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  1. Andrea Bartolazzi Rispondi
    Sono d’accordo sul fatto che gli incentivi sono stati generosi per alcuni. Per quelli che hanno realizzato gli impianti con la sovvenzione ancora alta e i prezzi degli impianti ridotti. Mi dispiace però non vedere neanche un cenno al fatto che da quando ci si è accorti di questo errore dello Stato di non rimodulare abbastanza velocemente gli incentivi sono stati introdotti vari correttivi: robin tax, spalmaincentivi, revisione delle regole su IMU/ICI. Inoltre il GSE che gestisce gli incentivi, attua da alcuni anni una politica quasi terroristica di taglio degli incentivi a tutte le situazioni dubbie anche solo per cavilli.
  2. Gianluca Fioroni Rispondi
    Devo purtroppo rilevare la parzialità dei dati presentati, e in alcuni casi la loro presentazione diversa da quella fatta dal CEER. In Tabella 1, per esempio, si è esclusa l'Italia dalla media, ottenendo così una "media degli altri paesi", non presente nel rapporto CEER e più favorevole alla tesi degli autori. Non viene menzionato il fatto che nel rapporto CEER l'Italia (pur essendo sempre più "generosa" di quasi tutti gli altri paesi) è in buona compagnia: Germania, Repubblica Ceca, altri paesi minori hanno il nostro stesso livelli di incentivi, a seconda di quali statistiche esaminiamo. Ai numeri si può far dire tutto, la professionalità sta nel presentare correttamente i dati. Che in Italia si potesse spendere meglio è un dato assodato. E’ anche vero però che, nell’articolo, non vengono citati gli effetti “immateriali” delle energie rinnovabili: riduzione dipendenza dall’estero, peak shaving, rispetto delle normative comunitarie, sviluppo industria locale, riduzione emissioni CO2… Invito tutti a leggere il rapporto originario CEER e non l'articolo, a mio giudizio chiaramente “a tema”. Infine, come divertissement, riporto un dato: in Italia, il volume di giochi e scommesse è di più di 70G€/anno: altro che rinnovabili…
  3. Federico Leva Rispondi
    Grazie per la segnalazione dell'importante rapporto, ma l'articolo è un po' superficiale. Per esempio ci si dimentica di citare i consistenti incentivi agli inceneritori, che sono fra le prime spese. Inoltre, anche considerando solo il costo dell'energia, secondo alcune stime il fotovoltaico ha in verità ridotto i costi totali, perché calmiera i prezzi all'ingrosso nei momenti di picco della richiesta. Vedi anche http://www.qualenergia.it/articoli/20170413-incentivi-alle-rinnovabili-costi-e-prospettive-di-mercato-europa sullo stesso argomento (non trovo ora gli studi di cui sopra).
  4. Stefano Rispondi
    "l’energia costa un 20 per cento in più della media europea" se è dovuto al fatto che il fornitore ha un introito minore per via delle rinnovabili per cui tende ad alzare i prezzi allora direi che non è un problema legato alle rinnovabili visto che si avrebbe anche per eventuali cali nei consumi o per altre cause di tutt'altra natura. Allo stato attuale comunque, se la tabella sul 2015 non mente (anche se da allora mi pare ci siano stati altri ritocchi al ribasso da parte dei nostri governi) i sussidi alle rinnovabili per il fotovoltaico sono in media con gli altri paesi Europei.
  5. Roberto Breschi Rispondi
    Dati interessanti, ma non si fa menzione di vari punti a favore del fotovoltaico. Fra questi: 1) minore inquinamento rispetto a centrali a combustibile (carbone o petrolio) 2) grande contributo a raggiungere gli impegni di riduzione CO2 riguardo ai traguardi fissati nelle conferenze mondiali sul clima 3) energia consumata in massima parte vicino ai luoghi di produzione, quindi meno necessità di linee ad alta tensione, invasive per il paesaggio e soggette a perdite di energia sui lunghi tragitti, per non citare pure l'effetto elettrosmog
  6. Raffaele Piria Rispondi
    Va notato che il rapporto CEER su cui si basa questo interessante articolo fa riferimento alla "support expenditure", cioè alle SPESE dei sistemi incentivanti e non al loro BILANCIO NETTO. Per es. in Germania una parte dell'elettricità incentivata viene ceduta dai produttori ai gestori della rete che la rivendono e usano gli introiti (parecchi miliardi/anno) per ridurre il costo netto del sistema incentivante. Anche in Italia mi pare che esista un sistema analogo (ritiro dedicato). Paragonando i costi lordi, questo utile articolo contribuisce a comprendere l'efficienza dell'ELEMENTO DI SPESA dei sistemi incentivanti, ma non permette una valutazione della loro EFFICIENZA COMPLESSIVA, per cui vanno considerati anche: a) i ricavi ottenuti, e quindi i costi netti b) le specifiche strutture di costo: in Italia c'è in media più sole che in Germania, ma meno vento; i siti sono a volte meno facilmente accessibili; in genere in Italia pesano i costi burocratici, i rischi politici (modifiche retroattive, opacità, giustizia lenta ...), criminali (furti, estorsioni, mafia), geologici (frane, terremoti), e quindi maggiore il costo del capitale, che è decisivo per le rinnovabili. Una valutazione generale richiederebbe anche di comparare i BENEFICI. Anche prima, l'Italia era uno dei paesi al mondo con elettricità più cara e coi massimi livelli di importazioni energetiche. L'Italia ha più bisogno di rinnovabili che altri paesi. E innovare in Italia purtroppo è più caro che altrove.
    • edoardo beltrame Rispondi
      Un primato un po' caro a 70 €/MWh di fotovoltaico in bolletta!
    • quintino lequaglie Rispondi
      condivido totalmente l'analisi e le conclusioni degli Autori: un Paese un tempo prospero è stato ridotto in povertà dalla scellerata spesa pubblica in migliaia di investimenti inutili/improduttivi
  7. Alessandro Bellotti Rispondi
    Per fare chiarezza, l'energia elettrica in Italia costa meno che in Germania. Germania che non conosce crisi. Poi, sempre per fare chiarezza, gli incentivi per il fotovoltaico NON sono pagati dallo stato ma da tutti noi. Poi, sempre per fare chiarezza, i costi di trasporto dell'energia elettrica, in Italia, sono al top in Europa. Costi di trasporto che, ovviamente, non c'entrano nulla con le rinnovabili. Anche i carburanti, in Italia, hanno costi assurdi: +15% rispetto alla Germania. Evidentemente politiche dei pazzi incentivi al fotovoltaico sono state pensate come una ulteriore tassazione. Lo Stato ci guadagna (IVA) sui 12 e rotti miliardi di euro che i cittadini e le imprese pagano ogni anni per gli incentivi alle rinnovabili. Quindi di cosa parla questo articolo ? Di politiche dissennate per arricchire fondi ed altro sulle spalle dei contribuenti ? Se si, allora mi trova d'accordo. Se invece il taglio dell'articolo è quello di mettere in cattiva luce le rinnovabili allora non ci sto. Oggi si potrebbero installare altri 15 GWp di fotovoltaico SENZA incentivi, visti i prezzi dei grandi e medi impianti. Si punta invece sul gas (TAP). E' questo il vero scandalo. Gas al posto di rinnovabili. Rinnovabili che oggi, se si parla di fotovoltaico, costano molto poco. Fotovoltaico, oggi, penalizzato da assurde politiche fatte di burocrazia e leggi come quella che prevede di pagare l'IMU su tettoie e impianti a terra. Tettoia senza PV no IMU, con PV si IMU.