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  1. Luca RUBEO Rispondi
    Sebbene lo sviluppo delle idee di giovani laureati sia utile, ritengo necessario che gli articoli de 'la voce' si richiamino ad un maggiore rigore metodologico del sistema del Trasporto Aereo. L'analisi dei flussi non avviene su base regionale ma su bacini di utenza, i numeri usati servono a rafforzare idee confezionate degli estensori, il cd. "fact checking" verifica asserzioni di politici nominati in dicasteri sussidiari non di organi decisionali dell'azienda Alitalia o organi di direzione politica superiore (PdC o MEF). Ciò porta a conclusioni che sono più 'fiction checking' che 'fact checking': quale sarebbe la supposta differenza tra parzialmente falsa e parzialmente vera? Perché non vengono verificate le asserzioni del management AZ con i piani industriali e dei presidenti del Consiglio pro tempore?
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Luca, per i dati ci siamo affidati a quelli forniti da Enac, come da loro confezionati. Riguardo alla scelta della dichiarazione di Calenda abbiamo tenuto conto della possibilità di verificarla sulla base di fatti e dati e sul timing. La policy in cui trovare le nostre "regole di ingaggio" e la definizione dei giudizi finali la trova linkata in fondo al fact-checking.
  2. Michela Guicciardi Rispondi
    Seppur quantisticamente corretto che Alitalia non è più fondamentale, bisogna forse tenere conto del ruolo chiave che la stessa e Meridiana (l'ultima ora un pò meno) ricoprono in Sardegna, regione che gode della cd. "Continuità territoriale" La continuità territoriale consente di godere di tariffe a prezzo fisso scontate tutto l'anno nelle rotte da e per l'isola nei trasporti aerei e marittimi rispetto al normale costo del biglietto. Attualmente chi lavora in Italia o all'estero e torna in Sardegna per le ferie si trova di fronte due opzioni: 1) Prenotare con almeno 2 mesi di anticipo un volo Alitalia ad un orario comodo per non prendere extra permessi lavorativi. 2) Pagare una cifra spropositata alle compagnie low cost che, a causa delle politiche di prezzo e della scarsa competizione aerea su alcune fasce orarie, hanno una volatilità sul singolo biglietto di oltre il 50% Questo porta a considerare che, prima di smantellare l'operatività di Alitalia, vada fornita un'adeguata soluzione che tenga conto dei vincoli logistici delle Isole e non crei disservizi nel breve-medio periodo.
  3. Virginio Zaffaroni Rispondi
    Comunque sia, Carlo Calenda assieme a DelRio è il miglior uomo di governo attualmente in circolazione. Personalità ambedue poco inclini a illudere il paese con ottimismi di maniera e politica di bassa cucina.
  4. Michele Rispondi
    Sparita la concorrenza di Alitalia come reagiranno in termini di tariffe le altre compagnie su quelle tratte minori dove diventeranno monopoliste?
  5. Piero Bianco Rispondi
    Il confronto è inficiato dal differente servizio offerto dai vettori low cost e dai vettori strutturati come Alitalia. Ryanair offre servizi punto a punto e non voli in connessione, adatti quindi solo ad una fetta del traffico. Chi viaggia per lavoro ha invece bisogno di interconnessioni protette. Quindi i confronti vanno fatti tra operatori che offrono lo stesso profilo di servizio. Con tutte le magagne ben note (ma Alitalia è un'ottima compagnia per viaggi business, con eccellenti tassi di puntualità e servizio di gran lunga migliore rispetto altri vettori nazionali come Lufthansa, Iberia, la stessa Ethiad), Alitalia permette di accedere ad un network mondiale, mentre Ryanair è buona (quasi) solo per turisti. Calenda ha ragione: chi viaggia per lavoro (quanti sono, quanto è l'indotto economico che generano, quante diseconomie verrebbero introdotte peggiorando la loro mobilità?) avrebbe svantaggi tutt'altro che trascurabili. E di quanto verrebbe ridotto il bacino di provenienza dei viaggiatori di tanti aeroporti italiani che prendono voli in connessione garantiti da Alitalia? Sarebbe bene anche valutare il bilanciamento tra i costi al contribuente di Alitalia e delle low cost (che hanno contributi pubblici dalle amministrazioni locali) e l’indotto economico generato dal viaggiatore Alitalia e quello low-cost.
    • Marco Rispondi
      La risposta a EVENTUALI danni seri alla mobilità nazionale è un EVENTUALE sussidio per la quota parte necessaria a rendere la singola tratta in utilità pubblica appetibile al più efficiente degli operatori privati. SE si ritiene opportuno spendere soldi pubblici per garantire voli (costanti o meno) per Lampedusa (come scritto da altri commentatori) o "in connessione" o con determinati comfort o altro si indice regolare gara pubblica con determinate carattesitiche. Le compagnie di bandiera sono (come altri, vedi taxisti, partecipate, dirigenti PA...) un retaggio anacronistico di anni in cui si sperperava in libertà poiché tanto la competizione internazionale era PURTROPPO iniqua, dato che, primo mondo a parte, vi erano solo regimi sul cui suolo ci si gettava napalm l'un l'altro. Ora dal medio oriente al sud-est asiatico e sempre più in futuro anche dal sud america (con grandi eccezioni) all'Africa FORTUNATAMENTE giungono proposte alternative che possono essere più convenienti per i consumatori occidentali su tutti i fronti: le più efficienti low-cost (o vettori lusso gestiti bene) sono la risposta con cui i nostri figli potranno lavorare anche domani: difendere l'elefantiaco succhiarisorse pubblico è criminale nei confronti delle prossime generazioni, che già lasceremo ricoperte di debiti così.
    • Lorenzo Borga Rispondi
      Gentile Piero, trova la risposta al suo corretto punto di vista nel pezzo di oggi di Carlo Scarpa. I dati mostrano che la perdita di quote di mercato di Alitalia non è correlata esclusivamente alla crescita delle low cost.
  6. Giampaolo Braccia Rispondi
    Buongiorno. Scusate, ma se la mettete così anche il vostro fact-checking è parzialmente falso. Se è vero che su Pantelleria e Lampedusa vola Alitalia, senza Alitalia Pantelleria e Lampedusa resterebbero prive di un importante collegamento. Se nessun vettore privato dovesse trovare interessanti quelle tratte, cosa ne sarebbe delle due piccole isole? Vi dico sin d'ora che non accetto la risposta che il traffico aereo su Pantelleria e Lampedusa rappresenta una percentuale trascurabile del traffico nazionale. Le due isole sono territorio italiano ed è necessario che ci sia un servizio pubblico in grado di collegarle per via aerea al continente. E' questa, appunto, la differenza tra un'impresa privata orientata al profitto e un servizio pubblico. Grazie.
    • mario bellia Rispondi
      Ok ma Alitalia NON é una compagnia pubblica, ma un vettore privato. Se volessimo parlare di servizio di pubblica utilità per Pantelleria e Lampedusa, allora lo Stato Italiano si dovrebbe far carico solamente di quelle due tratte, non di tutto il baraccone. Quindi la sua puntualizzazione é viziata in partenza.
      • Giampaolo Rispondi
        Sì, infatti non ho scritto che il fact-checking è falso. Ho scritto che è parzialmente falso, visti i due esempi citati. Anche al netto della riflessione sulla natura privata del vettore.
    • Aston Rispondi
      Resta da capire quale esborso ha senso chiedere allo stato per far volare gli abitanti di pantelleria e lampedusa. Per assurdo conviene pagare un jet privato per i residenti. Essendoci la domanda, in tempo zero comunque un vettore privato rimetterebbe i voli di linea.
      • Giampaolo Rispondi
        Dipende da come si intendono le due isole. Se le si considera "mercato" allora non conviene far volare aerei su e da quelle destinazioni, quindi nulla assicura la presenza di un vettore su quelle tratte; o al limite conviene chiedere un prezzo molto alto anche agli abitanti delle isole. Se invece le si considera "territorio italiano" l'approccio economico non è più valido.
    • fabrizio Rispondi
      Giampaolo: guardi che un servizio pubblico può essere erogato anche da un soggetto privato. La sanità privata convenzionata ne è un esempio. Su Lampedua e Pantelleria si può intervenire con una gara pubblica che vada a coprire una parte del costo. Si dice: voglio collegare le isole minori con 1 aereo per isola a/r verso Palermo 360 giorni l'anno con un costo per i cittadini pari a 50 euro. La restante parte è a carico del'ente pubblico. Chi lo fa al minor costo? Ma poi, pensate che Alitalia non riceva sussidi dal MIT per le isole minori, inclusa Sardegna? Ryanair ha un costo aereo chilometrico che è la metà di Alitalia! Pensi che non possa fare lo stesso servizio che fa Alitalia (al netto della bibita a bordo, dato che i biscottini non li danno più - quest'ultimo accadimento è emblematico della crisi di liquidità dell'azienda), non dico alla metà, ma quantomeno alle stesse condizioni?
  7. Paolo Andreozzi Rispondi
    Solo un ingenuo può pensare che un monopolista privato possa praticare prezzi concorrenziali (!l sulle tratte dove opera da solo. Forse sarebbe ol caso di spendere qualche parola al riguardo.
  8. antonio perricone Rispondi
    L’articolo smentisce uno dei luoghi comuni più diffusi, peraltro ribaditi dal comento di una lettrice che trova “autolesionistico abbandonare i cieli a favore di stati UE che già cannibalizzano la nostra economia”. E quindi dobbiamo continuare a pagare la tassa Alitalia, come il canone RAI, in barba alle leggi di mercato? Uno dei vantaggi dell’Europa comunitaria è che c’impedisce l’ennesima ricapitalizzazione, anche se non ho capito chi ripagherà il prestito-ponte. Io comunque ho già dato, basta così.
  9. Giacomo Rispondi
    Sarebbe statp più utile anziché giardare o dati globali e i vettori dominanti i singoli aeroporti, misurare la percentuale di passeggeri Alitalia da e verso Sicilia e Sardegna
  10. Andrea Malan Rispondi
    Molto interessante. Dei sette aeroporti in cui Alitalia è ancora leader, quelli che "contano", per Alitalia e per i politici, non sono naturalmente i quattro del sud o Trieste, bensì gli altri due: Milano Linate e soprattutto l'hub di Roma Fiumicino...
  11. Elisabetta Rispondi
    Cari, senza alcuna polemica, i dati enac sono sbagliati. Su Alghero dove io volo settimanalmente avete il giallo Ryanair, e invece non c'e' piu', c'e' solo Alitalia. Perfavore verificate.
    • Mariasole Lisciandro Rispondi
      Cara Elisabetta, noi abbiamo fatto affidamento sui dati ufficiali Enac 2016 (quindi gli ultimi disponibili). Questi indicano Ryanair come vettore principale di Alghero. Probabilmente non incorporano ultimi aggiornamenti.
  12. sabrina fantauzzi Rispondi
    pezzo davvero molto, molto interessante. ma mi chiedo, e vi chiedo, la politica può piegarsi alla tragica contabilità dei numeri e delle statistiche? La politica in senso lato devo ricomprendere la politica economica, ma deve tutelare anche altri interessi che in questo caso, nel caso alitalia, indurrebbero a valutazioni diverse. L'Italia uno dei paesi al mondo a maggior attrattività turistica- il cui peso sul Pil è pari al 6%. Si può rinunciare a una compagnia di bandiera, per quanto già oggi Alitalia non lo sia più...trovo autolesionistico abbandonare i cieli a beneficio di Stati Ue che già cannibalizzano la nostra economia.
  13. Giuseppe Riccardi Rispondi
    Il fatto che la mancata cessione di Alitalia a airfrance sia stata negativa a mio parere e' inesatta. Il sistema aereoportuale francese e' tutto centrato su Parigi e in parte Lione per dare un quasi monopolio a airfrance. E' un danno per la vocazione turistica ad es di Montpellier. Se ricordo bene airfrance pretendeva di fare la stessa cosa in Italia e infatti voleva bloccare i voli internazionali da Malpensa. Ora...l'Italia ha una excompagnia di bandiera insalvabile ma ha un buon sistema territoriale di aereoporti collegati al turismo . Il valore di questa carta e' ben maggiore di quelle di una piccola azienda come Alitalia. Non valeva la pena di subordinare il nostro Paese al sistema francese.
    • Virginio Zaffaroni Rispondi
      Comprendo l'osservazione. La considero però insufficiente per ritenere giusta la rinuncia al progetto Air France-Klm. Non esiste una possibile verità controfattuale in proposito, non solo perché, se ricordo bene, il governo Berlusconi, in nome di un demagogico spirito patriottico, neanche si sedette a un tavolo di trattativa con Air France, tavolo dove avrebbe potuto co-decidere un sacco di aspetti. Io ritengo anche che, se l'appetibilità e valenza del trasporto aereo in Italia è quella di cui spesso si parla, la stessa Air France avrebbe fatto prevalere un ripensamento complessivo delle proprie strategie. Ciò che è invece certo come verità controfattuale è che i vantaggi di essere in un grande gruppo (sud)europeo, forte di economia di scala e di scopo è andato a farsi benedire.