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  1. Lelio Violetti Rispondi
    Nell’articolo sono evidenziate gran parte delle criticità segnalate anche dalla nostra Associazione per la Legalità e l’Equità fiscale (LEF – www.fiscoequo.it), di cui sono membro del direttivo, nell’“Indagine conoscitiva sulla struttura dell’imposta sul Reddito delle PErsone Fisiche (Anni d’imposta 2003-2014)”; indagine realizzata sui dati statistici delle dichiarazioni dei redditi pubblicati annualmente sul sito del Dipartimento delle Finanze e giunta ormai alla quarta edizione. Manca, a mio parere nell’articolo una valutazione dei costi amministrativi relativi alla gestione dell’imposta che è forse la principale criticità che caratterizza la nostra IRPEF. Mentre l’evasione è sempre più un fenomeno di massa la cosiddetta “stagione delle dichiarazioni” impegna in Italia milioni di persone, tra contribuenti, CAF e consulenti, per un lungo periodo di tempo. La richiesta delle agevolazioni (detrazioni, deduzioni e crediti) in Italia muove centinaia di milioni di documenti. Si può con buona approssimazione stimare che a breve saranno trattati, digitalizzati o fotocopiati oltre 200 milioni di pezzi di carta. È uno spreco impressionante di energie (tempo e denaro) anche in considerazione del fatto che circa dieci milioni di contribuenti, un quarto del totale, quelli più bisognosi, non potranno usufruirne perché incapienti.
  2. Michele Rispondi
    Basta guardarsi attorno in una qualunque città italiana per rendersi conto che, in un paese dove solo 34.022 contribuenti (pari allo 0,08% del totale - dati MEF) dichiarano più di € 300.000 all'anno, la riforma dell'IRPEF e di tutto il sistema fiscale è assolutamente vitale e urgente per evitare il declino del paese, con tutto quello che ne consegue sul piano del vivere civile.
  3. Maurizio Cocucci Rispondi
    Trovo interessante analizzare il sistema fiscale sui redditi delle persone fisiche in vigore in Germania (Einkommensteuer) per verificarne gli eventuali vantaggi rispetto a quello nostro. In sostanza mentre da noi ad ogni scaglione di reddito corrisponde una aliquota fissa, in Germania l'aliquota è progressiva linearmente (a parte le ultime due più elevate) all'interno di un intervallo delimitato da un valore inferiore e uno superiore. Esempio, fino a 8.820 euro annuo (dal 2017) vige la no tax area, poi l'imposta sul reddito delle persone fisiche parte dal 14% per crescere secondo progressione lineare fino al 23,97% per redditi di 13.769 euro annui. A seguire da 13.770 sale sempre linearmente fino al 42% per redditi pari a 54.057 euro e questa aliquota rimane fissa fino a 256.303 euro ed infine da 256.304 euro si trova l'ultima aliquota (anche questa costante) del 45%. La differenza è quindi intuibile rispetto al sistema nostro: è possibile abbassare maggiormente le aliquote dei redditi più bassi per incrementarle non 'a scalini' ma linearmente. In questo modo si disincentiva anche l'uso di artifici contabili per evitare il passaggio da una aliquota all'altra dato che con il sistema in uso in Germania il passaggio non è mai netto, bensì più 'morbido'.
    • Marco Rispondi
      Il sistema progressivo tedesco, che lei prescrive, è analogo a quello per scaglioni IRPEF in vigore in Italia. Se lei sfora uno scaglione IRPEF italiano, pagherà la superiore percentuale di imposte dirette, difatti, solo sulla parte eccedente. Parla di artifici contabili senza sapere nemmeno quel che dice. Non capisco come la Redazione non filtri certi commenti.
  4. maurizio Rispondi
    sarebbe interessare capire quale, tra i paesi sviluppati, sia il paese in cui il calcolo delle simil-irpef sia più complesso (nel senso di pieno di voci) che da noi. E da questo partire per semplificare al massimo il calcolo. Ma nessuno mi toglie dalla testa che la lobby dei commercialisti (come quella di avvocati et similia) sia da anni all'opera affinchè questo non avvenga.
    • wueydave Rispondi
      la lobby dei commercialisti et similia..
    • Marco Rispondi
      Lobby dei commercialisti rispetto all'IRPEF? Ma sa almeno che l'IRPEF è imposta sulle persone fisiche? Ok che anche le società di persone vi soggiacciono, ma si rende conto caro Maurizio di quanto ai commercialisti possa fregare dei compensi derivanti dai calcoli sulle imposte personali? Calcoli automatizzati, peraltro, nei software di studio? Forse intende allora una fantomatica lobby dei CAF! Maledetti CAF, con le loro assurde detrazioni per gli interventi di ristrutturazione edilizia che fanno emergere tutto il nero riscuotibile in quel settore, o le cattivissime spese antisismiche, o per disabili, o figli a carico etc. In generale, le lobby abbondano sulla bocca degli ignoranti in materia. Fonte: lobby degli scrittori di proverbi.