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  1. Henri Schmit Rispondi
    In F come in I, D e UK l’opinione pubblica viscerale-emotiva (in opposizione a quella discorsiva-ragionata) accusa confusamente i governanti e i poteri di fatto come responsabili del dissesto pubblico e privato e delle crescenti disuguaglianze e denuncia l’incapacità della politica tradizionale di riconoscere la gravità dei problemi e di proporre soluzioni. Hanno ragione. In assenza di risposte convincenti i disperati e perdenti seguiranno le voci di protesta distruttiva, i movimenti che sfruttano il malessere endemico e l’inadeguatezza (e in alcuni casi l’impostura) dei governanti. Wilders, Farrange, Le Pen, Salvini, Grillo, tutti cavalcano la stessa onda che ha rinforzato pure il fronte del no al referendum del 4/12. Ma la demagogia di breve respiro contagia anche i governanti: Orban, Trump, i Tories della Brexit (che hanno ragione solo se l’UE fallisce) e Renzi, populista nella politica fiscale, ambiguo con l’UE, imbroglione sulle riforme. Tutti comunque dipendono dal voto e la F non è un isola; i candidati anti-sistema con programmi irrazionali di chiusura raccoglieranono voti tanto che manca una proposta alternativa convincente. Il compito di Macron sarà immenso. Non so se si rende conto quanta rivoluzione ci vorrebbe davvero, se ha le capacità e i mentori per pensare e spiegare soluzioni radicali e ambiziose, e il coraggio e una maggioranza per applicarle. Con gli slogan del passato non faremo che accentuare il declino che segna gli ultimi 10, 15 e forse più anni.