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  1. Michele Rispondi
    Dopo enne condoni fiscali (anche se li denominano in inglese, sempre condoni restano) che hanno premiato gli evasori fiscali, adesso si vuole introdurre il condono debitorio, sussidiato dallo stato a spese dei contribuenti, che premia gli amici dei banchieri e i furbetti che non ripagano i debiti pur avendone la possibilità. A quando il ritorno del condono immobiliare? Con la legge di bilancio 2018? E una bella amnistia/indulto? Ancora due tocchi e il quadro è perfetto.
  2. Michele Rispondi
    1) Un sistema bancario, almeno poco trasparente e poco vigilato nella sostanza, genera in anni un livello di NPL triplo in proprzione alle medie europee, in parte a causa della crisi e in parte per poca trasparenza e accountability. 2) Le banche, li iscrivono tranquillamente a bilancio a valori superiori a quelli di realizzo sul mercato. 3) le banche, che dovrebbereo conoscere meglio di chiunque altri i propri NPL, non organizzano internamente una attività di recupero (salvo eccezioni) malgrado abbiano eccedenza di personale, ma si sostiene che operatori esterni farebbero meglio, però guardacaso vogliono pagare molto poco 4) La rinegoziazione a saldo e stralcio con il debitore è sempre esistita, ma in genere il debitore moroso non ha ovviamente di che pagare; salvo i furbetti e amici degli amici di certi banchieri, che del non pagare ne fanno un business 5) Adesso si vorrebbe addirittura far pagare ai contribuenti italiani la malagestio delle banche e i regali ai loro amici grazie a super ammortamento delle perdite per le banche e non tassazione della sopravvivenza attiva del debitore causata dallo stralcio....
  3. Andrea perin Rispondi
    Mi sfugge il senso: le banche hanno già lungamente cercato di farsi pagare dai debitori sofferenti. Sono sicuramente già state fatte proposte, avviate azioni, ricercate soluzioni. Se il debitore avesse i soldi avrebbe già chiuso. Segnalo che c'è anche una proposta De Petris, Qualgliarello, Bonfrisco e altri che propone soluzione simile (anche con incentivi fiscali).
    • Michele Rispondi
      Ha ragione
  4. Roberto Cappelloni Rispondi
    Il principio è in se nobile e potrebbe essere una soluzione praticabile in una fase di crisi molto spinta che non deve essere assolutamente replicata in futuro. La domanda è: che cultura si promuove se passa il concetto che puoi contrarre un debito e poi rinegoziarlo al 50%?
  5. Henri Schmit Rispondi
    L'ipotesi di rinegoziazione dei mutui con forte riduzione del principale, ma entro i limiti del valore di mercato dei NPL, con nuova durata, nuovo piano di rimborso e nuovo tasso d'interesse contro l'accettazione della facoltà della banca ex D.L. 72/2016 di vendere direttamente in caso di nuova morosità, è una soluzione intelligente. Nulla vieta alle banche di proporla da subito, anzi da ieri, ai loro clienti senza necessità di ulteriore intervento del governo, del legislatore o dell'Ecofin. Per quanto riguarda le statistiche di Banca d'Italia relative al differente valore di realizzo fra mercato e procedura interna autonoma, bisognerebbe tener conto del fatto che probabilmente le banche realizzano in autonomia le sofferenze obiettivamente più facili e tendono a cedere quelle più difficili; se fosse così il dato empirico non insegnerebbe nulla. Compito dei governanti è auitare le banche snellendo le procedure, tutelare i deboli invece di favorire i benestanti e colpire i numerosi disonesti che sono i grandi beneficiari del sistema vigente con dei NPL che sono il triplo della media europea. Al di là delle statistiche c'è un elemento 'culturale' nell'alta percentuale di NPL. Bisognerebbe (comprenderlo e) sradicarlo.
  6. LUCIANO PONTIROLI Rispondi
    C'è in Parlamento la proposta di legge che ha come primo sottoscrittore l'on. Paglia, seguito da Fassina, Fratoianni ed altri, n. 4352 della Camera dei deputati, presentata il 6 marzo 2017. Ridotta all'osso, la proposta prevede la rinegoziazione dei debiti in sofferenza e la loro estinzione al valore di bilancio: mi pare opportuna una.sua valutazione nella prospettiva da voi affrontata.
    • Dino crivellari Rispondi
      Le proposte di legge in parlamento sono tre . La prima dell' on Paglia alla cdd ripresa integralmente al Senato prima firma De Petris; la seconda alla Cdd a firma Antonio Marotta. Sono molto simili e partono dal presupposto che ha poco senso svendere npls ai fondi creando voragini nei conti delle banche senza aver offerto per lo stesso prezzo la vendita della quietanza al debitore. Forse l idea avanzata a Malta e questa. Più che vendere il debito ai debitori che sembra un non sense giuridico. Le pdl prevedono vantaggi fiscali sia per le banche (superammortamento delle perdite su crediti da vendita della quietanza) e svantaggi in caso di svendita ai fondi. Entrambe vanno corrette con la previsione di detassazione per le sopravvenienze delle imprese derivanti dalla definizione della pendenza cona l'amore banca. Il fisco ci perderebbe comunque molto meno di quanto accadrebbe per effetto delle perdite da svendita ai fondi, in gran parte non tassati in Italia e si favorirebbe la ripresa economica e l efficienza delle banche.