabile per incoerente May serviva però qualcuno di meno estremista di Corbyn: non solo su questioni sociali ma anche sui metodi economici e di cooperazione internazionale per raggiungerli lui non era la persona adatta. Adesso che le stelle, pardon comete, di May e Trump stanno cadendo, questo discorso diviene sempre più chiaro: in UK solo i libdem rappresentano senza mezzi termini la preferenza della metà che ha votato remain. Ora che tutti si stanno svegliando all'alternativa fra lose hard o lose soft quel vuoto diverrà sempre più vistoso.
  3. Gianni De Fraja Rispondi
    Grazie dei commenti. Io, e penso molti altri, non solo a sinistra, in UK preferiremmo l’innegabile superficialità di Cameron al becero fanatismo di Madam May. Per quanto riguarda l’eleggibilità o meno di Corbyn, rimango della mia opinione che non potrà mai ottenere abbastanza seggi da governare. È vero che ha ottenuto molti voti (comunque 650.000 meno di Blair nel 1997) , ma le partite di calcio le vince la squadra che fa più gol, non quella che ha più possesso di palla: passare dal 70% all’80% dei voti come è successo in molti collegi Labour di Londra, o dal 55% al 65% come in molti di Manchester, non compensa per i seggi come Mansfield, cittadina delle Midlands, che Labour teneva dal 1923, vinta dai Tory nonostante il rispettato laburista, deputato locale dal 1987. Gloria De Piero, sempre nelle Midlands, ha visto una maggioranza vicina al 20% evoporare evaporare a meno dell’1%. Se avesse messo il nome di Corbyn nei suoi volantini forse avrebbe perso anche lei. La strada per Downing street passa per Nuneaton, e lì il Labour di Corbyn è ancora sotto del 10%.
    • Marcomassimo Rispondi
      in politica ed in economia, quanto meno nel lungo periodo, "mai" è un concetto privo di senso, come l'infinito in matematica
  4. Henri Schmit Rispondi
    Condivido l'intera analisi. Nè l'autore né Osbourne sostengono che bastava per queste elezioni un capopartito più moderato per vincere contro la May, ma che una gestione diversa della macchina partitica da prima della campagna sul Brexit, meno rozzamente e ciecamente anti-UE, avrebbe cambiato molto, forse tutto. Ma il problema maggiore ce l'hanno i Tories: divisi e ambigui sulla Brexit prima, hard-liner (spesso in contraddizione con se stessi) dopo il referendum vinto non da loro ma da UKIP che aveva un solo deputato, devono adesso gestire una trattativa che avrà in ogni caso effetti negativi per l'UK, per gli investimenti esteri e per la City, pesantemente o moderatamente negativi in funzione di una separazione più intelligente o più stupida. Il clivage politico non è semplice ma complesso, thatcherismo vs.stato sociale, uscita hard vs.soft, apertura vs. chiusura (mercati, persone, studenti), UK o regni divisi. L'UE ci perde molto con la Brexit, perché esce un socio importante, ma ci guadagna anche perché si libera di un socio titubante, incostante. Ora il continente deve produrre risultati; Merkel e Macron l'hanno capito, mentre l’Italia, oltre l’espressione geografica, semplicemente non c’è.
  5. Marcomassimo Rispondi
    Corbyn dice semplicemente cose veritiere senza abbellimenti e non è certo la prima volta nella Storia che la verità diventa un tabù assoluto specie se è scomoda per i potenti; sicuramente Corbyn poteva essere più bello, più telegenico, più mellifluo, più universalista; poteva dire molti più "ma anche" come Macron fa continuamente a ruota libera; soprattutto poteva rassicurare certi poteri accettando delle laute donazioni a fondo perduto come ha fatto Macron o prepararsi al "dopo" fatto di batterie di conferenze in certi ambienti dove ti retribuiscono con una moneta d'oro a parola proferita; tutto questo Corbyn non l'ha fatto e si vede; si vede che è una persona seria; con i forti occorre necessariamente scendere a patti? Dipende dai punti di vista: una buona e chiara causa vale qualche voto in meno ed persino qualche deceduto in più negli ospedali. Del resto anche la rivoluzione inglese del 1642 qualche morto lo ha fatto; è stato doloroso ma si dà il caso che da che mondo è mondo purtroppo così vada la Storia.
  6. Massimo Matteoli Rispondi
    Vedo che c'è ancora chi continua a pensare che con un leader più moderato i laburisti avrebbero vinto. Nessuno può sapere se sarebbe veramente successo. Quello che si sa è che Corbyn, se non sbaglio, ha ottenuto circa due milioni di voti in più di Blair e che l'unica cosa che accomuna i suoi avversari nel partito è la serie di sconfitte elettorali che hanno saputo collezionare. Più che continuare con la "novella dell'estrermista inadatto a vincere" i critici del leader laburista, se vogliono pensare sul serio al futuro, farebbero meglio a riflettere sulle ragioni profonde per cui un oscuro deputato di un sobborgo londinese, rimasto praticamente per tutta la sua vita politica ai margini del Partito Laburista, sia riuscito a conquistare prima i cuori e la mente dei militanti e poi ad ottenere un risultato elettorale che in numeri assoluti supera, come ho detto, anche il trionfo di Blair. Chi a sinistra pensa sia necessario una'alternativa a Corbyn farebbe bene a riflettere su questo ed a cercare di dare risposte capaci di uguale successo. E fino ad allora a farsene una ragione.
  7. shadok Rispondi
    Una sola considerazione, marginale, rispetto ai contenuti dell'articolo: se corbyn avesse fortemente appoggiato il remain forse (probabilmente?) brexit avrebbe perso, e a quest'ora Cameron sarebbe ancora saldamente al suo posto e corbyn sulla graticola, a fuoco lento...
  8. Giovane Arrabbiato Rispondi
    Certo, peccato che la sinistra ''moderna e progressista'' pro austerity ormai non la voglia nessuno. Nonostante la totale ostilità dei media (Independent e Guardian in testa) verso Corbyn, i tentativi di sabotaggio (ripetuti e falliti) da parte dei Blairites, l'ineleggibile populista alla fine ha fatto meglio degli ''eleggibili'' Miliband. Risultati equivalenti per la sinistra moderna si hanno in Francia (da 45% a 6% in 5 anni), Olanda (da 30% a 6%). Ci fosse stato un minimo di lealtà, che la sinistra moderna non ha verso la classe media e operaia tanto per cominciare, figuriamoci verso Corbyn, avrebbe anche potuto vincere, perchè Theresa May è spazzatura. Eppure ha vinto, esclusivamente grazie un tema in cui la sinistra è forzatamente in silenzio, l'immigrazione. Meglio il politicamente corretto che risolvere i problemi? E sia.