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  1. Franco Molinari Rispondi
    Mi scusi, professore ma l'affermazione "comunque più elevati del valore facciale" detta così é un assioma, o un atto di fede. Senza cifre ... non vale niente ... o poco.
  2. Nicola Dotti Rispondi
    Ho svolto quest'analisi 4 anni fa per il Belgio. Se è parzialmente vero che il conio delle monetine costa più del valore nominale, ci sono due fattori fondamentali da considerare. 1. Toglierle, obbligherebbe ad arrotondare facendo lievitare i prezzi al consumo di dettaglio. Per quanto in senso assoluto siano valori limitati, sono particolarmente importanti per le fasce più indigenti della popolazione che hanno solo quelle spese. 2. E' vero che si sta diffondendo l'uso dei pagamenti immateriali, ma dall'analisi fatta in Belgio le monetine sono più diffuse dove c'è popolazione più anziana (non è un risultato affatto sorprendente...). In un paese come l'Italia dove gli anziani sono molti di più del Belgio toglierle significherebbe far ricadere i costi di cui al punto 1 soprattutto sugli anziani, meno inclini a passare ad altre forme di pagamento. Conclusione. Si tengano le monetine, quantomeno per evitare di far lievitare i prezzi su indigenti e anziani (e di questi tempi difficili in Italia sarebbe proprio antipatico). Se proprio si odiano tanto queste monetine (che poi il passivo per l'Italia è tutto da verificare), più facile sostenere la diffusione di altre forme di pagamento e attendere ancora qualche anno la "naturale" uscita di corso delle monetine.
    • Andrea Terzi Rispondi
      Grazie per l’utile commento. 1. Sono d’accordo con lei che un’eventuale raccomandazione della Commissione Europea ad eliminare del tutto le monetine dovrebbe basarsi su considerazioni di opportunità prima ancora che di costo di produzione. 2. Se l’arrotondamento (che sarebbe sulla spesa totale da pagare e non sui singoli prezzi degli articoli acquistati) è fatta correttamente, e se la popolazione è ben informata, non c’è lievitazione dei prezzi. 3. Se l’Italia non le produce più, i commercianti italiani non potranno più rifornirsene dalle loro banche e per questo occorre un’efficace campagna di informazione e, come lei suggerisce, un sostegno alla diffusione dei pagamenti digitali.
  3. Michele Rispondi
    E' possibile avere dei dati? Quanto costa produrre le monete da 1 e 2 centesimi? E quanto costerebbe invece produrne anche da 5 euro (in concorrenza con le banche centrali?) Anche io non uso mai gli 1 o 2 centesimi, ma non ne faccio un'assioma. Sarebbe invece interessante avere dei risvolti reali economici in base a tale scelta.
    • Andrea Terzi Rispondi
      1. I costi variano nei diversi paesi, comunque più elevati del valore facciale. 2. I governi non sono autorizzati ad emettere monete "in concorrenza con le banche centrali" e, come spiego, ogni emissione deve essere autorizzata dalla BCE. 3. I risvolti reali della fine del conio da 1 e 2 cent. sono i minori costi di transazione per i privati e una riduzione irrisoria del debito.