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  1. Michele Rispondi
    L'inflazione aiuta lo stato grande debitore solo se i suoi proventi (i.e. le imposte) crescono con l'inflazione. Inoltre l'inflazione porta con se (prima o poi) tassi nominali più alti. Un guaio per chi ha molto debito. Certamente l'inflazione impoverisce i lavoratori a reddito fisso e con scarso o nullo potere contrattuale e ancora di più i lavoratori precari per definizione privi di potere contrattuale. Insomma se la deflazione fa male l'inflazione fa anche peggio. Invocare l'inflazione come cura dei problemi è un modo per sviare l'attenzione per evitare di affrontare il vero tema: l' inefficienza della spesa pubblica e un sistema fiscale iniquo, che favorisce l'evasione e che disincentiva la crescita di imprese ad alto valore aggiunto e incentiva la rendita.
  2. Antonio Petrina Rispondi
    Egr prof Se si scalfisce la spesa pubblica si puo' far scendere il debito ? Si confronti la ricetta del icompianto Ciampi che presento' il suo piano di riduzione del debito nel maggio 98 ,che prevedeva l'1% di riduzione annuo della spesa inutile in modo che questo onere sociale fosse quello sopportabile ossia il peso degli interessi sul debito che non fosse superiore al 3% annuo . Si dira" : e" tutta utile la spesa primaria corrente,come gli auti ad imprese bancarie e non! Ma allora : si puo' promettere la riduzione del debito con un onere sociale cosi' fatto?
    • francesco daveri Rispondi
      Se il governo non trova la forza di ridurre la spesa pubblica, non si possono tagliare le tasse. E la riforma dell'Irpef è rinviata alle calende greche