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  1. angelo rota Rispondi
    ma intanto perche non abrogare la legge che permette il cumilo lavoro e pensione? non risolverebbe il problema ma certamente sarebbe un aiuto a risolverlo
  2. c dinola Rispondi
    Cazzola non legge lavoce.info sulla quale però ama ribattere. Gli segnalo a proposito di pensioni appunto su lavoce un articolo del 19 aprile scorso, con l'invito, del tutto amichevole mi si creda, a lui come a tanti altri che hanno raggiunto una certa età, e a cui io auguro di cuore altri cento anni di vita, a riposarsi un po' e a lasciare un po' di spazio ai giovani. Vero che l'occupazione in massima parte sono le politiche economiche nazionali e globali a crearla , ma lasciare qualche posto libero aiuterebbe. Molto. Proviamo e vediamo se è vero..
  3. Pier Francesco Veronica Rispondi
    Sono nato a dicembre del 1952, sono dovuto uscire dal mondo del lavoro nel 2015 (35 anni di contributi) ,percepirò la pensione il 1°dicembre 2019. Vi stupirete ma non mi lamento più di tanto. Al contrario provo una certa irritazione di fronte a quei politici che intessono lodi, panegirici alla legge Fornero, forse anche confortati dal fatto di esserne al riparo dai suoi effetti... Mi sembra il caso dell' on. Cazzola. Quanto ai dati da lui e da altri autori citati, ad un normale cittadino come me, ricordano le messe di libri e gride sulla scrivania dell'Azzeccagarbugli: più che altro elementi decorativi atti ad impressionare favorevolmente il povero cliente! Poi si può sempre continuare a dire che gli italiani mangiano ogni anno mezzo pollo a testa e, parimenti, continuare ad affermare che a 60 anni si va in pensione! Per quanto riguarda "la chiacchiera da bar" (altro che il transatlantico di Montecitorio dove si affannano le menti più lucide del Paese) continuo a pensare che solo un'economia in forte espansione può contemperare la permanenza degli anziani e l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Come dire: se tutti stanno seduti o si porta qualche sedia in più o gli ultimi arrivati resteranno in piedi. Un ultima cosa: evitiamo di dare un assist a Salvini affermando che il problema non esiste. Pier Francesco Veronica Novara
    • maurizio Rispondi
      Non vedo in giro nessun politico in parlamento tessere lodi della legge Fornero, anzi gli stessi che la votarono ne parlano male. La tanto vituperata legge ha lasciato la cosiddetta "opzione donna"che consente ad una donna di 57 di andare in pensione con 35 anni di contributi con il calcolo contributivo
  4. Qualewelfare Rispondi
    Se vi vuole andare oltre le chiacchiere da bar, ma non solo quelle, forse è meglio riproporre la questione nei termini di: i) la riforma Fornero-Monti, in combinazione con ii) la riforma Sacconi 2009 + iii) la riforma Sacconi 2010 (entrambe approvate dal governo di centro-destra che includeva PDL e, udite udite, Lega Nord....oltre all'on.Cazzola naturalmente) + iv) la peggiore recessione degli ultimi 80 anni hanno determinato un aumento dell'occupazione over 55 e contestuale riduzione dell'occupazione nelle fasce 15-24 anni e 25-34 anni. Lezione per chi ha a cuore le sorti di questo paese (e delle sue giovani generazioni): il punto cruciale non è che elevare l'età pensionabile produce necessariamente effetti negativi sull'occupazione giovanile, ma il farlo rapidamente in tempi di grave crisi economica ha effetti devastanti come quelli che possiamo facilmente osservare.
  5. Qualewelfare Rispondi
    Ci sono le chiacchiere da bar sport e c'è l'ideologia, che è una brutta bestia specie quando si fa finta di ignorarla...Allora, l'on. Cazzola si dispiace per i commenti e cita la ricerca INAPP, che nell'abstract suona così: "Sulla base di tali evidenze sembra dunque confermata l’ipotesi che l’allungamento dell’età di pensionamento abbia generato una contrazione di nuova occupazione. (!! punti esclamativi miei) L’applicazione di semplici modelli di regressione permette poi di verificare in che misura queste mancate assunzioni si sono accompagnate a uno spiazzamento generazionale e a modifiche nell’organizzazione del lavoro all’interno delle aziende. I risultati delle stime indicano che a seguito della riforma vi sono state una contrazione dell’occupazione dei giovani con meno di 35 anni (!!!) e una parallela riduzione nell’uso dei contratti a tempo determinato, mentre è aumentata la quota di lavoratori coinvolti in attività di formazione professionale." Temo sia difficile utilizzare questo studio per perorare gli argomenti dell'on Cazzola. In più tutti (meglio, coloro non accecati dall'ideologia..) sanno che durante la grande recessione il crollo dell'occupazione giovanile non è solo dovuto al cambiamento di strategia di assunzione delle aziende, bensì alla terminazione/non-rinnovo di contratti a termine. Come dice giustamente la replica del fast checker, il dibattito è perlomeno aperto sul punto (!!) si veda anche CNEL, RAPPORTO SUL MERCATO DEL LAVORO 2013-2014, pag. 57-80