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  1. Henri Schmit Rispondi
    La proposta può rinvigorire il mercato dei titoli nazionali, ma mi sembra più quadratura del cerchio che soluzione della disparità fra banche legata alla loro posizione geografica. Le banche greche sono libere di comprare titoli pubblici austriaci piuttosto che portoghesi. Dove collocare i junior bond della proposta? La migliore soluzione, anche per futuribili bond emessi dall'UE, sono riforme strutturali e convergenza fiscale degli stati inefficicenti verso quelli che già adesso emettono con la AAA. Sono gli stati inefficienti l'ostacolo alla possibilità di pooling del debito pubblico. Non mi sembra poi che la Francia (cioè adesso Macron) sostenga quanto affermato nell'ultima frase. Durante la prima visita a Berlino ha detto esattamente il contrario.
  2. Guido Gennaccari Rispondi
    Mia proposta luglio 2016 - 1) Creare, sotto la guida della Bce e dell’Eurogruppo, un Fondo Europeo del Debito (FED) dove, ogni volta che un paese emette debito, destina il 50% al fondo in questione. 2) Ogni volta che una banca vuole sottoscrivere/comprare debito del proprio paese per 100 (es.: Unicredit compra btp) sarà obbligata a sottoscrivere/comprare una somma equivalente alla metà, quindi 50, del FED, quindi comprando titoli di stato degli altri paesi europei spalmando pro-quota la somma di 50 su tutti i titoli di stato compresi nel fondo, con quota di partecipazione uguale. 3) Se un paese ha difficoltà a raccogliere capitali ed emette quindi basse quantità di debito, vedi ad esempio la Grecia, con questo meccanismo ha quasi la certezza che il 50% dell’emissione vada a buon fine e sia presente il proprio debito nei portafogli di tutte le altre banche europee con effetto di abbassare i tassi di emissione visto che il meccanismo garantisce il collocamento del 50% dello stock. Paesi ad alto standing creditizio come la Germania, con alte masse di debito richiesto, potrebbe invece tornare a tassi non negativi del Bund. Il meccanismo potrebbe spalmare omogeneamente il rischio paese tra tutti i membri dell’Unione e quindi abbassare i rischi di default (tassi di interesse finalmente convergenti in tutta la zona) portando i tassi verso la normalità con qualche piccola speranza anche di vedere un focolaio di inflazione positiva che piano, piano si avvicini all’obiettivo del 2%.
  3. Martino Venerandi Rispondi
    Vediamo se ho capito. Supponiamo che un paese come l'Italia segmenti il proprio debito pubblico e destini, diciamo, il 10% agli European Safe Bond, attribuendogli una seniority superiore al resto del debito, che chiameremo junior, e sarebbe tutto in capo allo Stato Italiano. Quale rischio attribuirebbe il mercato a questo debito junior? Sicuramente non migliore dell'attuale. E quindi a quali tassi l'Italia riuscirebbe a finanziarsi? Quali vantaggi ci sarebbero per l'Italia? Non si rischia che i vantaggi siano solo per il sistema bancario?
  4. Federico Leva Rispondi
    Della proposta non capisco due cose: quale ammontare del debito si pensa che un simile meccanismo possa assorbire; se si prevedono riduzioni dei tassi di interesse pagati dagli stati. Il vantaggio politico principale di questa proposta, se non erro, è che non incentiva nuova spesa pubblica a debito e che le banche potrebbero tornare a guadagnare dai titoli di stato. Al momento infatti le banche tedesche si lamentano che l'eccesso di domanda sui Bund riduce i guadagni facili. Draghi però giustamente risponde che la BCE compra i Bund perché è costretta ad acquistare proporzionalmente e che non è compito della BCE salvaguardare i profitti delle banche private ma comunque in media le banche dell'eurozona possono continuare a guadagnare anche ora. Non sarebbe piú facile allora cambiare le regole in modo che la BCE non debba comprare titoli di stato in misura strettamente proporzionale? Sarebbe allora la BCE, da (secondo) piú grande hedge fund del mondo (cit. Warren Buffett), ad assicurare il bilanciamento dei rischi e a mantenere "pubblici" i profitti. Inoltre il settore privato avrebbe maggiore disponibilità di titoli sicuri e meno incentivi alla speculazione su quelli insicuri.
  5. Rony Hamaui Rispondi
    L'idea è certamente molto interessante e potrebbe (se ho capito bene) essere messa in atto da una qualsiasi banca d'investimento senza che nessun organo ne dell'Unione ne dei singoli stati possa avere nulla da obiettare. Rimene il dubbio, perché il settore privato non ha ancora emesso un simile titolo? Forse perché la domanda di questo tipo di strumento non è poi così forte? Forse perché ogni investitore preferisci costruirsi il suo portafogli? (Una sorta di Modigliani Miller)?