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  1. Andrea perin Rispondi
    Mi sfugge il senso: le banche hanno già lungamente cercato di farsi pagare dai debitori sofferenti. Sono sicuramente già state fatte proposte, avviate azioni, ricercate soluzioni. Se il debitore avesse i soldi avrebbe già chiuso. Segnalo che c'è anche una proposta De Petris, Qualgliarello, Bonfrisco e altri che propone soluzione simile (anche con incentivi fiscali).
  2. Roberto Cappelloni Rispondi
    Il principio è in se nobile e potrebbe essere una soluzione praticabile in una fase di crisi molto spinta che non deve essere assolutamente replicata in futuro. La domanda è: che cultura si promuove se passa il concetto che puoi contrarre un debito e poi rinegoziarlo al 50%?
  3. Henri Schmit Rispondi
    L'ipotesi di rinegoziazione dei mutui con forte riduzione del principale, ma entro i limiti del valore di mercato dei NPL, con nuova durata, nuovo piano di rimborso e nuovo tasso d'interesse contro l'accettazione della facoltà della banca ex D.L. 72/2016 di vendere direttamente in caso di nuova morosità, è una soluzione intelligente. Nulla vieta alle banche di proporla da subito, anzi da ieri, ai loro clienti senza necessità di ulteriore intervento del governo, del legislatore o dell'Ecofin. Per quanto riguarda le statistiche di Banca d'Italia relative al differente valore di realizzo fra mercato e procedura interna autonoma, bisognerebbe tener conto del fatto che probabilmente le banche realizzano in autonomia le sofferenze obiettivamente più facili e tendono a cedere quelle più difficili; se fosse così il dato empirico non insegnerebbe nulla. Compito dei governanti è auitare le banche snellendo le procedure, tutelare i deboli invece di favorire i benestanti e colpire i numerosi disonesti che sono i grandi beneficiari del sistema vigente con dei NPL che sono il triplo della media europea. Al di là delle statistiche c'è un elemento 'culturale' nell'alta percentuale di NPL. Bisognerebbe (comprenderlo e) sradicarlo.
  4. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    C'è in Parlamento la proposta di legge che ha come primo sottoscrittore l'on. Paglia, seguito da Fassina, Fratoianni ed altri, n. 4352 della Camera dei deputati, presentata il 6 marzo 2017. Ridotta all'osso, la proposta prevede la rinegoziazione dei debiti in sofferenza e la loro estinzione al valore di bilancio: mi pare opportuna una.sua valutazione nella prospettiva da voi affrontata.
    • Dino crivellari Rispondi
      Le proposte di legge in parlamento sono tre . La prima dell' on Paglia alla cdd ripresa integralmente al Senato prima firma De Petris; la seconda alla Cdd a firma Antonio Marotta. Sono molto simili e partono dal presupposto che ha poco senso svendere npls ai fondi creando voragini nei conti delle banche senza aver offerto per lo stesso prezzo la vendita della quietanza al debitore. Forse l idea avanzata a Malta e questa. Più che vendere il debito ai debitori che sembra un non sense giuridico. Le pdl prevedono vantaggi fiscali sia per le banche (superammortamento delle perdite su crediti da vendita della quietanza) e svantaggi in caso di svendita ai fondi. Entrambe vanno corrette con la previsione di detassazione per le sopravvenienze delle imprese derivanti dalla definizione della pendenza cona l'amore banca. Il fisco ci perderebbe comunque molto meno di quanto accadrebbe per effetto delle perdite da svendita ai fondi, in gran parte non tassati in Italia e si favorirebbe la ripresa economica e l efficienza delle banche.